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    Fiat Grande Panda, arriva il benzina tradizionale: debutta il motore 1.2 da 100 CV con cambio manuale

    Sotto il cofano della Grande Panda batte ora un 1.2 turbo benzina a tre cilindri, capace di sviluppare 100 CV

    Fiat Grande Panda

    La decisione di introdurre sulla Fiat Grande Panda un motore a benzina tradizionale non è un dettaglio di listino, ma un passaggio strategico che fotografa lo stato attuale del mercato europeo. Dopo aver esordito con le varianti elettrica e ibrida a 48V, la casa torinese ha compreso che il pubblico, pur curioso verso le soluzioni innovative, resta ancora molto legato a un approccio pragmatico fatto di semplicità, costi d’acquisto contenuti e manutenzione immediata. In questo quadro si inserisce l’arrivo del tre cilindri 1.2 turbo da 100 CV, una motorizzazione che non fa ricorso ad assistenze elettriche ma punta tutto su erogazione lineare e robustezza meccanica, elementi che storicamente hanno decretato il successo delle utilitarie Fiat.

    L’introduzione di questa motorizzazione completa l’offerta della Grande Panda e la posiziona come una delle poche compatte del segmento B capace di declinarsi in tre diverse identità energetiche: elettrica pura per chi può contare su ricariche quotidiane, ibrida per chi alterna città e tangenziali con esigenze di efficienza e, ora, benzina classico per chi vuole affidabilità senza compromessi e tempi di rifornimento immediati. È un mosaico che non lascia fuori nessuna tipologia di cliente e che permette al modello di diventare davvero trasversale, coerente con lo slogan di “auto per tutti” che Fiat rivendica con forza.

    Accanto al motore, c’è un altro ritorno che merita attenzione: il cambio manuale a sei rapporti. Dopo anni in cui le strategie di prodotto sembravano spingere sempre più verso soluzioni automatiche o semi-automatiche, questa scelta restituisce agli automobilisti il piacere e la padronanza diretta della guida. Per un pubblico giovane, spesso alle prese con la prima vettura, e per chi considera la Panda un mezzo da usare anche in contesti extraurbani o collinari, la leva del cambio manuale torna a essere una compagna di viaggio irrinunciabile.

    Una scheda tecnica che parla di concretezza

    Sotto il cofano della Grande Panda batte ora un 1.2 turbo benzina a tre cilindri, capace di sviluppare 100 CV e una coppia di 205 Nm già disponibile ai bassi regimi. La distribuzione a catena riduce i costi di manutenzione, mentre la gestione elettronica del turbocompressore assicura una risposta pronta in città e un allungo solido in autostrada. È un propulsore pensato per accompagnare la vita quotidiana senza mai sembrare sottodimensionato, in grado di sostenere trasferte autostradali senza fatica e di muoversi con agilità nelle strade urbane più congestionate.

    La presenza di un manuale a sei rapporti permette di sfruttare al meglio la curva di coppia, distribuendo gli sforzi in modo equilibrato tra urbano ed extraurbano. Nei percorsi cittadini, lo Start&Stop interviene in modo rapido e silenzioso, contenendo i consumi e migliorando la percezione di fluidità. In marcia autostradale la sesta marcia abbassa i giri motore, riducendo rumorosità e migliorando le percorrenze. Sebbene i dati WLTP definitivi saranno resi noti con l’avvio delle consegne, Fiat lascia intendere consumi competitivi rispetto alla media del segmento, grazie alla leggerezza della piattaforma e all’efficienza del powertrain.

    La Grande Panda è costruita sulla piattaforma Smart Car del gruppo Stellantis, concepita sin dall’inizio per ospitare indifferentemente soluzioni BEV, mild hybrid e termiche pure. Questo significa che il modello beneficia di un’architettura modulare in grado di ridurre i costi di sviluppo e di produzione, ma anche di garantire un livello omogeneo di dotazioni tecnologiche su tutte le versioni. Lo spazio interno e il bagagliaio non subiscono compromessi, restando punti di forza assoluti: 4,00 metri di lunghezza, un passo di 2,54 metri e un vano di carico da 412 litri che può superare i 1.300 litri abbattendo gli schienali.

    Prezzi e tre allestimenti

    Fiat ha scelto una politica di prezzo volutamente aggressiva per la nuova motorizzazione: il listino della versione d’ingresso parte da 16.900 euro, ma con le campagne promozionali e il finanziamento dedicato Stellantis Financial Services la cifra scende fino a 14.950 euro. Una soglia psicologica che riporta la Grande Panda al cuore del mercato di massa e che le consente di competere frontalmente con la regina low-cost, la Dacia Sandero, e con le versioni base delle rivali europee.

    La gamma resta articolata su tre allestimenti: la Pop, dedicata a chi cerca semplicità e prezzo contenuto, la Icon, che aggiunge contenuti tecnologici come l’infotainment connesso e pacchetti ADAS più ricchi, e la La Prima, con finiture superiori, dettagli cromatici e possibilità di personalizzazione più estese. Indipendentemente dalla versione scelta, la dotazione di sicurezza è completa: frenata automatica, mantenimento corsia e cruise control fanno parte di una piattaforma di assistenza ormai indispensabile in questo segmento.

    Dal punto di vista industriale, la Grande Panda viene assemblata nello stabilimento serbo di Kragujevac, che Stellantis ha rinnovato per ospitare questo modello globale. Parallelamente, è stata avviata anche una linea produttiva in Algeria, a Orano, per servire i mercati nordafricani e garantire tempi di consegna rapidi in aree strategiche. L’idea è quella di fare della Panda non soltanto un modello europeo, ma una world car con declinazioni coerenti per mercati emergenti e maturi.

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