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    Auto connesse e dati personali: chi li raccoglie, come vengono usati e come tutelarsi

    Come vengono raccolti e usati i dati personali nelle auto connesse, i rischi per la privacy e come proteggere i dati

    Auto connesse e dati personali: chi li raccoglie, come vengono usati e come tutelarsi

    Negli ultimi anni le vetture hanno subito una trasformazione radicale: l’integrazione sempre più spinta di sensori, connessioni wireless e intelligenza artificiale ha portato le cosiddette “auto connesse” ad agire come sofisticati sistemi digitali su quattro ruote. Oggi, ogni automobile raccoglie, memorizza e trasmette un’enorme varietà di dati riguardanti i suoi utilizzatori. Tali informazioni non si limitano ai tradizionali parametri tecnici ma toccano ambiti estremamente personali, dalle abitudini di guida ai dati di posizione, dal comfort di bordo fino alle preferenze dell’utente. In questo scenario, i dati personali rappresentano un vero e proprio patrimonio, tanto per le industrie automobilistiche quanto per gli attori dell’ecosistema digitale e assicurativo. Una gestione attenta, trasparente e conforme alle normative sulla privacy è oggi imprescindibile per tutelare gli interessi dei singoli, a fronte di rischi sino a poco tempo fa impensabili.

    Che dati raccolgono le auto moderne e chi li utilizza

    I sistemi digitali presenti nei veicoli raccolgono dati di natura estremamente varia. Fra i principali si trovano:

    • Dati di localizzazione GPS e percorsi effettuati
    • Eventi di guida quali accelerazioni, frenate, uso delle cinture
    • Preferenze di abitacolo e di intrattenimento
    • Connettività con dispositivi mobili e dati dei contatti associati
    • Informazioni biometriche o di salute in caso di sistemi avanzati di riconoscimento o sicurezza
    • Registrazioni da videocamere di bordo e sensori ambientali

    Queste informazioni vengono raccolte in tempo reale da centraline elettroniche interconnesse attraverso reti interne (come CAN bus) e sono spesso condivise con:

    • Case automobilistiche (per servizi post-vendita, aggiornamenti software e analisi predittive)
    • Fornitori di servizi digitali, assicurazioni, aziende di noleggio
    • Broker di dati e altri soggetti di settore

    Molti costruttori utilizzano i dati per migliorare i sistemi di bordo e offrire servizi personalizzati, mentre altri attori li raccolgono per finalità di profilazione commerciale o per la valutazione dei rischi assicurativi (ad esempio tramite polizze telematiche). Alcune informazioni possono anche essere condivise con partner strategici o, in caso di richieste legali, con autorità pubbliche o assicurative.
    Nella realtà, la distinzione fra utilizzi interni e cessione verso terzi non sempre è immediatamente percepibile dall’utente.

    Rischi per la privacy e la sicurezza dei dati a bordo dei veicoli connessi

    La raccolta di dati a bordo delle auto intelligenti espone a inediti rischi per la privacy e la sicurezza delle informazioni. Oltre alla possibilità che dati sensibili vengano utilizzati a fini commerciali senza una reale consapevolezza o consenso, esiste la concreta minaccia di accessi non autorizzati da parte di hacker, come dimostrato da casi noti di intrusione nei sistemi di veicoli di grandi marchi.

    Nel contesto attuale, si segnalano le principali criticità:

    • Violazioni della privacy tramite telecamere di bordo e condivisione non trasparente con soggetti terzi
    • Manipolazione o furto di dati di guida e localizzazione attraverso vulnerabilità nelle app mobili o nelle reti di bordo
    • Attacchi che possono portare al controllo remoto del veicolo (es. hacking di funzioni critiche come navigazione, freni, climatizzazione)
    • Utilizzo dei dati anonimizzati solo parzialmente e possibilità di re-identificazione dell’utente

    Le piattaforme di raccolta dati presenti nelle automobili vengono spesso integrate con strumenti di analisi avanzata, alimentando il rischio che abitudini e movimenti del conducente diventino oggetto di mercato, profilazione e monitoraggio. L’assenza di una reale cultura della sicurezza digitale da parte di molti utilizzatori, unita alla complessità delle impostazioni di privacy disponibili nei sistemi di bordo, amplifica il rischio di cessione inconsapevole di informazioni.

