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    ADAS obbligatori dal 7 luglio: cosa registra la telecamera che controlla il conducente e come vengono gestiti i dati

    L’introduzione delle nuove disposizioni europee porta a un aggiornamento degli equipaggiamenti di sicurezza obbligatori sulle nuove vetture

    adas

    Dal luglio 2026 entra in vigore una nuova disciplina europea che ridefinisce profondamente l’approccio alla sicurezza stradale sulle autovetture grazie a dispositivi di assistenza avanzata alla guida. Le videocamere installate a bordo dei veicoli, una volta considerate semplicemente un aiuto alla manovra, rappresentano oggi uno straordinario mezzo di controllo attivo e prevenzione dei rischi. Queste tecnologie, sia interne sia esterne, sono chiamate a monitorare costantemente ambiente e guidatore, diventando strumenti chiave per ridurre distrazioni e migliorare la sicurezza. Adeguarsi alle nuove normative implica anche comprendere limiti e opportunità offerte dalla crescente diffusione delle telecamere, il che rende necessario acquisire maggior consapevolezza sui dati trattati e sulle responsabilità connesse alla loro gestione.

    ADAS obbligatori dal 2026: quali sistemi utilizzano le telecamere e come funzionano

    L’introduzione delle nuove disposizioni europee porta a un aggiornamento degli equipaggiamenti di sicurezza obbligatori sulle nuove vetture. Diversi sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), previsti dal Regolamento UE 2019/2144, impiegano in modo esteso videocamere e sensori per ottenere informazioni sull’ambiente circostante e sul conducente:

    • Avviso avanzato di distrazione (ADDW): sfrutta una telecamera interna sul volto del guidatore per identificare segnali di affaticamento o distrazione attraverso movimento degli occhi, posizione della testa e, in alcuni casi, la presa sul volante. Gli algoritmi di visione artificiale permettono di aumentare l’efficacia nell’individuazione di comportamenti pericolosi rispetto ai sistemi tradizionali di rilevamento sonnolenza.
    • Assistenza intelligente alla velocità (ISA): utilizza la telecamera frontale per leggere la segnaletica stradale e monitora la velocità confrontandola con i limiti riconosciuti. Il sistema agisce su avvisi o direttamente sulla potenza del motore per prevenire violazioni involontarie dei limiti.
    • Mantenimento della corsia di emergenza (ELKS): le immagini raccolte dalle telecamere identificano la segnaletica orizzontale e, in caso di uscita involontaria dalla corsia, intervengono con correzioni dello sterzo.
    • Frenata automatica di emergenza evoluta (AEBS): combina dati da telecamere e radar per riconoscere veicoli, ciclisti e pedoni, intervenendo con la frenata automatica quando necessario per scongiurare incidenti da mancata reazione del guidatore.
    • Sistemi di retromarcia assistita: sia videocamere posteriori che sensori segnalano la presenza di ostacoli, elaborando le immagini per avvertire anche della presenza di persone o oggetti invisibili dagli specchi retrovisori.
    • Registratore di eventi (EDR): si tratta della cosiddetta “scatola nera”, memorizza parametri chiave prima e durante un impatto. Ancorché raramente memorizzi direttamente immagini, può incrociare dati provenienti dai sistemi video, risultando decisivo per l’analisi degli incidenti.

    Oltre a queste funzionalità, la normativa ha contribuito alla diffusione di sistemi multi-camera, come gli specchietti digitali e le visuali 360°, necessari per le tecnologie di assistenza avanzata. È importante sapere che, in condizioni di bassa visibilità (parabrezza sporchi, sole diretto, neve), alcuni ADAS possono ridurre la propria efficacia o temporaneamente disattivarsi, lasciando comunque sempre il guidatore responsabile dell’attenzione alla guida.

    Monitoraggio del conducente: cosa registra la telecamera interna e con quali finalità

    Tra le innovazioni più significative imposte dal Regolamento UE emerge il sistema di sorveglianza del conducente, basato su una telecamera interna puntata sul volto della persona alla guida. Tramite sofisticati algoritmi di visione artificiale, il dispositivo analizza:

    • Orientamento e apertura degli occhi, ammiccamenti e segni di sonnolenza;
    • Movimenti della testa e sguardo, valutando se il guidatore è rivolto verso la strada;
    • Presenza delle mani sul volante.

