L’uso dei fari abbaglianti è attentamente regolamentato poiché un utilizzo scorretto può comportare non solo pericoli per la circolazione, ma anche sanzioni economiche e perdita di punti sulla patente. La conoscenza delle regole in vigore evita sorprese inattese.
Quando è consentito usare i fari abbaglianti
Il Codice della Strada, in particolare l’articolo 153, stabilisce le circostanze in cui è possibile utilizzare i fari abbaglianti. Questi dispositivi luminosi sono progettati per offrire una visibilità estesa della carreggiata, illuminando fino a distanze molto lunghe, ma il loro uso è regolamentato per evitare di abbagliare gli altri utenti della strada.
Durante le ore diurne, l’uso degli abbaglianti è generalmente vietato, fatta eccezione per specifiche situazioni di pericolo imminente, come per segnalare la presenza di un ostacolo improvviso o un rischio sulla carreggiata. Questa pratica è consentita solo per brevi segnali luminosi e non come modalità di illuminazione continua. Inoltre, è permesso utilizzare gli abbaglianti fuori dai centri abitati, specialmente su strade extraurbane poco illuminate e in condizioni di visibilità particolarmente ridotta, come in caso di nebbia fitta, pioggia intensa o nevicate abbondanti.
Nelle aree urbane l’uso degli abbaglianti è proibito, salvo eccezioni per la segnalazione di pericolo immediato. Questa restrizione è volta a evitare il rischio di abbagliamento degli altri conducenti, dei pedoni e degli utenti deboli della strada, come ciclisti e motociclisti. Durante la guida notturna è obbligatorio disattivare i fari abbaglianti quando si incrocia un altro veicolo o quando ci si avvicina a un veicolo che precede, mantenendo solo i fari anabbaglianti, che offrono una buona illuminazione senza causare disagio visivo agli altri.
Quali sono le alternative consentite durante il giorno
Se durante il giorno l’uso dei fari abbaglianti è vietato, esistono comunque altre modalità di illuminazione del veicolo che devono essere rispettate per garantire la sicurezza stradale. In particolare, su autostrade e strade extraurbane principali e secondarie, è obbligatorio mantenere accese le luci anabbaglianti anche durante il giorno. Questo accorgimento permette di rendere il veicolo più visibile agli altri utenti della strada, specialmente in condizioni di scarsa visibilità o quando il fondo stradale presenta particolari criticità, come in caso di pioggia o nebbia.
Un’alternativa alle luci anabbaglianti è sono le luci di marcia diurna, ormai presenti su molti veicoli moderni. Queste luci, sempre attive durante la marcia, garantiscono una buona visibilità del veicolo senza abbagliare gli altri conducenti. Occorre comunque verificare che le DRL siano omologate secondo la direttiva ECE R87, che ne stabilisce i requisiti tecnici e di sicurezza. Le luci di posizione o i fendinebbia non possono sostituire gli anabbaglianti durante il giorno, se non in specifiche condizioni di nebbia fitta o forte pioggia.
In galleria, indipendentemente dal tipo di strada, è obbligatorio accendere le luci anabbaglianti, anche se il tunnel è ben illuminato.
Cosa rischia chi usa gli abbaglianti in modo improprio
L’utilizzo scorretto dei fari abbaglianti comporta rischi per la sicurezza stradale e sanzioni economiche e penalizzazioni sulla patente. Secondo il Codice della Strada, chi utilizza in maniera non conforme i dispositivi di illuminazione può incorrere in una multa che va da 84 a 335 euro, a seconda della gravità dell’infrazione e delle circostanze specifiche.
Ed è prevista la decurtazione di 3 punti dalla patente di guida, una penalità che può incidere sul patrimonio punti dell’automobilista. Se la violazione viene commessa da un neopatentato, le conseguenze sono più severe: la perdita dei punti è raddoppiata.
In caso di controllo stradale, l’uso improprio degli abbaglianti può anche comportare un fermo amministrativo del veicolo, soprattutto se viene considerato un pericolo per la sicurezza pubblica.






