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    Guida autonoma di Tesla, il test drive sulle strade italiane

    Il test drive della guida autonoma Tesla in Italia: funzionamento, sicurezza, limiti e prospettive future su strade italiane

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    Viaggiare sulle strade del Belpaese con una berlina in grado di governare sterzo e acceleratore ha provocato un misto di stupore e curiosità durante la nostra esperienza diretta. Seduti a bordo di una Model 3 lungo itinerari cittadini e arterie ad alto traffico, abbiamo osservato con attenzione come l’innovazione dell’intelligenza artificiale stia già modificando il concetto stesso di mobilità. Anche se ancora supervisionata, la tecnologia che si cela dietro la Full Self-Driving Supervised rappresenta un salto quantico nell’assistenza alla guida, in grado di attenuare lo stress e aumentare il livello di attenzione dei viaggiatori. L’Italia, da sempre terreno di prova impegnativo tra centri storici, rotonde caotiche e segnaletica talvolta disorganica, amplifica i pregi – e i limiti – del sistema. La presenza in auto di un consulente Tesla, pronto a intervenire ma quasi mai necessario, offre una panoramica reale delle potenzialità e pone domande interessanti sul futuro delle nostre strade.

    Come funziona la Full Self-Driving Supervised di Tesla

    L’architettura di Full Self-Driving Supervised si basa interamente su un sistema vision-only: otto videocamere perimetrali e potenti reti neurali, addestrate su miliardi di chilometri percorsi da milioni di Tesla in tutto il mondo. Assente ogni sensore radar o lidar, a vantaggio di rapidità di aggiornamento e di costi contenuti. Una volta inserita la destinazione tramite touchscreen centrale, il software prende il controllo di sterzo, acceleratore, freno e indicatori di direzione; l’essere umano resta però titolare della responsabilità legale, come da normativa europea (attualmente livello 2 SAE).

    Durante i test drive ufficiali, la gestione autonoma degli scenari urbani si è rivelata sorprendentemente affidabile, affrontando:

    • semafori e incroci regolamentati e non,
    • traffico intenso e immissioni improvvise,
    • presenza di pedoni e veicoli a due ruote,
    • sorpassi, cambi di corsia e rotonde complesse.

    Lo stile di guida adottato dal sistema viene descritto come “comfort”: prudente, fluido e privo di accelerazioni o frenate brusche, tarato per adattarsi alle peculiarità delle strade europee.

    Il sistema, attraverso aggiornamenti OTA, migliora costantemente interpretando dati raccolti in tempo reale. Tesla afferma che il rischio di collisioni gravi può essere ridotto anche sette volte rispetto alla guida manuale, a patto che la supervisione resti costante e attiva. L’approccio visivo e il gigantesco patrimonio di dati globale consentono al software di riconoscere perfino scenari rari o emergenze non codificate.

    Esperienza del test drive: impressioni su Roma e Milano

    L’esperienza vissuta a bordo tra le strade romane e milanesi ha offerto spunti di riflessione autentici sulle caratteristiche della guida automatizzata, soprattutto in situazioni tipicamente italiane. Nel nostro percorso a Roma, dall’area di Saxa Rubra attraverso Corso Francia e via Flaminia, la gestione degli imprevisti urbani e la presenza di mezzi a due ruote sono state la vera cartina al tornasole. Il sistema ha interpretato in modo brillante la segnaletica irregolare e il traffico caotico, mantenendo una guida prudente e collaborativa.

    La sensazione predominante, condivisa con altri partecipanti alle sessioni ufficiali, è stata quella di “rilassamento mentale”: la tecnologia riduce gran parte dell’ansia legata alla guida cittadina, lasciando però al guidatore la sensazione di dover ancora vigilare con una soglia d’attenzione comunque elevata. Nelle aree più congestionate, come le circonvallazioni o le uscite del GRA, si nota un comportamento estremamente cauto: qualche esitazione ai varchi più complessi, attese prolungate alle immissioni e rallentamenti per eccessiva prudenza.

