Fiat ha presentato a Parigi nell’ottobre 2026 la Multiplay, un concept lungo 4,45 metri che passa da familiare a sei posti a pick-up a quattro posti. Al centro del progetto c’è un modulo posteriore scorrevole, chiamato “Metamorfosi”, che riconfigura la carrozzeria e cambia il rapporto tra abitacolo e spazio di carico. La vettura è stata mostrata durante l’evento Stellantis “Night Before”, alla vigilia del Salone dell’Auto di Parigi, come laboratorio di soluzioni per il futuro del marchio.
Come cambia forma la Fiat Multiplay
Quando è chiusa, la Multiplay ha l’impostazione di una monovolume familiare. A bordo offre sei posti e uno spazio multifunzionale, mentre il meccanismo imperniato sul montante posteriore consente di far scorrere longitudinalmente un modulo lungo apposite guide. È questo movimento a trasformare la parte di carrozzeria dietro l’abitacolo.
Una volta riconfigurata, la vettura diventa un pick-up a quattro posti. Al posto del volume posteriore chiuso compare un cassone aperto, destinato a oggetti ingombranti, biciclette o attrezzature per il tempo libero. La parte anteriore dell’abitacolo resta disponibile ai passeggeri, mentre il retro viene liberato per il carico.
Nella configurazione familiare, i finestrini della terza fila possono abbassarsi. In modalità pick-up, invece, il cassone si raggiunge attraverso una ribalta posteriore con apertura ad armadio e una copertura scorrevole. Per sistemare ciò che si trasporta sono previsti cinghie e blocchi mobili: elementi che permettono di trattenere e organizzare il carico all’interno dell’area aperta.
Nel progetto convivono l’abitabilità tipica di una monovolume, l’assetto alto associato ai SUV e la capacità di trasporto di un cassonato. La carrozzeria assume due configurazioni: quella familiare chiusa e quella pick-up aperta. La trasformazione riguarda soprattutto il vano posteriore e il suo impiego.
La lezione della Multipla era lo spazio
Il nome Multiplay richiama una storia Fiat che comincia molto prima del concept parigino. Nel 1956 la 600 Multipla accoglieva sei persone in una carrozzeria lunga circa 3,5 metri. La Multipla presentata nel 1998 tornò a puntare sui sei posti, questa volta disposti su due file, in una lunghezza inferiore a quattro metri. Il filo che lega i due modelli è la ricerca di un abitacolo ampio in rapporto all’ingombro esterno.
La Multipla moderna organizzava i sedili in modo particolare: due davanti e tre sulla fila posteriore, per ospitare sei persone senza ricorrere a tre file. Era una soluzione pensata per l’uso quotidiano, con più sedute utilizzabili e una disposizione diversa da quella consueta, all’interno di una carrozzeria compatta rispetto al numero di passeggeri.
Il design, controverso, attirò l’attenzione. Ma il suo tratto più concreto era il modo di distribuire lo spazio. La Multiplay riprende questa priorità e la estende al rapporto fra passeggeri e carico: immagina una vettura che possa accompagnare una famiglia e, in un altro momento, trasportare attrezzature. Il legame con la Multipla è quindi soprattutto funzionale. Non riprende le linee del modello del 1998; ne aggiorna invece l’attenzione per l’organizzazione dell’abitacolo.
Sei posti e zona posteriore multifunzionale
La configurazione familiare descritta per la Multiplay prevede sei posti e una zona multifunzionale. Nella parte posteriore è stato progettato uno spazio per due bambini, che all’occorrenza può accogliere un adulto. Quando il modulo viene spostato per ottenere la modalità pick-up, la vettura mantiene quattro posti e lascia libero il retro per il trasporto.
Un’altra soluzione di bordo è il cosiddetto “Petsenger seat”. L’elemento può servire a fissare un seggiolino per bambini oppure a organizzare uno spazio per un animale domestico. La sezione esterna del cuscino si stacca e diventa un guinzaglio; nella portiera trova posto una ciotola pieghevole. Le funzioni sono raccolte in componenti integrati nell’abitacolo, secondo l’interpretazione mostrata sul prototipo.
