La nuova Dacia Spring presentata nel 2026 riparte da una piattaforma inedita, 80 CV e un prezzo d’ingresso italiano di 17.900 euro: un cambio generazionale, non un semplice aggiornamento. Renault prepara intanto lo Striker, crossover di segmento superiore, mentre la Megane resta il riferimento del marchio nella fascia delle compatte elettriche. Tre auto, con tempi e obiettivi diversi. Per chi sta valutando l’acquisto, capire dove si colloca ciascuna conta almeno quanto il marchio sul cofano.
La Spring è già definita nelle caratteristiche e nei prezzi comunicati per l’Italia. Lo Striker è stato annunciato, ma la sua commercializzazione è ancora futura; la Megane, invece, è un modello di gamma, non una novità paragonabile ai due lanci. Le informazioni disponibili consentono quindi un confronto puntuale sulla nuova Dacia e aiutano a inquadrare lo Striker. Per la Megane non riportano un listino italiano aggiornato né dati tecnici recenti. Meglio distinguere ciò che è confermato dalle attese, senza attribuire alle auto cifre che non sono state pubblicate.
Spring cambia piattaforma e cresce
Presentata l’8 settembre 2026, la seconda generazione della Dacia Spring conserva del modello precedente il nome. Il progetto, però, è nuovo e adotta la piattaforma RGEV small del Gruppo Renault. La produzione è prevista nello stabilimento di Novo Mesto, in Slovenia. Dal 2021 sono state vendute oltre 210.000 Spring in più di 40 Paesi, secondo Dacia. La nuova serie punta a mantenere l’accessibilità della vettura, aumentando al tempo stesso spazio, potenza e dotazioni.
La carrozzeria misura 3,85 metri di lunghezza e 1,74 metri di larghezza: rispetto alla generazione uscente sono 15 centimetri in più in lunghezza e 18 in larghezza. La crescita si nota anche nell’abitacolo. La Spring resta una vettura da città, ma offre più larghezza e una presenza maggiore; con passeggeri a bordo, questi centimetri possono rendere il viaggio meno sacrificato. Il raggio di sterzata dichiarato è di 4,95 metri, un valore pensato per facilitare le manovre negli spazi urbani.
Per i bagagli ci sono 337 litri di capacità. La panchetta posteriore è frazionata 50/50 e, abbattendo gli schienali, il volume dichiarato arriva a 1.283 litri. È previsto anche un vano anteriore da 18 litri, ma va acquistato come accessorio: non rientra nella dotazione standard. In una citycar elettrica, la possibilità di modulare i sedili e lo spazio disponibile per il carico pesano sull’uso quotidiano almeno quanto i dati di accelerazione.
Motore, autonomia e ricarica della Spring
Al lancio, la gamma italiana comprende gli allestimenti Expression e Journey. Entrambi montano un motore elettrico da 60 kW, pari a 80 CV, con 175 Nm di coppia. La velocità massima dichiarata è di 130 km/h e per passare da 0 a 100 km/h occorrono 12,1 secondi. Numeri adeguati a una piccola elettrica destinata alla città e ai collegamenti periurbani; non descrivono un’auto pensata per affrontare spesso lunghi viaggi autostradali.
La batteria LFP, cioè al litio-ferro-fosfato, ha una capacità utile di 27,5 kWh. Per il ciclo misto WLTP Dacia dichiara fino a 250 km di autonomia, con un consumo omologato di 12,7 kWh/100 km. Sono valori utili per confrontare le vetture in condizioni standardizzate, non una garanzia sulla percorrenza che ogni conducente otterrà. Temperatura, velocità, tipo di percorso e climatizzatore incidono sull’autonomia effettiva.
Di serie, la ricarica in corrente alternata raggiunge 6,6 kW. Collegata a una presa domestica, la Spring passa dal 15% all’80% in nove ore; con una presa potenziata il tempo indicato scende a cinque ore e 40 minuti. Una wallbox da 7 kW porta la ricarica a due ore e 55 minuti.
La ricarica rapida in corrente continua è invece legata a una configurazione opzionale, che consente potenze fino a 50 kW. In questo caso, presso una stazione compatibile, il passaggio dal 15% all’80% richiede circa 28 minuti. Al momento dell’acquisto conviene controllare la configurazione dell’esemplare: la ricarica rapida non è compresa nella dotazione standard.
La Spring può avere anche la funzione V2L, inclusa nel Power Pack, per alimentare piccoli apparecchi esterni. La documentazione cita, per esempio, una macchina del caffè o la batteria di una bicicletta. Si tratta dell’alimentazione di dispositivi, non di una funzione di ricarica bidirezionale domestica completa.
Prezzi e dotazioni Dacia per l’Italia
Il prezzo comunicato per la nuova gamma parte da 17.900 euro per Expression; Journey costa 19.500 euro. Sono i prezzi indicati per il mercato italiano prima di eventuali promozioni o incentivi. Le campagne commerciali possono cambiare e la disponibilità dei fondi pubblici va verificata: non è possibile dare per scontato né un contributo statale né un prezzo finale scontato. Entrambi dipendono dalle condizioni in vigore al momento della proposta d’acquisto.
