Dalla berlina degli anni Settanta al crossover: il ritorno della Gamma
Il nome Gamma appartiene alla storia Lancia ben prima del nuovo modello. La berlina presentata nel 1976 si collocava nella fascia alta del mercato e rappresentava una delle espressioni più riconoscibili della tradizione tecnica e stilistica della casa. La nuova vettura recupera quella denominazione, ma non replica la formula originaria: interpreta il nome in un contesto in cui i SUV e i crossover medi raccolgono una quota rilevante della domanda europea.
La carrozzeria è descritta come una fastback crossover: combina un’impostazione rialzata, tipica dei modelli versatili, con un profilo posteriore inclinato e più filante rispetto a quello di un SUV tradizionale. È quindi un cambiamento significativo rispetto alla berlina degli anni Settanta, coerente con le abitudini di acquisto attuali e con l’obiettivo di ampliare l’offerta Lancia oltre la Ypsilon.
Il ritorno del nome assume inoltre un valore simbolico nel 2026, anno in cui il marchio celebra 120 anni. La Gamma arriva dopo il lancio della nuova Ypsilon e il ritorno delle sigle HF e dell’impegno nei rally: tasselli di una strategia che cerca di connettere memoria, prodotto e identità sportiva. Il richiamo alla storia, tuttavia, non va confuso con una continuità tecnica diretta: il modello attuale è progettato per un mercato, una piattaforma e sistemi di propulsione profondamente diversi.
Il posizionamento nel segmento medio permette a Lancia di rivolgersi a clienti che chiedono più spazio e versatilità rispetto a una compatta, includendo nuclei familiari, professionisti e utilizzatori aziendali. La nuova Lancia Gamma crossover Melfi è così insieme un recupero di identità e un ampliamento commerciale. Il risultato effettivo dipenderà da prezzo, dotazioni, qualità percepita e rete di vendita, elementi per i quali le informazioni disponibili non forniscono ancora un quadro completo.
Design italiano, dimensioni e piattaforma della nuova Lancia Gamma
La vettura è lunga 4,67 metri, una misura che la colloca nel territorio dei crossover medi e la distingue nettamente dalla Ypsilon. La lunghezza offre una base adatta a un abitacolo orientato al viaggio e a un impiego familiare, ma da sola non consente di dedurre lo spazio effettivo per passeggeri e bagagli: per una valutazione completa serviranno dati ufficiali su passo, capacità del vano di carico e configurazione interna.
La linea fastback cerca un equilibrio tra presenza su strada e slancio visivo. Il progetto è stato disegnato a Torino dal Centro Stile Lancia, sotto la guida di Gianni Colonello, responsabile del design del marchio. L’identità dichiarata punta su eleganza italiana, comfort e attenzione ai dettagli, con un linguaggio contemporaneo che prova a differenziare Gamma dai crossover più convenzionali. In assenza di specifiche complete su materiali e dotazioni, questi elementi descrivono l’intenzione progettuale, non sostituiscono una verifica della qualità sul veicolo di serie.
La base tecnica è la piattaforma STLA Medium di Stellantis, architettura pensata per vetture di medie dimensioni e compatibile con propulsioni elettrificate. Una piattaforma condivisa permette di organizzare componenti e processi su più modelli, pur lasciando ai singoli marchi margini di caratterizzazione in design, assetto e configurazione. Per chi acquista, la sigla da sola non determina comfort o comportamento dinamico: conteranno taratura delle sospensioni, isolamento acustico, ergonomia e calibrazione dei sistemi di assistenza.
Le informazioni diffuse non riportano ancora valori completi su larghezza, altezza, passo, massa o capacità del bagagliaio. È dunque prematuro trarre conclusioni sulla vivibilità confrontando soltanto la lunghezza con quella delle concorrenti. La combinazione fra dimensioni da segmento medio e carrozzeria fastback chiarisce il posizionamento, mentre i dati di omologazione e le prove su strada saranno necessari per quantificare consumi, praticità e dinamica. Il progetto è sviluppato e industrializzato in Italia, mentre la produzione è prevista a Melfi.
Motorizzazioni Hybrid ed elettriche: autonomia e prestazioni
La nuova Gamma sarà proposta con motorizzazioni Hybrid ed elettriche, offrendo due percorsi di elettrificazione per esigenze d’uso diverse. La versione ibrida è accreditata di un’autonomia complessiva superiore a 1.000 chilometri; per le varianti a batteria il dato annunciato arriva a circa 740 chilometri. Si tratta di valori dichiarati, da leggere insieme al ciclo di omologazione e alla configurazione specifica: non equivalgono automaticamente all’autonomia ottenibile in ogni condizione reale.