    La finalità principale è prevenire episodi di distrazione o stanchezza: se lo sguardo si distoglie pericolosamente dalla carreggiata o sono rilevati segnali di affaticamento, il sistema emette segnali acustici, vibrazioni del volante o avvisi visivi. In presenza di comportamenti a rischio, le versioni avanzate degli ADAS possono richiedere un intervento diretto, come la presa attiva del volante, riducendo significativamente le possibilità di sinistro dovuti a cali di attenzione in autostrada o durante la guida notturna.

    L’analisi delle immagini avviene generalmente in tempo reale, senza una registrazione costante dei dati biometrici, ma con elaborazione istantanea e cancellazione immediata delle informazioni non pertinenti, in linea con la normativa europea per la protezione dei dati personali.

    Telecamere per parcheggio, angolo cieco e guida assistita: novità e vantaggi pratici

    L’arrivo della nuova normativa ha portato alla standardizzazione su larga scala dei dispositivi video, che non sono più riservati all’alto di gamma. Attualmente pressoché ogni vettura di nuova omologazione integra:

    • Telecamere posteriori per manovre di retromarcia, che forniscono visibilità su aree normalmente non raggiungibili attraverso i soli specchi;
    • Sensori e telecamere per l’angolo cieco, utili soprattutto durante i cambi di corsia o in fase di uscita da parcheggi stretti;
    • Sistemi di visione a 360°, che integrano le immagini di più obiettivi per comporre una rappresentazione dall’alto, facilitando il posizionamento in spazi ridotti;
    • Assistenti di parcheggio semi-automatici, capaci di gestire sia la sterzata sia, talvolta, acceleratore e freno.

    Questi miglioramenti portano evidenti vantaggi pratici in ambito urbano, soprattutto dove la densità del traffico e la ristrettezza degli spazi possono rendere complesse le manovre. Negli allestimenti più avanzati, la telecamera frontale collabora con radar e altri sensori per sorvegliare costantemente l’ambiente circostante, operando in sinergia con sistemi ISA ed ELKS per assicurare il mantenimento della corsia e il rispetto della distanza di sicurezza. Da ricordare che la funzione di assistenza non esenta mai dal controllo attivo da parte del guidatore sulla situazione esterna.

    Gestione delle immagini e dei dati: privacy, sicurezza e impatto sul mercato dell’usato

    L’adozione massiva di tecnologie video nell’automotive comporta rilevanti riflessi sul trattamento delle immagini e sulla tutela dei dati personali. Sebbene i sistemi tendano a non registrare in modo continuativo, in molti casi le immagini vengono elaborate in tempo reale e scartate se non indispensabili, limitando il rischio di conservazione non necessaria.

    Qualora si ricorra a soluzioni come dashcam integrate o registratori di eventi video, è essenziale per l’utente:

    • Verificare tramite le impostazioni di bordo quali dati vengono effettivamente salvati e per quanto tempo;
    • Informarsi se è attiva la registrazione automatica in caso di incidenti o urti;
    • Assicurarsi che la conservazione delle immagini rispetti il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) in materia di privacy.

    Sotto il profilo della sicurezza, le auto dotate di ADAS video dimostrano un calo significativo di incidenti da distrazione e tamponamenti, specie in contesto cittadino. È però sempre necessario mantenere i sistemi efficienti e in funzione: la disattivazione per ragioni di fastidio compromette l’efficacia delle tecnologie di assistenza.

    Un ulteriore aspetto riguarda il mercato dell’usato: veicoli dotati di sistemi di monitoraggio avanzati, aggiornabili via software e con telecamere attive risultano più appetibili e mantengono maggior valore residuo rispetto a vetture prive di tali equipaggiamenti, specialmente per chi percorre lunghi tragitti o gestisce flotte. Il valore aggiunto fornito dagli ADAS viene riconosciuto come elemento premiante anche dalle società di assicurazioni e dai gestori di parchi auto, consolidando la loro presenza come standard di sicurezza e affidabilità.

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