L’intensificarsi dell’uso dei monopattini elettrici nelle città italiane negli ultimi anni ha reso necessario un quadro regolatorio più stringente, finalizzato sia alla safety degli utenti sia alla tutela dei pedoni e del traffico urbano. A fronte di incidenti in crescita, le nuove disposizioni introdotte pongono l’accento su responsabilità personale, prevenzione e tracciabilità dei mezzi. L’adozione del casco, l’obbligo della targa identificativa e la copertura assicurativa, sono stati inseriti come pilastri normativi per ridurre i rischi e garantire un’adeguata tutela di tutti i soggetti coinvolti nell’ecosistema della mobilità urbana. Tali misure rispondono all’esigenza di allineare la normativa nazionale agli standard europei e di rafforzare la fiducia nella micromobilità, valorizzandola come strumento sostenibile di spostamento.
Evoluzione normativa: dalla mobilità leggera al veicolo regolamentato
Il primo ingresso dei monopattini nelle città italiane si è caratterizzato per regole minime e un approccio normativo “sperimentale”, collocandoli più vicini ai velocipedi che ai veicoli a motore. La Legge 177/2024 ha segnato una vera e propria svolta: il passaggio da una “zona grigia” fatta di poche regole e rischi mal gestiti a un assetto più strutturato e rigoroso. L’Italia ha così colmato un gap rispetto ai paesi UE, cui si era adeguata la Direttiva 2009/103/CE e la successiva modifica con la Direttiva UE 2021/2118, che impone ai veicoli superiori a 25 km/h, o sopra i 25 kg e 14 km/h, l’obbligo di copertura assicurativa.
Erano previste prime regole di sicurezza basilari: età minima 14 anni, limiti di velocità (20 km/h su strada, 6 km/h in area pedonale), divieto di trasportare persone o oggetti, limiti tecnici (freni, luci, segnalatori acustici), ma mancavano mezzi efficaci di identificazione e tutele per danni a terzi. L’aumento degli incidenti, testimonianza di un utilizzo talvolta disinvolto, ha portato il legislatore a riconoscere pienamente i monopattini come veicoli, dotandoli di una precisa identità giuridica, con obblighi equiparati a quelli di altri mezzi. Dalla fine di maggio 2026, quindi, la disciplina si è consolidata: il proprietario deve richiedere targa, stipulare assicurazione, rispettare l’utilizzo del casco e osservare una precisa disciplina di circolazione. Questa riforma, articolata in più decreti attuativi, ha rafforzato la responsabilità personale, la trasparenza nell’identificazione del conducente e ha innalzato il livello di tutela complessiva.
Targa per monopattini elettrici: cosa sapere, quando scatta e come ottenerla
L’obbligo della targa identificativa è entrato in vigore il 16 maggio 2026. Si tratta di un contrassegno adesivo plastificato, con caratteristiche anti-manomissione, da applicare in modo visibile (sul parafango posteriore o sul piantone dello sterzo). Non è una targa metallica come per auto e moto, ma un codice attribuito al proprietario, non al veicolo: in caso di sostituzione, il “targhino” si trasferisce al nuovo monopattino.
Per l’ottenimento si accede online al Portale dell’Automobilista del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tramite SPID o carta d’identità elettronica. Occorre compilare il modulo, caricare la documentazione richiesta (dati anagrafici, caratteristiche del mezzo), pagare con PagoPa (costo 8,66 euro più marche da bollo e oneri amministrativi, per un totale intorno a 35 euro) e attendere l’esito. In alternativa, ci si può rivolgere a delegazioni ACI o agenzie autorizzate. Il contrassegno va applicato non appena ricevuto e la circolazione senza targa comporta sanzioni amministrative. Questa misura consente una tracciabilità efficace: responsabilità in caso di incidenti, furti, smarrimenti o violazioni delle regole di circolazione.
Casco obbligatorio: regole, tipologie e sanzioni
L’ utilizzo del casco è obbligatorio per tutti i conducenti di monopattini (dal 14 dicembre 2024), senza distinzioni di età. In precedenza, il casco era previsto solo per i minori di 18 anni; ora il legislatore ha esteso l’obbligo a tutti, evidenziando la priorità assegnata alla sicurezza personale.
- Tipologia: Il casco deve rispettare la normativa tecnica UNI EN 1078 (ciclisti e utenti skate) o la UNI EN 1080 (bambini), garantendo resistenza agli urti e protezione della testa da cadute o collisioni.
- Modalità di utilizzo: Il casco va indossato correttamente durante tutta la marcia; la mancata osservanza viene rilevata anche dai sistemi di videosorveglianza urbana.
