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    Targa scolorita dopo la garanzia di 5 anni: i costi per la reimmatricolazione e il montaggio

    Targa scolorita dopo 5 anni? Scopri rischi, costi di reimmatricolazione, normative e consigli per evitare multe e problemi in circolazione

    Targa scolorita dopo la garanzia di 5 anni

    Una targa deteriorata può compromettere la normale circolazione di un veicolo sulle strade italiane. Col passare degli anni, l’esposizione agli agenti atmosferici, i frequenti lavaggi, le sostanze chimiche e i raggi solari contribuiscono allo scolorimento della targa. Una targa poco leggibile non è soltanto un problema di estetica, ma ha dirette ripercussioni sulla regolarità dei dati anagrafici del veicolo e sulla possibilità di essere identificati in caso di controllo.
    Secondo il Codice della Strada, la targa rappresenta il principale identificativo di ogni mezzo, essendo legato alla sua storia di proprietà e alle revisioni effettuate nel corso degli anni. Se i caratteri alfanumerici risultano difficilmente visibili oppure macchiati al punto da renderli illeggibili, si rischia di incorrere in sanzioni amministrative e, nei casi peggiori, viene compromessa l’idoneità del veicolo stessa alla circolazione. La leggibilità della targa è requisito essenziale per superare la revisione periodica e continuare a viaggiare legalmente su strada.

    Perché la targa scolorita è un problema: normative e rischi di sanzioni

    Il Codice della Strada impone l’obbligo di mantenere le targhe leggibili in ogni circostanza. Una targa scolorita, annerita o con numeri non riconoscibili non solo ostacola l’identificazione del veicolo in caso di infrazione, ma costituisce una violazione che comporta sanzioni da 42 a 173 euro.
    Se il problema dipende esclusivamente da sporcizia temporanea, la violazione resta amministrativa e si può risolvere ripulendo la targa; nei casi di deterioramento permanente, invece, occorre procedere con la sostituzione. La mancata osservanza di questa norma non solo influisce sull’esito della revisione periodica, ma può avere conseguenze anche in caso di incidente stradale, vista la necessità di identificare i soggetti coinvolti attraverso targa e documenti di circolazione.
    Un aspetto rilevante è la distinzione tra occultamento volontario (caso di reato penale) e semplice deterioramento. Nei casi di danneggiamento doloso della targa – ad esempio per evitare multe ai varchi elettronici – si profila un illecito più grave, mentre la semplice usura comporta la necessità di intraprendere le procedure amministrative per la reimmatricolazione del veicolo.
    Durante la revisione obbligatoria secondo l’art. 80 del Nuovo Codice della Strada, la targa viene verificata e fotografata dai sistemi di lettura automatica; ogni irregolarità può causare la bocciatura dell’auto, oltre a impedire il rilascio del bollino di conformità richiesto per la circolazione.

    Cosa fare se la targa è illeggibile dopo la garanzia: iter per la reimmatricolazione

    Qualora la targa sia diventata illeggibile una volta scaduta la garanzia di 5 anni tipica di molte targhe moderne, il proprietario deve avviare una specifica procedura presso la Motorizzazione. Non è consentito circolare rimediando con targhe «fai da te» o adesivi: ogni targa dev’essere prodotta e rilasciata secondo le norme vigenti.
    Il percorso si articola in alcune tappe ben precise:

    • Raccolta dei documenti richiesti: la domanda di nuova immatricolazione va presentata con tutti i moduli (ad esempio TT2118 o DTT2119, scaricabili online).
    • Restituzione delle targhe deteriorate: anche se malridotte, occorre consegnare sia la targa anteriore che quella posteriore come prova del deterioramento.
    • Presentazione della carta di circolazione e certificato di proprietà: questi attestano la regolare appartenenza del veicolo al richiedente.
    • Compilazione e firma dei moduli specifici, tra cui quello per la distruzione della vecchia targa (nei casi di deterioramento e non di furto/smarrimento).
    • Prenotazione di un appuntamento presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista o la Motorizzazione Civile che, una volta verificati i documenti, provvederà all’assegnazione delle nuove targhe.
    • Il pagamento delle tariffe deve avvenire tramite sistema PAGOPA, con codice dedicato per la voce “reimmatricolazione o deterioramento targa”.
    • Nel caso di veicoli delegati o intestati a società, occorre allegare copia della delega e del documento d’identità del delegato.

