Il motore HR12 LPG nasce all’interno di un progetto congiunto che vede protagonisti Renault e Geely, confluiti nella società Horse Technologies, creata per sviluppare powertrain innovativi capaci di rispondere alla transizione energetica senza abbandonare i carburanti liquidi. In questo quadro, la scelta di puntare su un 1.2 turbo tre cilindri bifuel rappresenta un passo che coniuga tradizione europea per il GPL e necessità di abbattere consumi ed emissioni senza i costi e le complessità delle elettrificazioni spinte.
Il cuore del progetto è lo stabilimento di Mioveni, in Romania, già noto per essere il principale polo produttivo dei motori destinati alla gamma Dacia, marchio che negli ultimi vent’anni ha costruito un vero e proprio successo commerciale sulle versioni alimentate a GPL. La produzione in serie di questo motore non è soltanto un esercizio tecnico: è il segno tangibile della volontà di Renault di mantenere la leadership in un segmento che in Italia, Spagna e parte dell’Europa orientale continua ad avere una domanda solida e stabile.
Il debutto del HR12 LPG è stato annunciato come una prima mondiale assoluta, poiché mai prima d’ora un costruttore aveva industrializzato un motore benzina/GPL con iniezione diretta su larga scala. L’obiettivo non è soltanto garantire un miglior rendimento rispetto ai sistemi tradizionali a iniezione indiretta, ma soprattutto offrire un prodotto in grado di affrontare le sfide della normativa Euro 7, mantenendo competitivi i costi di acquisto e di utilizzo. I primi modelli che adotteranno questo propulsore appartengono alla famiglia Dacia, con la futura Bigster tra le candidate più probabili, mentre Renault ne prevede l’impiego su piattaforme compatte e medie, destinate a mercati sensibili al fattore economico e al basso costo chilometrico.
Architettura tecnica e funzionamento
A differenza dei classici impianti GPL basati su iniezione indiretta, dove il carburante viene vaporizzato nel collettore di aspirazione, l’HR12 LPG impiega un sistema di iniezione diretta in camera di combustione. Questa soluzione comporta l’uso di iniettori dedicati in grado di lavorare a pressioni più elevate e di dosare il GPL con estrema precisione in fase liquida o gassosa, a seconda delle condizioni di esercizio. L’effetto immediato è una combustione più stabile, un controllo superiore della miscela aria-carburante e un incremento dell’efficienza complessiva, soprattutto ai carichi parziali dove l’ibridazione leggera interviene a dare manforte.
Per resistere alle specificità del GPL, che tende a stressare maggiormente le sedi valvole e a innalzare le temperature di combustione, il motore è stato progettato con materiali rinforzati, valvole trattate con rivestimenti ad alta resistenza e una camera di combustione ridisegnata per sfruttare al meglio la dinamica dell’iniezione diretta. A questo si aggiunge un sofisticato sistema di gestione elettronica che regola anticipo, fasatura e pressione di iniezione a seconda che il motore funzioni a benzina o a GPL.
Un elemento chiave della piattaforma è l’abbinamento con un sistema mild-hybrid a 48 V, che introduce un belt-integrated starter generator capace di recuperare energia in decelerazione, fornire coppia supplementare nelle riprese e gestire con fluidità le fasi di avvio e spegnimento del termico. Questo pacchetto, oltre a garantire una guida più confortevole, consente di abbassare ulteriormente i consumi e di contenere le emissioni, rendendo il propulsore già pronto per gli standard Euro 7 senza penalizzare l’esperienza quotidiana.
Prestazioni, consumi e vantaggi economici
Dal punto di vista delle prestazioni, il HR12 LPG eroga circa 140 CV con una coppia massima di 230 Nm, disponibile a regimi bassi, intorno ai 2.000 giri/minuto. Questo significa che, pur non puntando a performance sportive, il motore offre una risposta pronta e progressiva nelle situazioni di guida più comuni, come i sorpassi in statale o le riprese in autostrada. Grazie al supporto del 48 V, i transitori diventano più fluidi, con un miglioramento percepibile nella progressione e nell’elasticità complessiva.
Sul piano ambientale ed economico, i dati dichiarati parlano di una riduzione delle emissioni di CO₂ del 9% rispetto alla versione alimentata esclusivamente a benzina. Un beneficio che, combinato con il prezzo più basso del GPL alla pompa, si traduce in un costo per chilometro sensibilmente inferiore. In un mercato come quello italiano, dove il GPL è storicamente competitivo e sostenuto da una rete di distribuzione capillare, questo significa offrire un TCO estremamente vantaggioso, soprattutto per chi percorre molti chilometri l’anno.
Dal punto di vista della praticità, il serbatoio GPL trova posto nel vano ruota di scorta, senza sacrificare capacità di carico e mantenendo intatta l’abitabilità interna. La doppia alimentazione permette di viaggiare in totale tranquillità, con la possibilità di alternare benzina e GPL in funzione della disponibilità di rifornimento, raggiungendo autonomie combinate che superano con facilità i 1.000 km. In un’epoca in cui la “range anxiety” è il tallone d’Achille dell’elettrico, questa soluzione diventa un argomento forte per il pubblico generalista.
Il ponte tra tradizione e normative Euro 7
Se esiste un Paese dove il HR12 LPG può diventare un protagonista assoluto, questo è senza dubbio l’Italia, dove la tradizione di vetture a GPL è radicata da decenni e dove l’infrastruttura di distribuzione è una delle più sviluppate d’Europa. Qui il nuovo motore è un erede naturale di una lunga storia di auto bifuel che hanno reso marchi come Dacia veri e propri leader di mercato.
Dal punto di vista normativo, il motore segna un passo importante perché consente di rispettare le stringenti regole Euro 7 senza dover ricorrere a soluzioni elettriche o ibride plug-in costose e ancora non alla portata di tutti. In questo senso, il DI-LPG funge da ponte tecnologico, unendo l’affidabilità dei carburanti tradizionali con l’efficienza di una iniezione sofisticata e l’assistenza dell’elettrificazione leggera.
Infine, il vero valore del progetto non è soltanto nella sua innovazione tecnica, ma nella possibilità di replicare il modello su larga scala, offrendo un prodotto industriale e accessibile, pronto per equipaggiare diversi marchi e segmenti. Se l’accoglienza del pubblico sarà positiva e i consumi reali confermeranno le promesse, l’HR12 LPG potrebbe diventare il nuovo riferimento globale nel campo dei motori bifuel.






