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    Goodwood Festival of Speed 2026, le auto che ci hanno conquistato e le delusioni della nostra visita

    Goodwood Festival of Speed 2026

    Nella suggestiva cornice del West Sussex britannico, il Festival of Speed si conferma tra gli appuntamenti più attesi dagli amanti dei motori. Non si tratta solo di un evento espositivo, ma di una vera e propria celebrazione della cultura automobilistica dove la passione per il motorsport si fonde con l’innovazione tecnologica. L’edizione 2026 accentua il carattere internazionale richiamando visitatori e protagonisti da tutto il mondo grazie alla presenza di costruttori storici e nuovi attori del settore. La cronoscalata di Goodwood, lunga circa 1,86 km, rappresenta ancora il cuore pulsante della manifestazione, vetrina privilegiata per debutti, prototipi e piloti iconici.

    L’essenza del Festival: storia, programma e protagonisti dell’edizione 2026

    Bastano pochi numeri per cogliere la portata dell’evento ospitato nella tenuta del Duca di Richmond. Avviato nel 1993 con una selezionata partecipazione di vetture storiche, il Goodwood Festival of Speed ha raggiunto in oltre 30 anni la statura di “must” per gli appassionati e le case automobilistiche. Oggi accoglie più di 100.000 visitatori a edizione e si distingue per la capacità di coniugare tradizione, spettacolo e anteprime mondiali. Il calendario 2026 è ricco di appuntamenti:

    • Hillclimb: la celebre salita competono Supercar, prototipi da corsa, auto storiche e monoposto di F1
    • Brand Parade: la sfilata dei marchi più influenti con modelli d’epoca e attuali
    • Zone tematiche: exhibit e attività interattive per ogni fascia di pubblico

    L’edizione corrente si distingue anche per la presenza di figure di rilievo internazionale: Lando Norris e Valentino Rossi, tra i piloti più celebrati, sono protagonisti di momenti esclusivi che catalizzano l’attenzione dei fan. Non manca la componente agonistica: la sezione “The Rivals” ricorda le grandi rivalità del motorsport, dalla mitica Ford vs Ferrari a Le Mans fino ai duelli del mondiale F1 anni ’70, rappresentando una narrazione emozionante fra storia e contemporaneità.

    Le auto che hanno conquistato il pubblico: dalle anteprime ai modelli iconici

    Il cuore pulsante dell’evento sono i modelli che più hanno saputo suscitare entusiasmo, valorizzando la qualità tecnica e la tradizione dell’automobilismo. L’edizione 2026 ha visto il debutto di modelli e concept destinati a diventare pietre miliari tra gli appassionati e i collezionisti:

    • Ferrari presenta la “Amalfi”, la nuova 849 Testarossa da 1.050 CV e la “296 Speciale A”, accanto alle celeberrime F80, Enzo 2004 e la 12Cilindri. Fanno parlare di sé anche le XX, FXX-K Evo e la 296 Challenge impegnata in pista.
    • Alpine mostra la A110 Future, concept dall’architettura totalmente elettrica, anticipando l’anima sportiva proiettata verso la sostenibilità.
    • Aston Martin schiera in modo compatto la Valhalla a motore centrale, la sportivissima Valyrie e le versioni “S” di DB12, Vantage e DBX, esponenti di una tradizione raffinata e competitiva.
    • BMW festeggia i 40 anni della M3 portando in pista la M2 con Track Kit, la Touring 24H, la M3 E30 storica. Lo stand accoglie anche la M Concept Neue Klasse, la nuova i3 e la Serie 7 restyling.
    • Pagani emoziona con la Huayra 70 Derecho, one-off che esalta artigianalità e tecnologia, affiancata da Zonda F Roadster e Utopia Roadster.
    • Gordon Murray Automotive si distingue proponendo la T.50s Niki Lauda e la S1 LM, autentiche “bandiere” dell’ingegno britannico nelle supercar leggere.

    Non sono mancati omaggi ai classici e alle celebrazioni storiche: la Brand Parade ha permesso di rivedere sulla salita modelli che hanno segnato epoche, mentre i prototipi e concept delle case più innovative hanno attirato addetti ai lavori e pubblico giovane, sottolineando il ruolo formativo e divulgativo dell’evento.

    Supercar, hypercar e concept car: le sorprese delle case automobilistiche

    Il Festival rappresenta ormai un palcoscenico privilegiato per lanciare le più esclusive supercar, hypercar e concept car a livello mondiale. L’edizione 2026 è stata teatro di numerosi debutti e presentazioni di alto profilo:

    • Audi ha svelato la Nuvolari, supercar ibrida plug-in da oltre 1.000 CV, e presentato concept elettrici che ridefiniscono la sportività della Casa dei quattro anelli.
    • BYD ha portato in Europa il pick-up Shark e la Denza Z da 1.604 CV, insieme ai nuovi SUV BAO 5 e alla hypercar Yangwang U9 Extreme.
    • Lamborghini ha brillato con le sue nuove ibride e la Urus SE Performante, accanto a serie limitate progettate per lasciare il segno.
    • McLaren ha ufficializzato il ritorno della storica M6GT, meticolosamente restaurata, e debuttato con la 788HS, massima evoluzione della piattaforma 720S/750S.
    • Honda ha stupito con la Prelude HRC Concept e la Super-N, vettura compatta elettrica dal forte spirito sportivo. Non sono mancati i richiami storici, come la Williams Honda FW11 F1 degli anni ‘80.
    • Kimera Automobili e Bizzarrini hanno portato il meglio dell’ingegno artigianale italiano, il primo con la K39 hypercar a motore Koenigsegg e il secondo con l’esclusiva Aperta Lusso.
    • Pagani e Zenvo hanno stupito per prestazioni e design, con Aurora Tur e nuove one-off destinate a pochi fortunati collezionisti.

    Anche marchi emergenti come Lepas hanno presentato SUV e ibride plug-in, puntando su design, tecnologia e autonomia. Le anteprime di modelli MG, MINI, Cupra e molti altri hanno rafforzato l’identità innovativa della manifestazione, mostrando un panorama dell’automobilismo sempre più ampio e inclusivo. La contaminazione tra elettrificazione, sostenibilità e alte prestazioni appare ormai centrale nell’evoluzione delle auto presentate.

    Delusioni e aspettative mancate durante la visita al Goodwood Festival 2026

    Sebbene il livello generale dell’edizione sia stato molto alto, non sono del tutto mancate note dolenti rispetto alle premesse e alle aspettative. Alcuni visitatori hanno espresso riserve sulle limitazioni di accesso ad aree particolarmente esclusive, come certi paddock riservati o zone hospitality che hanno ridotto all’ultimo la capienza. Alcuni concept tanto attesi, promessi nei mesi precedenti tramite comunicati stampa, non hanno poi fatto il proprio debutto dinamico, limitandosi all’esposizione statica: ciò ha lasciato un po’ di amaro in bocca agli appassionati desiderosi di vederli affrontare la celebre salita.

    C’è chi ha sottolineato la complessità logistica dovuta all’alta affluenza, che ha reso a tratti difficoltoso l’accesso a stand di costruttori minori. Infine, alcuni marchi storici hanno optato per una presenza defilata, riducendo il numero di modelli rispetto agli anni precedenti: scelte probabilmente dettate da strategie commerciali, che però sono state motivo di discussione tra i più esigenti. Complessivamente, però, lo spirito di festa e la varietà dell’offerta hanno saputo controbilanciare gli aspetti meno entusiasmanti.

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