    Durante la prova nella zona di Porta Romana a Milano, la FSD Supervised ha dimostrato una notevole accuratezza nella previsione delle traiettorie degli altri veicoli, specie nelle rotonde e nelle uscite a scorrimento veloce. Tuttavia, la guida “da milanese imbruttito” non è ancora riproducibile: il sistema si attiene strettamente ai limiti e talvolta predilige la sicurezza assoluta all’efficienza. Per i pendolari, la riduzione dello stress si accompagna a una guida “protettiva”, ma forse meno reattiva di quanto richiedano abitudini consolidate nell’area metropolitana.

    • Da passeggeri, il comfort risulta elevato; assenza di bruschi cambi di direzione o frenate improvvise;
    • La ricerca di aree di sosta e parcheggi è ancora parziale e, in centri storici, può creare code o rallentamenti;
    • La tecnologia della telecamera interna garantisce che il conducente non possa distrarsi con lo smartphone o altre attività;

    Il giudizio generale, alla luce della nostra prova reale, evidenzia un progresso tangibile nell’esperienza di viaggio sulle strade italiane, sebbene la supervisione umana resti imprescindibile.

    Sicurezza, gestione del traffico e limiti attuali

    La sicurezza rappresenta il cuore della tecnologia FSD supervisionata. Negli scenari testati, la mantenuta distanza di sicurezza e la capacità di prevedere le mosse degli altri utenti della strada hanno trasmesso fiducia e una certa tranquillità. L’auto interviene su sterzo e frenata con progressività, evitando inutili “spaventi” anche in presenza di ciclisti o pedoni improvvisi.

    Analizzando il comportamento nel traffico intenso o in presenza di ostacoli repentini, il veicolo si è distinto per la gestione attenta delle priorità e il rispetto del Codice della Strada. Tuttavia, la precisione non è ancora assoluta. Ad esempio, davanti a una buca o a lavori inattesi la reazione può essere conservativa, causando rallentamenti che potrebbero infastidire altri automobilisti.

    Per quanto riguarda i limiti attuali della guida automatizzata si possono elencare:

    • Necessità della supervisione continua da parte del conducente;
    • Sistema operativo classificato SAE Livello 2, dunque non autorizzato a viaggiare completamente senza attenzione umana;
    • Restrizioni normative che ne permettono l’uso solo in contesti controllati e durante iniziative ufficiali;
    • Gestione non ottimale di situazioni atipiche come deviazioni improvvise o strade poco segnalate;
    • Riconoscimento imperfetto delle imperfezioni stradali, soprattutto nelle vie urbane meno curate;

    Il monitoraggio attivo della posizione del conducente (grazie alla telecamera interna) impedisce comportamenti distratti o pericolosi, aspetto cruciale sotto il profilo normativo e della responsabilità.

    Vantaggi rilevati Limiti osservati
    Riduzione dello stress da traffico Necessità supervisione e pronta reattività
    Gestione fluida delle manovre Rallentamenti eccessivi in taluni scenari
    Rispetto scrupoloso del Codice della Strada Qualche esitazione nelle situazioni atipiche

    Prospettive future della guida autonoma Tesla in Italia ed Europa

    I prossimi anni rappresentano una fase di transizione cruciale per l’adozione diffusa della FSD nei Paesi europei. L’approvazione normativa in Italia e in UE resta vincolata a una legislazione più permissiva sulla guida senza intervento umano, come previsto attualmente solo in paesi extra-europei. Tesla, dal canto suo, ha già sottoposto la tecnologia a test intensivi, con oltre un milione di chilometri percorsi su strade europee di ogni tipo.

    Attualmente, la disponibilità della funzione resta confinata alle sessioni di test supervisionate, in attesa del via libera previsto per l’inizio del 2026, secondo le informazioni ufficiali. Il percorso regolatorio coinvolge enti quali il Parlamento Europeo e i Ministeri delle Infrastrutture nazionali, chiamati a stabilire nuovi standard di sicurezza e responsabilità.

    L’arrivo degli aggiornamenti software OTA consentirà a tutti i veicoli compatibili – inclusi Model S, Model 3, Model X e Model Y – di ottenere l’abilitazione alle funzionalità avanzate senza necessità di interventi hardware. La prospettiva di una guida urbana meno stressante e più sicura è ormai una possibilità concreta, in attesa che le regole evolvano e la sperimentazione diventi patrimonio della quotidianità automobilistica anche sulle nostre strade.

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