Per le soste c’è anche il “Sunseat”. A vettura ferma, il sedile anteriore del passeggero ruota di 180 gradi e si dispone come una chaise longue rivolta verso il retro dell’abitacolo. La plancia fa da schienale. È una soluzione pensata per una pausa o per il tempo libero, che cambia l’assetto interno senza intervenire sulla configurazione di marcia.
Dal portabici integrato ai materiali
Nella parte posteriore è integrata un’altra funzione: lo spoiler può ruotare e diventare un portabiciclette, progettato per trasportare fino a due bici nella configurazione pick-up. Biciclette e attrezzature sportive sono tra gli usi previsti per il cassone. Insieme ai fissaggi mobili, il portabici lega il progetto agli spostamenti familiari e alle attività all’aperto.
Anche l’aspetto contribuisce a rendere riconoscibile il concept. La carrozzeria è verde brillante, mentre i dettagli bianchi sul tetto richiamano l’anguria. All’interno prevalgono il rosso e il rosa; nella zona dei sedili posteriori compare una sfumatura pixelata. L’insieme accosta colori vivaci e superfici morbide.
I rivestimenti sono descritti come tessuti monomateriale, realizzati a maglia tridimensionale, senza cuciture e con finiture impermeabili. La scelta di materiali e colori accompagna la varietà delle funzioni dell’abitacolo, dai posti per i passeggeri agli spazi riconfigurabili.
All’esterno si notano le estremità arrotondate, i passaruota pronunciati e le fasce luminose a LED dal disegno pixelato. Al centro della plancia è integrato un display digitale, che scompare alla vista quando l’auto viene spenta. Un piccolo schermo collocato tra le portiere può mostrare scritte e animazioni. Sono alcuni degli elementi che definiscono il linguaggio del prototipo.
Le caratteristiche del concept
La Multiplay misura 4,45 metri in lunghezza. Il progetto presenta l’architettura trasformabile, le diverse disposizioni dei sedili, il portabici integrato e le soluzioni per l’abitacolo. La sua funzione è quella di laboratorio di idee per il futuro di Fiat, con una carrozzeria che mette al centro il passaggio fra trasporto di persone e trasporto di oggetti.
Olivier François, consulente strategico di Stellantis, e Arnaud Belloni, responsabile dei marchi Fiat, Abarth e Lancia, hanno presentato il concept a Parigi. Belloni ha collegato il progetto a una qualità che Fiat intende coltivare: rendere l’automobile utile nella vita quotidiana attraverso spazio e versatilità. La Multiplay raccoglie questa intenzione in soluzioni concrete, dalla trasformazione del retro agli accessori integrati per bambini, animali e biciclette.
Multiplay, SUV e crossover: la differenza d’uso
SUV e crossover hanno abituato il pubblico a vetture adatte a ospitare passeggeri, bagagli e attrezzature per il tempo libero. La Multiplay porta questa versatilità sul piano della carrozzeria: il vano posteriore può passare da volume chiuso a cassone aperto. Cambia così l’uso del retro, che nella configurazione familiare resta parte dell’abitacolo e in quella pick-up diventa una zona di carico accessibile e attrezzabile.
Per una famiglia, la configurazione chiusa mette a disposizione i posti e lo spazio interno. Per chi pratica sport o deve trasportare oggetti voluminosi, quella aperta offre un’area dedicata. Anche il portabici ricavato dallo spoiler e i fissaggi mobili rispondono a questa logica: riunire nella stessa vettura gli spostamenti quotidiani e le attività ricreative. La facilità della conversione, nel progetto, dipende dal modulo scorrevole e dai componenti che lo accompagnano.
Con i suoi 4,45 metri, la Multiplay appartiene al formato di un’auto familiare; le Multipla storiche erano più corte. Il confronto fra i modelli riguarda quindi l’uso dello spazio, non le dimensioni. La 600 Multipla e quella del 1998 cercavano di ricavare un abitacolo capiente da ingombri contenuti. Il concept del 2026 aggiunge a quella ricerca la possibilità di trasformare la parte posteriore in un’area di carico, per rispondere a esigenze di famiglia, lavoro e tempo libero.






