NSU Ro 80: la berlina che doveva spaccare il mondo

Tradita dal motore, fu un fiasco.

NSU Ro 80

Poteva spaccare il mondo e invece un cuore malato l’ha tradita. È la storia della NSU Ro 80. I giornalisti la incoronarono Auto dell’Anno 1968. Eppure, le sue vendite non decollarono mai. Colpa del motore, che dava ai suoi proprietari infiniti problemi. E quando andò in pensione, dopo dieci anni di commercializzazione, registrò circa 38.000 esemplari venduti. Un flop colossale.

NSU Ro 80: titoli a caratteri cubitali

La giuria internazionale prese uno dei pochi abbagli, nella storia del riconoscimento europeo. Claus Luthe, capo designer, ripose d’altronde massima cura, soprattutto nella parte posteriore. Lavoro che si rivelò per lui un trampolino di lancio verso Case del calibro di Audi e BMW, per cui ideò le Serie 3 E30 ed E36. Appariscenti esterni, che si sposavano a meraviglia con interni di gran pregio. Addirittura certi giornalisti scomodarono il paragone con la Mercedes Classe S, che primeggiava in questo campo.

NSU Ro 80: tecnicamente più che adeguata

Sul piano tecnico, tante audaci soluzioni furono introdotte. Insoliti per una berlina di grandi dimensioni l’impianto frenante con quattro dischi, il servosterzo e la trazione anteriore, a tutto vantaggio dell’abitacolo, particolarmente spazioso. Altrettanto convincente la frizione, che si azionava in automatico quando si muoveva la leva del cambio (a tre marce). E come ulteriore chicca, il coefficiente Cx di 0,35, un valore per quell’epoca di livello assoluto

NSU Ro 80: la maledizione del motore Wankel

La NSU Ro 80 – 4,78 metri di lunghezza – si rivelò un capolavoro incompiuto a causa del propulsore Wankel. Lo descrissero come “il motore del futuro”, ma in realtà palesò scarsa concretezza e affidabilità. Questa soluzione ingannò aziende pluriaffermate: Citroen, Ford, General Motors, Mazda, Mercedes e Nissan ne acquistarono i diritti, detenuti direttamente da NSU. Nella prima fase delle vendite, la berlinona dava segnala incoraggianti. A lungo andare soffrì per un motore facilmente soggetto a guasti. Complice la serrata concorrenza e un prezzo simile alle Rover 3.5 e Jaguar XJ6, fu un buco nell’acqua. Nonostante successivi interventi resero il propulsore molto più robusto, la cattiva reputazione generò un tracollo per NSU, che già nel 1969 venne assorbita da Volkswagen.

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