    Normative, informative privacy e ruolo dei titolari del trattamento

    La gestione dei dati personali raccolti da auto smart è disciplinata da un apparato normativo articolato, a partire dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e dalla normativa nazionale vigente. Ogni società (casa automobilistica, noleggiatore, assicurazione, concessionaria) che tratta dati personali è obbligata a fornire un’informativa chiara e comprensibile sulle modalità e finalità di trattamento, oltre ad assicurare il rispetto dei principi di liceità, trasparenza, minimizzazione e sicurezza dei dati.

    I titolari del trattamento sono responsabili di garantire:

    • La protezione dei dati in ogni fase, dalla raccolta alla conservazione e alla eventuale trasmissione
    • L’applicazione di misure tecniche e organizzative appropriate
    • Il coinvolgimento di responsabili esterni del trattamento adeguati e contrattualmente vincolati
    • La gestione dei consensi e la possibilità di revoca in ogni momento

    La base giuridica del trattamento varia in base alle finalità (esecuzione del contratto, obblighi di legge, interesse legittimo, consenso esplicito per marketing o finalità particolari). Va sottolineato che, spesso, informative lunghe e poco chiare rendono difficile all’utente comprendere l’effettiva portata della raccolta dati, specialmente riguardo profilazioni e trasferimenti verso soggetti terzi. Dal 2024 il Regolamento UN R155 impone standard minimi di sicurezza informatica per tutti i nuovi tipi di veicoli commercializzati nell’Unione Europea.

    Diritti degli utenti e strumenti per la tutela dei dati personali

    Gli utenti hanno a disposizione una pluralità di diritti“, sanciti dal GDPR e dalla normativa nazionale. Tra essi spiccano:

    • Diritto di accesso alle informazioni raccolte e trattate riguardo la propria persona
    • Diritto di rettifica delle informazioni inesatte o incomplete
    • Diritto di cancellazione («diritto all’oblio»), nei limiti previsti dalla legge
    • Diritto di limitazione del trattamento in situazioni specifiche
    • Diritto alla portabilità dei dati (richiesta e trasmissione a terzi in formato strutturato)
    • Diritto di opposizione, anche a trattamenti per finalità di profilazione e marketing
    • Diritti relativi ai processi decisionali automatizzati (inclusa la profilazione)

    Per l’esercizio di questi diritti, l’utente può ricorrere ai recapiti forniti nei documenti privacy ufficiali delle singole aziende (email, pec, moduli web) e, ove necessario, rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali per tutelare la propria posizione in caso di trattamenti non conformi.
    Le società devono rispondere alle richieste degli interessati generalmente entro 30 giorni e sono obbligate a dimostrare la liceità e conformità dei loro protocolli di gestione dati.

    Come proteggersi: consigli pratici e tecnologie di ultima generazione

    Per ridurre i rischi connessi a una gestione non conforme dei dati generati dalle automobili moderne, si segnalano alcuni accorgimenti pratici e innovazioni tecnologiche oggi disponibili:

    • Mantenere costantemente aggiornati i software di bordo e dell’applicazione legate al veicolo, così da ridurre possibili vulnerabilità
    • Verificare e selezionare attentamente le opzioni di privacy e di condivisione dei dati nelle impostazioni del veicolo
    • Utilizzare password robuste e autenticazione a più fattori per le app di controllo remoto
    • Evitare connessioni a reti Wi-Fi non protette quando si usano app per funzioni sensibili dell’auto
    • Richiedere informative chiare alle aziende presso cui si effettuano servizi, acquisti o manutenzioni
    • Scegliere fornitori affidabili per dispositivi aftermarket (es. scatole nere, sistemi telematici)

    Tra le novità di maggiore rilievo, si evidenziano lo sviluppo di strumenti di controllo granulari sulle policy di condivisione dati (come il sistema prototipale Pecs, che consente la gestione in tempo reale delle autorizzazioni) e l’adozione di misure avanzate di protezione come privacy-by-design, federated learning, secure multi-party computation e blockchain per la tracciabilità degli accessi.

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