More
    Home Aziendali

    L’ibrido leggero e il plug-in crescono nei parchi aziendali, auto e tendenze

    Sempre più imprese orientano i propri fleet manager verso modelli che garantiscano emissioni ridotte, convenienza fiscale

    auto ibride

    Al centro della trasformazione della mobilità aziendale in Italia si trovano l’ibrido leggero (mild hybrid) e l’ibrido plug-in (PHEV). Entrambe le tecnologie stanno conquistando uno spazio sempre più ampio nei parchi auto aziendali, grazie a una combinazione vincente di vantaggi fiscali, sostenibilità e costi di gestione competitivi. Ma qual è il quadro aggiornato di questa tendenza in crescita? E perché sempre più aziende scelgono veicoli elettrificati per le loro flotte?

    Normative, incentivi e nuovi criteri di deducibilità fiscale: l’ibrido conquista le flotte

    Negli ultimi anni, il legislatore ha aggiornato la disciplina fiscale relativa ai veicoli aziendali, con l’obiettivo di incentivare l’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale. In particolare, il nuovo sistema di tassazione dei fringe benefit ha introdotto un vantaggio fiscale per i veicoli elettrici e ibridi plug-in, prevedendo aliquote agevolate in base al livello di emissioni. Le auto elettriche godono del massimo beneficio con una tassazione ridotta al 10%, mentre i veicoli plug-in, se dotati di sufficiente autonomia in modalità elettrica, possono accedere a un’imposizione al 20%. Al contrario, i veicoli a combustione interna, inclusi quelli con alimentazione mild hybrid, rientrano in una fascia meno favorevole, con tassazione al 50%.

    Questa differenza nel trattamento fiscale ha avuto un impatto immediato sulle scelte aziendali. Sempre più imprese orientano i propri fleet manager verso modelli che garantiscano emissioni ridotte, convenienza fiscale e valore residuo stabile nel tempo. Il mild hybrid, pur non consentendo la marcia completamente elettrica, è comunque una soluzione più efficiente per chi percorre molti chilometri, grazie al supporto elettrico in fase di avviamento e in situazioni di bassa richiesta energetica. D’altra parte, il plug-in hybrid offre un compromesso tra elettrico e termico, con percorrenze fino a 60-80 chilometri a emissioni zero e un motore termico che garantisce autonomia illimitata nei viaggi lunghi.

    Crescono le immatricolazioni e l’interesse delle aziende: modelli, vantaggi e numeri aggiornati

    I dati confermano in modo netto la crescita dei veicoli ibridi nei parchi auto aziendali. In Italia, le immatricolazioni di auto ibride plug-in sono passate dal 3% al 4,5% del mercato totale in un solo anno, un balzo che riflette un’evoluzione rapida e strutturale nel comparto delle flotte. La spinta arriva non solo dalle normative, ma anche dall’offerta sempre più ampia da parte dei costruttori, che propongono modelli pensati per l’uso aziendale. Tra i più richiesti figurano Ford Kuga PHEV, apprezzata per l’equilibrio tra prezzo, spazio e autonomia elettrica, Cupra Formentor, che combina prestazioni sportive a consumi contenuti e Toyota RAV4 Plug-in, che abbina affidabilità a una gestione energetica efficiente.

    Anche i veicoli mild hybrid, in particolare quelli proposti dai marchi tedeschi e giapponesi, continuano a mantenere una quota stabile, grazie alla loro affidabilità e all’assenza di problematiche legate alla ricarica. Nelle aziende che operano in aree dove la rete infrastrutturale di ricarica è ancora limitata, questa tecnologia rappresenta una valida alternativa per garantire riduzione dei consumi senza complicazioni operative. Le aziende che scelgono di investire in flotte green ricevono inoltre riconoscimenti in termini di reputazione, oltre a poter accedere a bandi pubblici e gare che prevedono criteri ambientali premiali.

    Un aspetto che ha inciso sull’adozione dei PHEV è anche la possibilità di circolare nelle ZTL di molte città italiane. In comuni come Milano, Torino e Firenze, i veicoli elettrificati godono di deroghe o agevolazioni per l’accesso e la sosta nelle zone a traffico limitato.

    Articolo precedenteAlfa Romeo Junior Q4, la compatta della casa del Biscione a trazione integrale
    Prossimo articoloDacia Bigster, il nuovo suv che stupisce per comfort, spazio e consumi