More
    Home Ecologiche Elettriche

    Polestar 5, un po’ berlina e un po’ GT

    Polestar 5 adotta un doppio motore elettrico sincrono, capace di trasformarla in una trazione integrale intelligente

    Polestar 5

    Polestar 5 rappresenta uno degli esperimenti più interessanti dell’industria automobilistica recente perché nasce con la volontà di coniugare l’eleganza di una berlina a cinque porte con il dinamismo e la vocazione ai lunghi viaggi tipica delle GT. Non è un compromesso timido, ma una dichiarazione d’intenti, perché raccoglie l’eredità del concept Precept e lo traduce in un prodotto maturo, che non rinuncia alla personalità aggressiva e scolpita delle linee per trasformarsi in un veicolo di serie credibile. Le proporzioni parlano subito chiaro: oltre cinque metri di lunghezza, passo generoso e coda fastback che integra il portellone, con un frontale teso e muscolare che interpreta il linguaggio estetico scandinavo in chiave futuristica.

    Polestar 5 non si limita a riproporre soluzioni già viste, ma diventa il manifesto tecnologico di un marchio che vuole emanciparsi definitivamente dall’ombra di Volvo, proponendosi come alternativa concreta alle tedesche di alta gamma e alle elettriche più esclusive d’oltreoceano. Lo fa con un’architettura PPA (Polestar Performance Architecture) sviluppata specificamente per questo modello e con un telaio in alluminio incollato che garantisce rigidità da supercar e peso contenuto, offrendo un comportamento dinamico capace di soddisfare chi cerca prestazioni ma anche chi desidera viaggiare nel comfort assoluto.

    Powertrain e architettura elettrica a 800 V

    Polestar 5 adotta un doppio motore elettrico sincrono, capace di trasformarla in una trazione integrale intelligente, con ripartizione variabile della coppia e una reattività che pochi sistemi termici sono in grado di eguagliare. La versione Dual Motor eroga 550 kW e 812 Nm, mentre la più estrema Performance raggiunge i 650 kW, pari a 871 cavalli, con una coppia monstre di 1.015 Nm. Si tratta di valori che permettono accelerazioni da 0 a 100 km/h in poco più di tre secondi, rendendo la vettura competitiva con le sportive più blasonate del segmento.

    Il pacco batteria da 112 kWh lordi è collegato a un’architettura a 800 volt, soluzione che consente di ridurre le perdite, mantenere i cavi più sottili e soprattutto sfruttare le nuove colonnine ultrafast fino a 350 kW, con ricariche dal 10 all’80% in circa venti minuti. Nonostante la potenza e le dimensioni, l’autonomia dichiarata raggiunge i 670 chilometri WLTP per la Dual Motor e i 565 chilometri per la Performance, valori che collocano la Polestar 5 in una posizione privilegiata per chi intende affrontare lunghi viaggi senza ansie da ricarica. È proprio qui che emerge il suo carattere da gran turismo moderna, perché la velocità di rifornimento elettrico diventa parte integrante dell’esperienza di viaggio.

    Il controllo della dinamica è affidato a un sistema di trazione gestito da un Direct Traction Control dieci volte più rapido rispetto a un tradizionale TCS, mentre il comparto sospensioni prevede soluzioni raffinate come il retrotreno multilink e, nella Performance, ammortizzatori MagneRide a controllo elettronico con tre modalità selezionabili. Il risultato è una vettura capace di alternare l’aggressività della guida sportiva a un’andatura composta e vellutata, qualità imprescindibili per un’auto che vuole essere sia berlina di rappresentanza sia compagna di viaggi interminabili.

    Abitacolo, interfacce e filosofia del comfort

    L’interno della Polestar 5 non cerca effetti spettacolari, ma si concentra su un’estetica scandinava minimalista, capace di coniugare funzionalità e calore. Il guidatore ha davanti a sé un display da 9 pollici e un head-up display ad alta definizione, mentre al centro spicca lo schermo verticale da 14,5 pollici che integra il sistema Android Automotive OS con servizi Google nativi, aggiornamenti OTA e connessione 5G. L’interfaccia è stata progettata per ridurre il rumore visivo e mettere al centro le funzioni realmente utili, evitando l’accumulo di layer ridondanti che spesso caratterizza le rivali.

    Il comfort a bordo è amplificato da sedili ergonomici con funzioni di ventilazione e massaggio, climatizzazione a quattro zone e un impianto audio firmato Bowers & Wilkins con 21 altoparlanti e subwoofer integrato nella scocca. Non è soltanto un’esibizione di numeri: l’obiettivo è creare un’esperienza immersiva in cui suono, luce ambientale e feedback tattili interagiscano per trasformare ogni viaggio in una parentesi di benessere.

    Polestar ha deciso inoltre di puntare su materiali sostenibili, come pelli bio-attribuite, fibre naturali e alluminio riciclato, dimostrando che il concetto di lusso non coincide più con l’abbondanza di legno esotico o pelle tradizionale, ma con la capacità di scegliere soluzioni che riducano l’impatto ambientale senza rinunciare alla qualità percepita. È una filosofia coerente con la strategia del marchio, che dichiara di voler raggiungere la neutralità climatica nelle proprie filiere produttive entro i prossimi anni.

    Tra berlina e GT, identità inedita

    Polestar 5 riesce a costruirsi un’identità ibrida e originale. Da una parte è una berlina fastback con cinque porte e un portellone che la rende più pratica di una coupé tradizionale, capace di offrire un bagagliaio capiente e un frunk anteriore per cavi e oggetti di uso quotidiano. Dall’altra, grazie a potenza, comportamento dinamico e qualità costruttiva, diventa una GT elettrica in grado di reggere il confronto con concorrenti come Porsche Taycan, Audi e-tron GT e Tesla Model S.

    La doppia anima emerge anche nella strategia di mercato. Con un listino che parte da 119.900 euro in Germania, la Polestar 5 si posiziona in fascia alta, ma non punta a volumi di massa: è pensata come modello di immagine, un prodotto destinato a consolidare la percezione del marchio come alternativa europea alle case premium tedesche e alle start-up californiane. La scelta di lanciare inizialmente la vettura in Europa e non in Cina o Stati Uniti dimostra la volontà di rafforzare prima di tutto il radicamento nel Vecchio Continente.

    La sua vera forza, però, sta nella capacità di interpretare il concetto di viaggio elettrico senza compromessi: autonomia elevata, ricariche rapide, comfort superiore e prestazioni entusiasmanti fanno sì che la Polestar 5 non sia semplicemente una berlina né una pura GT, ma una sintesi originale dei due mondi. È un progetto che guarda avanti e che, con la sua identità mista, prova a ridefinire il futuro delle gran turismo elettriche.

    Articolo precedenteCupra Tindaya, la show car che anticipa lo stile futuro delle prossime Cupra
    Prossimo articoloAudi Q3 Sportback, il test del suv con muso alto, ampia calandra e fianchi larghi