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    Assicurazione auto 2026, cosa cambia per le auto d’epoca e i veicoli non utilizzabili

    Tutte le novità dell'assicurazione auto 2026: regole per auto d'epoca, veicoli inutilizzabili, polizze flessibili e gare

    Assicurazione auto 2026, cosa cambia per le auto d’epoca e i veicoli non utilizzabili

    Il panorama dell’assicurazione automobilistica in Italia si appresta a vivere una fase di evoluzione significativa, grazie all’introduzione di nuove norme che recepiscono la direttiva europea 2021/2118. Il recente decreto legislativo, attualmente sottoposto all’esame del Parlamento, porta cambiamenti sostanziali nell’ambito dell’obbligo assicurativo per veicoli non utilizzabili e storici. Tra gli obiettivi principali figurano una più chiara definizione dei soggetti tenuti all’RC auto, una maggiore attenzione alle specificità dei mezzi d’epoca e l’introduzione di maggiore flessibilità nelle tipologie di polizze. Le modifiche previste puntano ad equilibrare la tutela dei terzi danneggiati, la sostenibilità per i proprietari di veicoli particolari e l’adeguamento ai requisiti imposti dal quadro normativo europeo.

    Decreto legislativo e direttiva UE: il contesto della riforma RC Auto

    Il nuovo assetto normativo nasce in risposta alla necessità di armonizzare il sistema assicurativo italiano con quanto stabilito dalla direttiva Ue 2021/2118. Quest’ultima modifica profondamente la già esistente direttiva 2009/103/CE, intervenendo sulla responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli. Il Consiglio dei ministri ha così approvato un decreto legislativo che coinvolge diversi aspetti: l’obbligatorietà della copertura RC per mezzi fermi, norme più precise per i veicoli storici e polizze di durata inferiore all’anno, tra le altre novità.

    Il decreto mira a sanare le incertezze interpretative sorte attorno all’articolo 170-bis del Codice delle Assicurazioni Private, recependo i dettami europei che impongono maggiore trasparenza e garanzie ai consumatori. In modo puntuale, interviene sull’identificazione dei mezzi esentati dall’assicurazione obbligatoria e sulle modalità di suddivisione del rischio per veicoli ad interesse storico. Il legislatore punta così a un sistema più efficace di tutela del danneggiato, uniformando le prassi italiane ai principi comunitari e introducendo strumenti di controllo e vigilanza più incisivi affidati alle autorità di settore.

    Esenzione dall’obbligo assicurativo per i veicoli inutilizzabili: criteri e limiti

    L’applicazione dell’obbligo assicurativo viene ridefinita con criteri di maggiore precisione. Non è più sufficiente che un veicolo sia inutilizzato o parcheggiato in garage: l’esenzione dall’obbligo di RC auto si applica soltanto nel caso in cui il mezzo sia «strutturalmente e permanentemente non idoneo all’uso», perché privo di parti essenziali che ne impediscano la circolazione. Ad esempio, rientrano nei casi di esonero auto o moto ridotte a rottame oppure completamente sprovviste di motore.

    Per assicurare la correttezza dell’applicazione delle nuove regole, il decreto specifica che elementi come ruote o batterie, facilmente rimontabili, non costituiscono condizione sufficiente per far venir meno l’obbligo assicurativo. Solo la perdita di componenti vitali e insostituibili senza interventi strutturali comporta l’esclusione dalla copertura obbligatoria, rispondendo alle richieste di chiarezza avanzate dalle istituzioni europee e dai consumatori.

    Questa nuova impostazione si propone di prevenire eventuali abusi da parte di chi, in passato, avrebbe potuto smontare alcuni pezzi non essenziali per dichiarare il mezzo inutilizzabile e sottrarsi all’RC. Il veicolo, pertanto, dovrà essere oggettivamente inidoneo e non più facilmente ripristinabile nella sua funzione originaria. Si va così verso un sistema più equo che garantisce sia la protezione dei danneggiati sia la giusta esclusione per chi detiene effettivamente un mezzo ormai privo di qualunque possibilità di utilizzo.

