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    Niulinx porta la guida autonoma nelle città italiane: come funzionano le sue auto e quali servizi offriranno

    Niulinx porta la guida autonoma nelle città italiane: come funzionano le sue auto e quali servizi offriranno

    L’arrivo dei veicoli autonomi sulle strade urbane segna l’inizio di una nuova era nelle città italiane, resa possibile dall’adozione di soluzioni avanzate nell’ambito della mobilità intelligente. Niulinx, spin-off nato dall’esperienza accademica del Politecnico di Milano, si propone di trasformare radicalmente il modo in cui ci si sposta nei contesti urbani e nei comuni meno serviti. Grazie a una piattaforma proprietaria e solida base tecnologica, la società introduce il concetto di robo-sharing, un servizio in cui i veicoli elettrici raggiungono autonomamente il passeggero, eliminando la necessità di cercare parcheggio e riducendo congestioni e tempi morti. Questo modello ibrido punta a:

    • migliorare l’accessibilità
    • ridurre i costi per il cittadino
    • ottimizzare l’uso dello spazio pubblico

    La sinergia tra intelligenza artificiale, sicurezza e inclusione pone Niulinx tra i pionieri della guida autonoma nelle città dello stivale, promuovendo una mobilità efficiente, sostenibile e su misura delle esigenze di una società in rapida evoluzione.

    Cos’è Niulinx: la nascita della startup e i partner industriali

    Il progetto ha origine dall’iniziativa di un gruppo di ricercatori esperti nel campo dell’intelligenza artificiale applicata alla mobilità, guidati dal Professor Sergio Savaresi del Politecnico di Milano. Dalla collaborazione con uno storico ateneo milanese, Niulinx si è sviluppata con l’obiettivo di portare la tecnologia dalla ricerca al mercato reale, grazie anche all’apporto manageriale di Luca Foresti, ex leader del Centro Medico Santagostino, oggi CEO della startup.
    Il successo finanziario di Niulinx si fonda su una coalizione inedita di investitori italiani e internazionali. Il round di finanziamento da trentotto milioni di euro è stato guidato da due grandi realtà nazionali:

    • A2A (tramite A2A Life Ventures)
    • CDP Venture Capital

    Entrambe hanno investito dieci milioni ciascuna, affiancate da Ferrovie dello Stato Italiane, Pirelli, VC Partners, MOST (Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile), Fondazione ICO Falck, oltre ad alcuni business angel di livello internazionale. L’assetto dei soci dimostra la volontà di costruire un polo industriale e tecnologico europeo, capace di competere con i colossi americani e cinesi e di integrare settori chiave come mobilità, energia e infrastrutture. La presenza diffusa di giovani ingegneri italiani rappresenta una risorsa preziosa per trattenere talenti e rilanciare l’innovazione nazionale.

    Come funziona il servizio robo-sharing e quali vantaggi offre

    L’innovazione apportata dal servizio di robo-sharing consiste nel rovesciare il paradigma tradizionale del car sharing: non è l’utente a dover muoversi verso la vettura, ma è il veicolo a raggiungere direttamente chi lo richiede. Questa funzionalità è attivabile tramite un’app mobile integrata che consente di prenotare un’auto con rapidità. Una volta che la richiesta è stata inoltrata, il veicolo percorre il tragitto da solo, senza conducente a bordo, per presentarsi davanti all’abitazione o al punto designato.
    All’utente spetta semplicemente la guida nel tratto previsto; terminato l’utilizzo, l’auto riparte autonomamente verso una stazione di ricarica, un altro cliente o il successivo punto d’interesse, eliminando del tutto il problema della ricerca del parcheggio.

    • Inclusività e accessibilità: il sistema è progettato per garantire trasporti agili anche a persone anziane, con mobilità ridotta o residenti in aree periferiche non servite dal trasporto pubblico.
    • Ottimizzazione dello spazio pubblico: abolendo la sosta statica delle auto sotto casa, si liberano aree che possono essere restituite a verde, piste ciclopedonali e servizi di comunità.
    • Efficienza e sostenibilità: la flotta ad alimentazione elettrica e gestione intelligente ne permette la distribuzione uniforme sul territorio, adattandosi a picchi di domanda e riducendo emissioni e traffico.
    • Riduzione del parco auto familiare: molte famiglie potranno rinunciare alla seconda auto, abbattendo costi e favorendo il passaggio dall’auto di proprietà al servizio condiviso.

