Auto diesel: ai saluti d’addio, le manovre in Italia

Il fenomeno Dieselgate ne hanno decretato una parabola discendente.

Auto diesel

Vacilla la leadership delle auto diesel sul suolo europeo. A lungo leader nelle classifiche di vendita, sta risentendo parecchio degli scandali scoppiati in tempi non sospetti. Esatto, dieselgate e affini. Escamotage per falsificare i test sulle emissioni di gas nocivi che lascia poco sereni. Come riportano studi scientifici, inquinano parecchio e e così numerosi governi hanno così tagliato gli incentivi.

Auto diesel: impegno a Milano e Roma

Giocano a loro discapito le sostanze nocive emesse. In primo luogo gli ossidi d’azoto: prerogativa dei veicoli a gasolio, impattano sul riscaldamento globale, fra le maggiori cause di malattie e morti. Lungo lo Stivale, diverse amministrazioni pubbliche indicono blocchi traffico. Milano sarà “diesel free” dal 2030, come il primo cittadino Beppe Sala ha già avuto modo di comunicare. Roma bandirà invece veicoli privati diesel nel centro storico dal 2024. A darne notizia Virginia Raggi, direttamente su Facebook. “Roma ha deciso di impegnarsi in prima linea e al Convegno C40 ho annunciato che, a partire dal 2024, nel centro della città sarà vietato l’uso di veicoli privati alimentati a diesel”, recita il post della sindaca.

Auto diesel: i perché di una fine annunciata

Il netto calo nelle vendite (-8% in dodici mesi) e costi incrementati del 20% per sviluppare tecnologie conformi spronano le Case a elaborare nuove strategie produttive. Tra quelle più attive citiamo Fca, che, malgrado sia stata l’unica ad aver registrato segno positivo in Europa, lascerà completamente perdere le alimentazioni diesel entro il 2022. Da mera nicchia, le ibride stanno iniziando a diffondersi su larga scala. Procedono a passo più lento le elettriche, per cui, prima di vederle davvero protagoniste, dovremo aspettare almeno una decina d’anni. Le batterie, costose e limitate nella loro autonomia, suggeriscono calma. Tanto quanto la lentezza strutturale. Col 2030 si prevede che mentre il 33% del parco circolante sarà ibrido, nel solo 17% risulterà totalmente elettrico.

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