Expression comprende il quadro strumenti digitale da 7 pollici, la climatizzazione manuale e i sensori posteriori. Sono inclusi anche il freno di stazionamento elettrico, il sedile del conducente regolabile in altezza e la panchetta 50/50. Con Media Control alcune funzioni si gestiscono dallo smartphone e dai comandi al volante.
Journey aggiunge, tra gli elementi più evidenti, cerchi da 16 pollici, accesso keyless e telecamera posteriore. Al centro della plancia trova posto Media Nav Live, con schermo da 10,1 pollici. La differenza di prezzo rispetto a Expression è di 1.600 euro.
Il sistema multimediale più completo offre Apple CarPlay e Android Auto in modalità wireless, navigazione connessa e servizi remoti. Tra questi ultimi figurano la programmazione della ricarica e il precondizionamento dell’abitacolo. La disponibilità indicata per la navigazione connessa è di otto anni. Per chi ricarica a casa e pianifica spesso le partenze, queste funzioni possono tornare utili. Chi cerca un’auto essenziale può invece orientarsi su Expression: costa meno e mantiene lo stesso motore e la stessa batteria.
Striker: il nuovo crossover Dacia
Con Striker, Dacia allarga la propria offerta verso una carrozzeria e una fascia superiori alla Spring. Le informazioni disponibili lo definiscono un crossover di segmento superiore: non una citycar e nemmeno un’alternativa diretta a una compatta elettrica. Il debutto è stato annunciato, ma non sono stati precisati motorizzazioni, dimensioni, allestimenti, prezzi italiani o autonomia. Al momento, dunque, non si può confrontare il suo costo d’ingresso con quello della Spring né valutare quale versione risponda meglio alle esigenze di un acquirente.
La differenza fra i due annunci è sostanziale. Della Spring sono già stati comunicati prezzi e specifiche per l’Italia; per Striker la commercializzazione deve ancora arrivare. I dati disponibili non indicano la data in cui il modello sarà nelle concessionarie né quando si apriranno gli ordini. Per orientarsi oggi si può fare riferimento alla carrozzeria e alla collocazione nella gamma. Prezzo e propulsori, invece, restano da conoscere: ogni ipotesi sarebbe prematura.
Chi cerca più spazio e una vettura con impostazione da crossover può tenere Striker fra i modelli da valutare, ma la decisione dovrà attendere le versioni effettivamente previste per il mercato italiano. Quando saranno disponibili, andranno controllati la configurazione dei posti, la capacità del bagagliaio e i sistemi di assistenza. Serviranno anche informazioni sull’eventuale elettrificazione e sulle dotazioni comprese nel prezzo. Senza questi elementi, il confronto economico con Spring o Megane non è ancora possibile.
Megane resta la compatta Renault
La Megane appartiene a un’altra categoria: è la compatta Renault, più adatta a chi cerca una vettura di segmento superiore alla Spring. Non è un debutto legato alla presentazione dello Striker e non rappresenta un cambio generazionale della Dacia. Le informazioni disponibili non comprendono un nuovo listino italiano, una data di aggiornamento o una scheda tecnica recente. Indicare qui prezzo, autonomia, potenza o tempi di ricarica significherebbe rischiare di sovrapporre versioni e anni modello diversi.
La collocazione nella gamma, però, chiarisce il tipo di auto da prendere in considerazione. Una compatta Renault può interessare a chi affronta tragitti vari, vuole dimensioni e impostazione diverse da quelle di una citycar e guarda al comfort, alla tecnologia e agli spostamenti fuori città. Il confronto deve partire dalla versione precisa, dal motore e dal listino in vigore. Prezzi e caratteristiche possono cambiare fra allestimenti e aggiornamenti; un dato riferito a una serie precedente non descrive necessariamente l’offerta attuale.
In breve, la Spring è la proposta già quantificabile per l’accesso alla mobilità elettrica urbana. La Megane presidia la fascia delle compatte Renault e Striker prepara l’ingresso di Dacia nel segmento dei crossover. Non sono tre auto equivalenti da mettere in ordine partendo dal prezzo: rispondono a esigenze e tempi d’acquisto differenti.
Tre esigenze, tre modi di comprare
Per chi si muove soprattutto in città e può ricaricare a casa, la Spring è già valutabile con dati concreti: autonomia fino a 250 km WLTP e prezzo d’ingresso di 17.900 euro. Chi percorre spesso lunghi tragitti autostradali dovrebbe considerare con attenzione autonomia effettiva e soste di ricarica.
Chi cerca un crossover può aspettare la scheda tecnica e il listino italiano dello Striker; chi valuta una compatta Renault dovrebbe confrontare la Megane nella versione attualmente disponibile, verificando motorizzazione, dotazioni e prezzo aggiornato. Per entrambi, senza dati riferiti alla specifica versione, il confronto economico resta incompleto.
Prima di ordinare, controlla il prezzo finale e gli eventuali incentivi attivi, le dotazioni incluse e i tempi di consegna. Per la Spring verifica anche la configurazione di ricarica: la ricarica rapida in corrente continua è opzionale. Se possibile, valuta l’autonomia sul tuo percorso abituale e le modalità di ricarica disponibili a casa o vicino al lavoro.






