Mobilità e infrastrutture: i progetti finanziati con il Piano di ripresa e resilienza

Le linee guida sono digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, rivoluzione verde e transizione ecologica, infrastrutture per una mobilità sostenibile

Ammontano a 62 miliardi di euro gli interventi sulle infrastrutture, sulla mobilità e sulla logistica sostenibili contenuti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza approvato dal Consiglio dei Ministri.

Rispetto alle risorse previste a legislazione vigente per gli investimenti di competenza del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, il Pnrr aggiunge 47 miliardi di euro. I progetti del Ministero si finanziano per 41 miliardi con le risorse europee del programma Next Generation Eu (40,7 miliardi) e con quelle del React Eu (313 milioni), cui si aggiungono risorse nazionali per quasi 21 miliardi di euro, di cui 10,6 miliardi dal Fondo complementare e 10,3 miliardi dallo scostamento di bilancio.

Quali progetti sono finanziati con il Piano di ripresa e resilienza

I progetti di competenza del Ministero riguardano l’estensione dell’alta velocità ferroviaria e il potenziamento delle reti regionali; il rinnovo dei treni, degli autobus e delle navi per la riduzione delle emissioni; gli investimenti per lo sviluppo dei porti, della logistica e dei trasporti marittimi; gli interventi di digitalizzazione per la sicurezza di strade e autostrade; la transizione ecologica della logistica; lo sviluppo della mobilità ciclistica e delle strade provinciali per migliorare la viabilità delle aree interne; la qualità dell’abitare e le infrastrutture sociali; la tutela e la valorizzazione delle risorse idriche.

Alcuni progetti verranno realizzati in collaborazione con altri Ministeri (Transizione ecologica, Transizione digitale, Cultura, Giustizia, Dipartimento per il Sud e la Coesione territoriale). Infatti, quattro delle sei missioni che compongono il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevedono interventi di competenza del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (493 milioni di euro); rivoluzione verde e transizione ecologica (15,8 miliardi); infrastrutture per una mobilità sostenibile (41,8 miliardi); inclusione e coesione sociale (3,9 miliardi).

Accanto agli investimenti, sono previste riforme di carattere ordinamentale, necessarie per accelerare la realizzazione delle opere del Pnrr e di altri interventi infrastrutturali, a migliorare la concorrenza e l’efficienza del sistema economico.

Istituita la Consulta per le politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibili

Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha istituito all’interno del Dicastero un Comitato Pnrr incaricato di seguire le fasi di realizzazione dei progetti e di valutarne gli effetti in termini occupazionali (in particolare per giovani e donne), di riduzione delle disuguaglianze socioeconomiche e di impatto sull’ambiente, in linea con le indicazioni europee.

Nello spirito del partenariato sociale, è stata poi istituita la Consulta per le politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, composta da numerose organizzazioni sindacali e imprenditoriali, associazioni ambientaliste e reti della società civile, con il compito di accompagnare l’attuazione del Piano fornendo indicazioni, suggerimenti e proposte.

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