C’è un’auto che in Giappone riesce a incarnare un’idea di libertà completamente diversa da quella europea. Non è una sportiva, non è un SUV, e nemmeno una citycar nel senso che intendiamo noi. È la Honda N-ONE, la piccola kei car che riesce a condensare in tre metri e mezzo di lunghezza il meglio dell’ingegno giapponese: praticità, design retrò e tecnologia moderna. In patria è un’icona, una delle auto più amate tra le nuove generazioni urbane, simbolo di un’efficienza gentile che trasforma lo spazio limitato in un vantaggio. E ora, grazie al tasso di cambio favorevole e all’arrivo della versione elettrica, anche in Europa si comincia a parlare di lei come di un’auto “da 15.000 euro”, cifra che incuriosisce e spinge molti a chiedersi se sia davvero possibile.
Dietro questo numero si nasconde una realtà più complessa, fatta di contesto economico, normative e strategie industriali. Ma prima di parlare di prezzi e importazioni, bisogna capire perché la N-ONE è molto più di un mezzo di trasporto. È un modo di interpretare la città, una filosofia in movimento che riflette l’essenza stessa del design automobilistico giapponese.
Dalla N360 alla N-ONE
La Honda N-ONE nasce nel 2012 come reinterpretazione della Honda N360, la prima kei car moderna del marchio, lanciata nel 1967. Quell’auto rappresentò per il Giappone ciò che la Fiat 500 fu per l’Italia: un simbolo di rinascita economica, di autonomia personale e di mobilità accessibile. La nuova N-ONE ne recupera le proporzioni verticali, i fari tondi, la mascherina compatta e la linea continua del tetto, ma ne aggiorna il linguaggio con dettagli contemporanei, come i gruppi ottici full LED e le colorazioni bicolore.
In Giappone, le kei car sono più di una categoria: sono una cultura. Limitate per legge a 3,4 metri di lunghezza, 1,48 di larghezza e 660 cc di cilindrata, godono di tasse ridotte e assicurazioni più leggere. Honda ha scelto di rendere la N-ONE il punto d’incontro tra funzionalità quotidiana e piacere di guida, un equilibrio difficile da replicare in Europa dove le citycar sono spesso penalizzate da omologazioni e costi di produzione più elevati.
La nuova generazione, lanciata nel 2020 e aggiornata nel 2023, è costruita sulla stessa piattaforma della N-WGN, ma rispetto a quest’ultima offre una silhouette più giocosa e personale. La parte anteriore quasi verticale, l’abitacolo alto e il parabrezza panoramico restituiscono una visibilità eccezionale nel traffico. All’interno, l’ergonomia segue la filosofia “man-maximum, machine-minimum”: tutto è progettato per ampliare lo spazio vitale e ridurre al minimo l’ingombro dei componenti meccanici. La posizione di guida è sorprendentemente alta, quasi da micro-SUV, ma con una leggerezza di sterzo e una visibilità che ricordano un go-kart.
Sotto il cofano, la N-ONE ospita il classico tre cilindri 658 cc disponibile in due varianti: aspirata da circa 58 CV e turbo da 64 CV. Non c’è bisogno di numeri più grandi, perché il peso dell’auto non supera gli 850 kg, e la trasmissione – automatica CVT o manuale a sei marce nella sportiva RS – garantisce un’erogazione dolce e progressiva. La trazione può essere anteriore o integrale, e il consumo medio dichiarato supera i 25 km/l, valori da record in un contesto urbano. Tutte le versioni integrano il pacchetto Honda Sensing, con frenata automatica, mantenimento di corsia e cruise control adattivo, un lusso impensabile per un’auto di queste dimensioni.
Honda N-ONE e, l’elettrica che costa 15.000 euro
Nel 2025 Honda ha introdotto una nuova variante chiamata N-ONE e:, prima interpretazione completamente elettrica del modello. L’obiettivo è quello di portare la mobilità a zero emissioni anche nel segmento delle kei car, finora rimasto in gran parte fedele ai motori termici. Il sistema adotta un motore sincrono da 65 kW (88 CV), alimentato da una batteria agli ioni di litio da 30,4 kWh, per un’autonomia di circa 295 km nel ciclo WLTC giapponese. La ricarica rapida a 50 kW consente di passare dal 20 all’80% in meno di 30 minuti, mentre la ricarica domestica a corrente alternata (6 kW) impiega circa 5 ore.
