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    Lampeggiare per segnalare autovelox o polizia, quando è legale?

    Il primo riferimento normativo da considerare è l’articolo 153 del Codice della Strada, che disciplina l'uso dei dispositivi luminosi

    autovelox

    Lampeggiare con i fari abbaglianti per avvisare della presenza di un autovelox o di un posto di blocco è diventato nel tempo un comportamento abituale, tanto radicato da essere percepito da molti come una sorta di codice non scritto tra automobilisti. Un gesto che si ripete ogni giorno, su strade urbane, extraurbane e persino in autostrada. Eppure, dietro a quello che appare come un semplice atto di solidarietà, si cela una violazione delle norme del Codice della Strada che, in alcuni casi, può avere conseguenze più serie di quanto comunemente si pensi.

    Quando il lampeggio diventa illecito: i riferimenti normativi

    Il primo riferimento normativo da considerare è l’articolo 153 del Codice della Strada, che disciplina l’uso dei dispositivi luminosi dei veicoli. Questo articolo stabilisce che i fari, compresi quelli abbaglianti, devono essere utilizzati esclusivamente per esigenze di visibilità e sicurezza, sia propria che altrui. In nessun caso è previsto l’uso dei fari come strumento per comunicare con altri automobilisti, specialmente se l’intento è quello di segnalare la presenza di un controllo o di una postazione autovelox. Chi utilizza i fari in modo difforme da quanto prescritto, rischia una sanzione amministrativa che può andare da 41 a 169 euro, una multa che viene spesso sottovalutata dagli automobilisti, ignari del fatto che anche un semplice lampeggio, se effettuato fuori dalle condizioni di sicurezza previste, può essere sanzionato.

    Le ragioni che stanno dietro a questa restrizione non sono solo formali ma affondano le radici in motivazioni di sicurezza pubblica. I fari abbaglianti sono strumenti potenti che, se usati in modo inappropriato, possono abbagliare e distrarre chi guida nella direzione opposta, aumentando il rischio di incidenti. È proprio per questo che il legislatore ha deciso di vietarne l’uso scorretto, classificandolo come comportamento pericoloso e meritevole di sanzione. Quando si lampeggia per segnalare un autovelox o un controllo, infatti, si induce chi arriva a rallentare in maniera improvvisa o a modificare il proprio comportamento di guida in modo non naturale, con effetti potenzialmente pericolosi per la fluidità e la sicurezza della circolazione.

    Ben più gravi possono essere le conseguenze quando la segnalazione di controlli viene organizzata e diffusa su larga scala, ad esempio attraverso chat di gruppo o piattaforme di messaggistica istantanea. In questi casi, oltre alla violazione del Codice della Strada, si può configurare anche il reato di interruzione di pubblico servizio, disciplinato dall’articolo 340 del Codice Penale. Si tratta di un reato che prevede sanzioni ben più pesanti, comprese multe salate e arresto, e che viene contestato quando il comportamento di avvisare sistematicamente automobilisti o conducenti di mezzi pesanti ostacola l’efficacia e la funzionalità dei controlli svolti dalle Forze dell’Ordine.

    I divieti sui dispositivi di rilevamento e segnalazione

    Accanto al tema del lampeggio con i fari, c’è un ulteriore aspetto normativo che merita attenzione, ed è quello legato all’uso dei dispositivi elettronici di segnalazione. L’articolo 45 del Codice della Strada vieta espressamente la produzione, la commercializzazione e l’utilizzo di apparecchiature che, attraverso segnali acustici, luminosi o elettronici, consentono di individuare in anticipo la posizione di autovelox fissi o mobili. Questi strumenti, meglio noti come anti-autovelox o jammer, non solo sono vietati, ma chi viene trovato in possesso di tali dispositivi rischia una sanzione che può arrivare fino a 3.212 euro, oltre alla confisca immediata dell’apparecchio stesso. Questa norma ha lo scopo di tutelare la funzione deterrente dei controlli automatici di velocità, considerati uno strumento di prevenzione degli incidenti e non un semplice mezzo per fare cassa.

    È importante distinguere tra i dispositivi illegali e le funzionalità integrate nei navigatori satellitari o nelle app di guida, che segnalano la presenza di autovelox fissi. Queste ultime sono ammesse dalla normativa italiana, in quanto le postazioni fisse sono di pubblico dominio e devono essere preventivamente segnalate con appositi cartelli. Diverso è invece il caso dei dispositivi che localizzano o disturbano le postazioni mobili, che per loro natura devono restare non segnalate per essere efficaci nel rilevare comportamenti scorretti.

    Le autorità stradali italiane sottolineano come l’uso corretto della segnaletica, delle campagne di sensibilizzazione e delle informazioni ufficiali sia lo strumento più efficace per educare i conducenti al rispetto dei limiti di velocità e delle norme di circolazione. La pratica del lampeggiare o l’uso di strumenti illegali rappresentano un comportamento che vanifica questo sforzo.

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