Cambio di residenza: gli step fondamentali per aggiornare i documenti auto

Sufficiente recarsi al Comune con gli opportuni documenti

La burocrazia italiana crea non pochi impicci ai guidatori. Analizziamo qui l’intera procedura da seguire per il cambio di residenza.

COMUNE

Obbligatorio comunicarlo all’Ufficio Anagrafe entro 20 giorni dal trasferimento. Questa istituzione effettua le iscrizioni anagrafiche nei due giorni lavorativi successivi alla presentazione delle dichiarazioni, dalla cui data decorrono gli effetti giuridici. Come ricorda l’ACI pure l’auto ha un preciso iter da rispettare. Per aggiornare certificato di proprietà o foglio complementare e carta di circolazione bisogna rivolgersi agli uffici del Comune. Gratuito il servizio, servono il documento di identità, gli estremi della patente e le targhe della macchina. Da non dimenticare poi il modulo di richiesta in distribuzione presso il Comune, da conservare insieme ai documenti di circolazione per gli eventuali controlli stradali fino all’arrivo via posta del tagliando di aggiornamento della carta di circolazione.

MOTORIZZAZIONE CIVILE E PRA

Spetta al Comune notificare il cambio di residenza all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile che spedisce direttamente al nuovo domicilio un tagliando adesivo, da incollare sulla carta di circolazione, e invia automaticamente la comunicazione al Pubblico Registro Automobilistico. Possibile chiedere info al numero verde 800 232323. Il PRA provvede d’ufficio ad aggiornare il proprio archivio. Il certificato di proprietà cartaceo (CdP) o il foglio riporteranno ancora il vecchio indirizzo, senza pregiudicare la loro validità.

COSTI

L’aggiornamento per l’auto costa 13,5 euro di emolumenti ACI. Più 32 euro di Imposta di bollo per registrazione al PRA (48 euro se si utilizza il modello NP3C come nota di presentazione). Nel caso preferiate affidarvi a un esperto, avete modo di contattare a una delegazione dell’Automobile Club o a uno studio di consulenza automobilistica. Ai costi previsti per legge va aggiunta la tariffa del servizio di intermediazione, variabile essendo un mercato libero.

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