Sanzioni: chi guida senza casco è soggetto a una multa che può variare dai 50 ai 250 euro. Il rispetto di questa norma non solo previene infortuni gravi ma rappresenta anche una responsabilità verso se stessi e la collettività. Alcuni modelli di casco includono sistemi di ritenzione regolabili e visiera, adattandosi alle preferenze personali senza derogare all’obbligo.
Assicurazione monopattino: obblighi, coperture e costi
L’ assicurazione di responsabilità civile è ora indispensabile per chi possiede un monopattino privato. Dal 16 luglio 2026, l’obbligo scatta sulla scia di quanto disposto dalla Legge 177/2024 e dai decreti ministeriali attuativi. La polizza RC copre danni fisici e materiali cagionati a terzi durante la circolazione; questo comprende sia le lesioni a pedoni o ciclisti sia i danni a veicoli, arredi urbani o proprietà private.
La copertura assicurativa standard protegge anche in caso di incidenti con colpa e rappresenta una tutela patrimoniale fondamentale: senza assicurazione, il conducente risponde direttamente e integralmente dei danni causati. Sono disponibili garanzie accessorie come l’assistenza legale e la polizza infortuni conducente.
Stipulazione: la polizza può essere acquistata presso compagnie assicurative fisiche o online, anche tramite la propria banca; basta presentare la documentazione richiesta e versare il premio annuo. Il costo base si colloca generalmente tra 25 e 50 euro, ma può salire a 100-150 euro l’anno per pacchetti completi. Per i minorenni, la stipula avviene a nome del genitore o di chi ne fa le veci.
Obbligo normativo e sanzioni: la circolazione senza assicurazione attiva comporta una sanzione amministrativa da 100 a 400 euro, oltre al sequestro del veicolo. Non rientrano nell’obbligo i monopattini sharing, già coperti da polizza cumulativa delle società fornitrici.
Effetti delle nuove regole: dati sulla sicurezza e primi riscontri
I primi dati raccolti dagli enti di polizia urbana e dal Ministero delle Infrastrutture mostrano una riduzione tangibile degli incidenti più gravi nei mesi successivi all’entrata in vigore delle misure obbligatorie. L’adozione sistematica del casco e la maggiore identificazione derivante dalla targatura hanno favorito comportamenti più attenti, sia da parte dei conducenti sia degli altri utenti della strada. I dati del 2025 mostravano circa 3.895 sinistri con 23 decessi e 3.751 feriti, ma si osserva una flessione nel primo semestre 2026, soprattutto per quanto riguarda le collisioni con pedoni e danni a cose. Il sistema di identificazione attraverso il contrassegno adesivo e la copertura assicurativa hanno permesso una gestione più tempestiva dei danni risarcibili e una collaborazione più efficace tra forze dell’ordine e assicurazioni.
Chi può condurre un monopattino e dove è possibile circolare
L’ accesso ai monopattini elettrici è regolato da precise condizioni:
- Età minima 14 anni
- Non è richiesta la patente di guida
- Obbligo di conoscenza delle regole essenziali del Codice della Strada
Circolazione consentita su:
- Strade urbane con limite di velocità fino a 50 km/h
- Piste ciclabili dedicate
- Aree pedonali – con limite di 6 km/h
Divieti: non è permessa la circolazione sulle strade extraurbane (eccetto piste ciclabili dedicate), né sui marciapiedi, dove il mezzo può essere soltanto spinto a mano. Vietato trasportare passeggeri o oggetti voluminosi; i requisiti tecnici prevedono indicatori luminosi, luci di posizione, freni su entrambe le ruote e segnalatore acustico. In condizioni di bassa visibilità o notturne è obbligatorio indossare giubbotto riflettente.
Sanzioni previste per chi non si adegua alle nuove norme
Il mancato rispetto degli obblighi relativi a targa, casco o assicurazione comporta sanzioni amministrative che possono oscillare tra 100 e 400 euro, secondo la gravità dell’infrazione. Per l’assenza del “targhino” identificativo o della RC attiva, oltre alla multa è previsto il sequestro amministrativo del veicolo. La circolazione senza casco è punita con una multa da 50 a 250 euro. In presenza di comportamenti particolarmente pericolosi (es. guida senza equipaggiamenti previsti, velocità eccessiva, o modifiche al mezzo non omologate), la nuova disciplina contempla la sospensione del diritto di circolazione e, nei casi più gravi, la confisca del monopattino, a tutela della sicurezza collettiva.