La cosa che sorprende non è tanto la tecnologia, quanto il prezzo: 2.699.400 yen, che al cambio attuale equivalgono a circa 15.300 euro. Una cifra che, per un’auto elettrica di ultima generazione, appare incredibilmente competitiva. Ma questa magia è possibile solo in Giappone, dove le agevolazioni fiscali, la produzione locale e la standardizzazione delle kei car riducono costi e margini di intermediazione.
Dietro quel prezzo si nasconde una serie di fattori macroeconomici. Il primo è la debolezza dello yen, che nel 2025 ha raggiunto livelli record rispetto all’euro, rendendo i prodotti giapponesi molto più economici per chi li valuta in valuta europea. Il secondo è la politica di incentivi del governo nipponico, che favorisce fortemente l’acquisto di kei car elettriche con sconti fiscali diretti e riduzioni di imposta. In Giappone, acquistare una N-ONE e: significa accedere automaticamente a contributi locali che possono ridurre il costo effettivo di oltre il 15%.
Il terzo fattore è la struttura industriale: Honda produce la N-ONE interamente sul territorio nazionale, sfruttando linee di assemblaggio compatte e un’elevata automazione. Ciò permette di abbattere i costi logistici e mantenere il prezzo al pubblico estremamente competitivo. Se la stessa auto fosse importata in Europa, il costo salirebbe immediatamente a 20.000-22.000 euro, considerando trasporto, omologazione, IVA e adattamenti alle normative UE.
La N-ONE e: non promette accelerazioni da supercar elettrica, ma coerenza con il proprio ruolo. L’autonomia di quasi 300 km è più che sufficiente per l’uso urbano, e il pacco batterie ridotto mantiene basso il peso totale, intorno ai 1.050 kg. Il baricentro basso e la trazione anteriore assicurano stabilità anche a velocità sostenute, mentre la silenziosità è sorprendente per un’auto così compatta. Il design non cambia: resta quello della N-ONE tradizionale, con piccoli dettagli blu e la presa di ricarica integrata nella calandra. Il risultato è un’auto che trasmette un’idea precisa di sostenibilità: non un lusso, ma una normalità accessibile.
Perché la N-ONE resta (per ora) un sogno d’importazione
Chi sogna di vedere la N-ONE circolare per le strade italiane dovrà armarsi di pazienza. Honda, infatti, non ha piani per importarla ufficialmente in Europa, a causa delle differenze di omologazione tra il mercato giapponese e quello europeo. Le kei car sono costruite secondo standard di sicurezza e dimensioni specifici, e non rispettano pienamente le normative dell’Unione Europea in materia di crash test e dotazioni obbligatorie. Portarla qui significherebbe passare per un importatore indipendente, con tutti i costi e gli ostacoli burocratici del caso.
Il paradosso è che, mentre in Giappone le kei car rappresentano oltre il 30% del mercato, in Europa le citycar sotto i 3,6 metri stanno scomparendo. I costi di produzione, l’elettrificazione forzata e le norme anti-emissioni stanno spingendo i costruttori a uscire dal segmento A, lasciando un vuoto che auto come la N-ONE riempirebbero perfettamente. Oggi, il mercato europeo offre modelli come la Fiat 500e, la Dacia Spring o la Citroën Ami, ma nessuna di queste possiede la combinazione di comfort, stile e versatilità che la Honda propone con la sua kei car.
Honda non ha chiuso la porta. In un’intervista recente, i dirigenti della divisione giapponese hanno ammesso che la N-ONE elettrica potrebbe essere la base per una futura citycar globale se la domanda di piccole EV dovesse crescere. Il progetto, però, richiederebbe un adattamento totale alle norme europee e un cambio di scala produttiva. In un continente che sta cercando di ridurre le emissioni e rilanciare la mobilità urbana, un modello come la N-ONE potrebbe rappresentare un ritorno all’essenza dell’automobile: compatta, leggera, economica e accessibile.






