Fca con chi si allea? Renault, Hyundai e non solo, la caccia dura da 20 anni

Il mancato matrimonio con Renault è solo l’ultimo dei tentativi di aggregazioni su scala mondiale

La questione alleanze resta per Fca un tema irrisolto. Il mancato matrimonio con Renault, che avrebbe coinvolto anche Nissan e Mitsubishi, è solo l’ultimo dei tentativi di aggregazione su scala mondiale del gruppo nato nell’aprile 2009 dalla fusione tra la Fiat e la Chrysler. Dieci anni a caccia di un big deal, ma dal 2018 grazie all’azzeramento del debito alla pari con gli altri grandi gruppi.

Con una parola d’ordine per gli Agnelli: diluire la partecipazione ma senza alcun disimpegno dall’auto e mantenendo una posizione di forza nel nuovo gruppo. Sergio Marchionne è il primo a porre nel 2014 la necessità del consolidamento per consentire la sopravvivenza del settore.

Da Volkswagen a Peugeot

Il suo sogno è la fusione con General Motors. Marchionne ci crede così tanto che considera l’ipotesi di lanciare un’Opa su General Motors, ma la cifra necessaria, 60 miliardi di dollari, è eccessiva per Fiat Chrysler. Dopo il no di General Motors, arriva il tormentone Volkswagen. La casa ha nel mirino Alfa Romeo e il Lingotto non la vuole cedere. Marchionne, in sintonia con John Elkann, valuta altre possibilità di aggregazione.

Nell’estate di due anni fa l’attenzione si sposta in Asia mentre in Europa vanno avanti i colloqui con Peugeot. Dopo l’acquisto di Opel però Peugeot è troppo dipendente dall’Europa e Marchionne abbandona il progetto.

Per la Francia è prioritaria l’alleanza con Nissan

Partono quindi dagli anni 30 i complessi rapporti tra gli Agnelli e la Francia, per arrivare alla proposta di fusione fatta a Renault e poi ritirata per i tentennamenti del governo francese. La fusione con Fiat-Chrysler è inciampata sul nodo Nissan, la politica “non c’entra niente”: questo il messaggio di Parigi all’indomani della decisione di Fca di ritirare l’offerta di nozze con Renault. Una risposta rivolta anche al vicepremier, Luigi Di Maio che non si è risparmiato una frecciatina sull’interventismo considerato eccessivo dello Stato francese comunque primo azionista del gruppo con una quota del 15,01%.

In una nota, il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, ha “preso atto” della fine di un sogno industriale durato dieci giorni. «C’era bisogno di cinque giorni in più per convincere l’alleato giapponese» sull’opportunità dell’operazione”, assicurano a Bercy, ma Fca non avrebbe voluto aspettare. Le Maire voleva rassicurare le autorità nipponiche sull’opportunità di un progetto in cui ha sempre creduto ma appunto con il sostegno di Nissan la cui alleanza è considerata prioritaria.

La decisione di Fca di ritirare l’offerta è arrivata opo la richiesta del board di Renault – su insistenza dello Stato francese, azionista del costruttore – di chiedere altri giorni di tempo.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 1 Media: 5]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

tre × uno =