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    Da Peugeot il sistema per la ricarica subacquea per il progetto Under the Pole

    Nella realizzazione degli interni di Capsule II, Peugeot ha trasferito i principi del proprio i-Cockpit in un ambiente nuovo

    Peugeot Under the Pole

    Quando si parla di Peugeot, l’immaginario collettivo corre subito verso l’asfalto, i crossover elettrificati e le concept car urbane. Ma oggi, il marchio francese ha deciso di immergersi letteralmente in nuovi territori, collaborando con l’équipe di Under The Pole, una delle più avanzate realtà nel campo dell’esplorazione oceanica. Il cuore della missione è il progetto Capsule II, un habitat sottomarino di nuova generazione, capace di ospitare ricercatori per periodi prolungati nelle profondità marine. ùLì dove la pressione schiaccia e la luce scompare, Peugeot porta la propria esperienza nella gestione dell’energia elettrica, realizzando un sistema di ricarica subacquea progettato per mantenere attivi strumenti scientifici, luci, moduli abitativi e persino droni sottomarini a lungo raggio. La piattaforma nasce dalle competenze acquisite in anni di ricerca sulla mobilità elettrica, ma è stata adattata per operare in ambienti estremi, attraverso tenute stagne, materiali anticorrosione e un’efficienza energetica senza precedenti nel settore marino.

    Dal volante alla plancia marina, Peugeot ridisegna l’habitat dei ricercatori

    Nella realizzazione degli interni di Capsule II, Peugeot ha trasferito i principi del proprio i-Cockpit in un ambiente nuovo: quello sottomarino. Gli abitacoli delle auto sono progettati per essere intuitivi, ergonomici e orientati al conducente. Lo stesso approccio è stato adottato nella struttura interna della capsula: sedute pensate per il comfort anche in lunghi turni di osservazione, spazi compatti ma accessibili, illuminazione regolabile per ridurre lo stress visivo e materiali eco-compatibili ma ad alta resistenza.

    Il centro operativo del modulo è dotato di schermi multifunzione e comandi retroilluminati che consentono ai ricercatori di monitorare dati ambientali, condizioni fisiologiche e riserve energetiche con la stessa naturalezza con cui si consulta una plancia digitale. È un design umano-centrico, dove l’estetica incontra la funzionalità, in un dialogo continuo tra forma e scopo. L’abitacolo è anche pensato per stimolare il benessere psicologico, fondamentale in missioni lunghe, grazie a un’atmosfera calda e modulabile, frutto dell’esperienza automobilistica traslata nel mondo marino.

    Un’iniziativa che va oltre la ricerca tra educazione e sostenibilità

    Oltre alla tecnologia, Peugeot ha scelto di investire anche sul piano educativo. Insieme a Under The Pole, ha allestito una carovana itinerante composta da mezzi 100% elettrici – tra cui il Boxer elettrico e le compatte e 208 ed e 308 – per portare nelle scuole, nei musei scientifici e negli eventi pubblici un messaggio di conoscenza condivisa sull’oceano. Ogni tappa è un’occasione per avvicinare bambini e adulti al tema dell’esplorazione sottomarina e della protezione degli ecosistemi marini, attraverso laboratori, esposizioni e incontri con i protagonisti delle missioni. I veicoli, completamente a zero emissioni, garantiscono una logistica sostenibile, coerente con i valori ambientali del progetto.

    Peugeot, che ha fissato il proprio obiettivo di carbon neutrality al 2038, vede questa iniziativa come parte integrante della propria strategia a lungo termine, in cui la tecnologia green e l’impegno sociale viaggiano nella stessa direzione. L’interazione con Under The Pole si configura così come un nuovo paradigma di collaborazione, in cui un costruttore automobilistico diventa facilitatore di progresso scientifico.

    Una nuova forma di leadership tecnologica

    Il sistema di ricarica subacquea per Capsule II non è solo un progetto ingegneristico, ma una vera dichiarazione d’intenti: Peugeot guarda oltre la mobilità e si propone come attore chiave nell’ecosistema dell’innovazione sostenibile.

    È una sfida culturale e tecnica, che richiede la capacità di dialogare con mondi apparentemente lontani, come quello della ricerca marina, e di trovare soluzioni concrete dove altri vedono solo ostacoli. Il mare, spesso relegato al perimetro delle esplorazioni scientifiche o delle narrazioni ecologiste, diventa qui un campo di applicazione pratico, tangibile, utile a tutti. In questo scenario, Peugeot sceglie di non limitarsi a vendere auto, ma di guidare un cambiamento che include design, ingegneria, educazione e responsabilità.

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