    I primi test su strada, iniziati a Brescia e Cernusco sul Naviglio, stanno dimostrando la concreta applicabilità anche su strade strette o in contesti di traffico complesso, rafforzando la validità del modello Niulinx per l’ambiente urbano italiano.

    La tecnologia alla base delle auto autonome Niulinx: intelligenza artificiale, sicurezza e controllo remoto

    Le soluzioni tecnologiche sviluppate da Niulinx integrano un ampio spettro di sensori (lidar, radar, GPS, ultrasuoni e mappe tridimensionali) con un’architettura software basata su algoritmi di intelligenza artificiale, prodotti interamente in Italia. La “percezione” dell’auto avviene tramite la trasformazione dei dati raccolti dai sensori in informazioni utili al riconoscimento dell’ambiente, come la presenza di ostacoli, semafori, ciclisti o pedoni.
    La piattaforma è stata progettata per affrontare con efficacia gli scenari più comuni delle città europee, ottimizzando il percorso e gestendo in autonomia le situazioni ordinarie. Per le circostanze rare o impreviste, il sistema prevede una procedura di sicurezza: l’auto si arresta e si collega a un operatore remoto, il quale può intervenire via telecamere di bordo per guidare a distanza e risolvere il caso, garantendo sempre la massima sicurezza degli utenti e dei pedoni.

    • Velocità contenuta (fino a 30 km/h) durante le fasi di guida automatizzata per minimizzare i rischi.
    • Universalità: la soluzione si applica a veicoli elettrici di differenti segmenti, conferendo flessibilità all’intero sistema.
    • Gestione dei dati sensibile alla privacy: tutte le operazioni rispettano pienamente le normative europee, in particolare il GDPR.

    Attendibilità e resilienza del sistema vengono testate con un safety driver a bordo nella fase sperimentale, presupposto per un futuro rilascio definitivo del servizio senza supervisione umana.

    Iter di sperimentazione, omologazione e scenari normativi in Italia e in Europa

    L’inserimento dei veicoli autonomi nel contesto stradale italiano prevede un percorso articolato che va dalla sperimentazione reale sull’asfalto all’acquisizione di tutte le autorizzazioni necessarie.
    Nei primi test effettuati a Brescia e nella Martesana, determinanti sono risultati il supporto di enti locali e la collaborazione con il Ministero dei Trasporti per ottenere permessi temporanei e garantire la sicurezza tramite safety driver.
    Al momento, la circolazione di auto senza conducente in Italia non è ancora ammessa da una normativa nazionale definitiva: l’iter di omologazione è stato avviato in conformità con il DM 70/2018 sulle smart road e con gli standard europei. La roadmap di Niulinx prevede il passaggio attraverso:

    • Test pilota su strada con supervisione umana
    • Validazione tecnica e revisione del codice della strada per inserire i veicoli senza autista tra quelli autorizzati alla circolazione
    • Ottenimento del bollino tecnico ministeriale per interoperabilità e sicurezza
    • Collaborazione con autorità europee per uniformare le regole e permettere la diffusione cross-border

    Sulla spinta di recenti investimenti, la società prevede la partenza su larga scala a partire dal 2029, a seguito del completamento dell’iter omologativo e dell’integrazione nei sistemi di mobilità urbana esistenti.

    Impatto urbano e sociale dei veicoli autonomi Niulinx sulle città italiane

    La diffusione dei veicoli autonomi porta effetti tangibili sull’ambiente urbano, sugli stili di vita e sull’accessibilità della mobilità per ogni fascia di popolazione.
    Fra i benefici più rilevanti:

    • Ottimizzazione dello spazio pubblico: spazi oggi occupati da auto in sosta potranno essere restituiti alla collettività, trasformati in aree verdi, percorsi sicuri o servizi per la comunità.
    • Sostenibilità ambientale: riducendo traffico e numero di veicoli privati in circolazione, si contribuisce a migliorare la qualità dell’aria e a limitare l’inquinamento acustico e atmosferico.
    • Inclusione sociale: il servizio raggiunge zone e categorie spesso escluse dalla mobilità tradizionale, come i residenti dei comuni piccoli, le persone anziane o con disabilità, favorendo l’autonomia degli individui e abbattendo le barriere geografiche e sociali.
    • Effetti economici: la diminuzione della necessità di possedere più auto per famiglia comporta risparmi e libera risorse economiche per altri bisogni collettivi.

    La collaborazione tra un hub di ricerca di eccellenza come il Politecnico di Milano, un team giovane e una rete di attori industriali dimostra che la trasformazione digitale della mobilità urbana può essere sostenibile, innovativa e in grado di produrre valore reale per la società italiana.

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