    Assicurazione per auto d’epoca e veicoli storici: cosa cambia dal 2026

    Le nuove norme segnano un cambiamento importante per i proprietari di auto d’epoca e veicoli storici. La direttiva europea accolta dal legislatore italiano prevede la possibilità di ottemperare all’obbligo assicurativo mediante schemi diversi dalla tradizionale polizza RC auto. Sarà infatti obbligatorio distinguere il premio legato al rischio statico – cioè quando il mezzo è esposto, fermo in garage o museo – da quello associato al rischio di movimento, ossia durante la circolazione su strada.

    Questa distinzione vuole rispondere alle caratteristiche peculiari di circa 310.000 mezzi storici ufficialmente registrati nel 2025 in Motorizzazione Civile. Per questi veicoli si potrà prevedere una copertura flessibile, più economica quando non esiste rischio di movimento, garantendo comunque il giusto indennizzo in caso di danni causati, ad esempio, durante esposizioni o raduni.

    Si tratta di un adeguamento che tiene conto delle specificità dei veicoli storici spesso fermi o utilizzati solo in occasioni speciali. La nuova normativa, allineandosi al considerando 14 della direttiva (Ue) n. 2021/2118, permette così un’assicurazione efficace e meno onerosa, in linea con le moderne esigenze dei collezionisti e degli appassionati.

    Polizze infra-annuali e assicurazioni stagionali: maggiore flessibilità per l’utenza

    L’introduzione delle polizze infra-annuali e stagionali rappresenta una risposta ad una precisa richiesta di maggiore elasticità nella gestione del rischio. In precedenza, la norma imponeva una durata minima di 12 mesi per la copertura assicurativa RCA, lasciando poco margine a coloro che utilizzavano determinati veicoli solo in certe stagioni dell’anno.

    Con il nuovo impianto normativo, sarà possibile stipulare assicurazioni di durata inferiore a un anno; un decreto ministeriale apposito definirà caratteristiche e modalità operative di queste nuove polizze, adattandosi quindi alle abitudini di utilizzo, come ad esempio per natanti, moto o auto impiegate solo per le vacanze.

    Il risultato sarà una maggiore efficienza economica per gli utenti, che potranno scegliere soluzioni più convenienti senza doversi sobbarcare l’onere di una copertura annuale per mezzi utilizzati in modo discontinuo.

    Nuove opportunità assicurative per gare e competizioni motoristiche

    Nel quadro delle innovazioni normative, viene riconosciuta maggiore flessibilità organizzativa anche alle competizioni motoristiche. Gli organizzatori non saranno vincolati esclusivamente alla stipula della tradizionale RC auto, potendo optare per una polizza di responsabilità civile generale che si adatti meglio alle particolari esigenze degli eventi sportivi.

    Questa apertura normativo-assicurativa risponde all’esigenza di migliorare la tutela dei partecipanti e del pubblico, pur assicurando una gestione della copertura più sostenibile e personalizzata per ogni specifico caso.

    Ruolo rafforzato dell’IVASS e impatto sulla gestione della sinistrosità

    Il rafforzamento dei poteri attribuiti all’IVASS conferisce maggiore affidabilità alle informazioni assicurative in ambito RCA. L’istituto torna a detenere competenze regolamentari sulla banca dati dell’attestato di rischio, avendo il compito di determinare le indicazioni aggiuntive relative all’attestazione sullo stato del rischio, la validità dell’attestato (non inferiore a 12 mesi), e la durata del periodo di osservazione.

    L’IVASS potrà così migliorare la qualità dei dati su sinistri e assicurati, disciplinare le modalità di accesso alla banca dati e gli standard di consegna degli attestati di rischio. Secondo le nuove disposizioni, il controllo esercitato dall’Istituto permetterà di contrastare eventuali distorsioni del mercato assicurativo, offrendo maggiore trasparenza a tutela sia dei consumatori sia delle compagnie.

    Sostenibilità economica: nessun costo aggiuntivo per lo Stato

    L’impatto economico delle nuove regole è stato valutato con grande attenzione dal legislatore. È stato espressamente stabilito che tutte le innovazioni normative e operative dovranno essere realizzate senza generare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Gli adempimenti richiesti saranno gestiti dalle amministrazioni competenti – Ministeri e IVASS – utilizzando le risorse disponibili a legislazione vigente.

    Questa impostazione garantisce che la modernizzazione del sistema assicurativo avvenga senza conseguenze negative per il bilancio pubblico, dimostrando attenzione agli equilibri macroeconomici del Paese e agli interessi collettivi.

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