    Una volta completati gli adempimenti e saldati i costi amministrativi, le nuove targhe vengono rilasciate e devono essere montate immediatamente sul mezzo. L’assenza anche temporanea delle targhe originali implica il divieto assoluto di circolazione.
    È rilevante sottolineare che in caso di targa deteriorata, il veicolo non può effettuare la revisione finché non viene regolarizzata la documentazione. Circolare con targhe deteriorate può inoltre incidere sulla copertura assicurativa e mettere a rischio l’ottenimento di risarcimenti in caso di sinistro.

    Costi da sostenere per la reimmatricolazione e il montaggio di una nuova targa

    Chi si trova nella condizione di dover sostituire la targa per motivi di usura o scolorimento deve mettere in conto diversi costi. Le voci di spesa più ricorrenti sono:

    • Diritti amministrativi per la Motorizzazione (pratica di reimmatricolazione): solitamente tra 40 e 50 euro, variabili a seconda della regione.
    • Costo materiale della nuova coppia di targhe (anteriore e posteriore): in media circa 41 euro per le auto.
    • Spese PRA (Pubblico Registro Automobilistico): possono ammontare intorno ai 27 euro per la registrazione della nuova targa.
    • Costi di montaggio presso un’autofficina autorizzata: il tariffario può oscillare tra 15 e 50 euro, a seconda della complessità dell’intervento e dei listini locali.
    • In caso di delega a intermediari, come agenzie di pratiche auto, bisogna aggiungere una maggiorazione per la consulenza, anche superiore ai 60 euro extra.
    • Eventuali spese accessorie (copia di documenti, fotocopie, eventuali bolli): costi marginali ma da includere.
    Voce di costo Importo Stimato (€)
    Diritti Motorizzazione 40-50
    Coppia nuove targhe 41
    Spese PRA 27
    Montaggio (officina) 15-50
    Intermediazione agenzia 60 e oltre

    Va ricordato che l’eventuale smarrimento o furto della targa comporta ulteriori costi, come la denuncia obbligatoria alle forze dell’ordine e la stesura di un verbale di distruzione/smarrimento.
    Le tariffe e procedure possono variare leggermente tra regioni e comuni, ma il quadro complessivo dei costi rientra nelle cifre sopra indicate. Per i motocicli le cifre sono generalmente inferiori.
    Il pagamento tramite PagoPA garantisce la tracciabilità delle operazioni ed è elemento obbligatorio per la conclusione della pratica. Non è consigliabile ricorrere a targhe provvisorie non ufficiali, che comportano il rischio di sanzioni e il mancato riconoscimento da enti pubblici e assicurazioni.

    Consigli pratici per evitare problemi in fase di revisione e circolazione

    Mantenere la targa in condizioni ottimali non richiede solo attenzione alla pulizia, ma anche alcune accortezze che possono ridurre il rischio di scolorimento o danneggiamento precoce. Tra i suggerimenti più utili:

    • Effettuare controlli periodici sulle condizioni della targa, verificando la leggibilità dei caratteri e la presenza di graffi o deformazioni.
    • Proteggere la targa da prodotti chimici aggressivi durante i lavaggi per prevenire lo scolorimento precoce.
    • Se si nota un inizio di usura, intervenire tempestivamente evitando di rimandare, soprattutto in prossimità della revisione periodica.
    • Richiedere materiale originale o omologato per eventuali sostituzioni, diffidando da targhe provvisorie non conformi.
    • Conservare le ricevute degli interventi effettuati sulla targa e sulla carrozzeria.
    • In caso di sospetto danno accidentale (grandine, urti), ispezionare anche la staffa di fissaggio per garantire l’incolumità dell’intero sistema di identificazione del veicolo.
    • Durante la revisione, assicurarsi che il personale incaricato fotografi correttamente la targa per la corrispondenza con i dati a sistema.

    Queste semplici attenzioni riducono il rischio di dover affrontare la procedura di reimmatricolazione, permettendo di conservare serenamente il proprio veicolo in regola con le normative e pronto ad affrontare ogni controllo su strada.

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