Nel caso dell’ibrida, la percorrenza complessiva può interessare chi affronta spesso tragitti lunghi e non vuole dipendere esclusivamente dalla disponibilità di punti di ricarica. Per capire consumi e costi d’esercizio serviranno però i dati ufficiali su capacità del serbatoio, consumo omologato e funzionamento del sistema. La denominazione Hybrid, da sola, non basta a stabilire architettura, potenza o possibilità di marcia in elettrico: questi dettagli non risultano specificati nelle informazioni rese note.
Le versioni elettriche dichiarano fino a circa 740 km di autonomia. Il dato massimo dipenderà dalla variante e dall’omologazione; nella pratica incidono velocità, temperatura, stile di guida, carico e uso del climatizzatore. Per pianificare un acquisto aziendale o familiare andranno inoltre valutati capacità e curva di ricarica, tempi alle diverse potenze, efficienza autostradale e accesso alla ricarica domestica o sul luogo di lavoro. Al momento non sono disponibili in dettaglio tutti questi parametri.
Al vertice della proposta è prevista una versione a trazione integrale da 375 CV. La potenza aggiuntiva e la trazione su entrambe le assi la distinguono dalle configurazioni più orientate all’efficienza, ma non sono stati comunicati qui valori di accelerazione, velocità massima o autonomia associati. Il dato non deve quindi essere interpretato isolatamente come misura delle prestazioni complessive.
La scelta tra ibrido ed elettrico dipenderà soprattutto da percorrenze abituali, possibilità di ricarica e costo totale di utilizzo. Prima di confrontare le varianti sarà utile attendere prezzi, dotazioni, consumi e dati di omologazione definitivi: autonomia e potenza annunciate offrono un primo orientamento, non una prova indipendente su strada.
Produzione a Melfi dal 2026 e filiera italiana coinvolta
La produzione della nuova Lancia Gamma è prevista nello stabilimento Stellantis di Melfi, in Basilicata, nella seconda metà del 2026. Il sito ospita quindi una nuova assegnazione nel quadro della transizione industriale verso vetture elettrificate. La data indica l’avvio programmato della produzione, non necessariamente il momento in cui ogni versione sarà disponibile presso i concessionari: tempi di lancio e consegne possono variare in base a omologazioni e pianificazione commerciale.
Il legame con l’Italia attraversa più fasi del progetto. Il design è stato realizzato a Torino nel Centro Stile Lancia; sviluppo e industrializzazione sono stati curati nel Paese; l’assemblaggio è affidato a Melfi. Il processo coinvolge competenze differenti, dai progettisti e ingegneri ai tecnici e agli operatori dello stabilimento. Questa distribuzione delle attività dà concretezza alla definizione di progetto industriale italiano, pur all’interno di un gruppo internazionale e di una piattaforma Stellantis.
Nel progetto sono coinvolti circa 30 fornitori, una decina dei quali lucani. La partecipazione locale può generare ricadute sulla filiera regionale, ma il numero delle aziende, da solo, non consente di misurare occupazione, valore degli acquisti o continuità delle commesse. Per stabilire l’impatto economico nel tempo occorrerebbero dati pubblici su volumi produttivi, contenuto locale e livelli occupazionali, che non sono specificati nelle informazioni diffuse.
La presentazione istituzionale al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha evidenziato anche la dimensione territoriale dell’iniziativa. Per la Regione Basilicata, la continuità produttiva di Melfi è collegata alla sostenibilità occupazionale; per Stellantis, il progetto rappresenta una dimostrazione delle capacità industriali messe in campo in Italia. Sono valutazioni dei soggetti coinvolti: il risultato concreto dipenderà dalla domanda, dai ritmi di produzione e dall’andamento del mercato europeo.
Il sito lucano è pertanto un elemento centrale nella storia della nuova Lancia Gamma crossover Melfi, ma non l’unico. Il valore della produzione nazionale si misura anche nella tenuta della rete di fornitori e nella capacità di mantenere competenze tecniche lungo la filiera. In una fase di trasformazione dell’automotive, l’avvio del modello offre un’occasione industriale; i suoi effetti effettivi saranno valutabili con l’evoluzione dei volumi e dell’occupazione.
Clienti privati, flotte e ambizioni europee: il ruolo strategico di Gamma
Gamma è pensata per ampliare il pubblico del marchio oltre la clientela tradizionale della Ypsilon. Le dimensioni da crossover medio e la disponibilità di motori elettrificati la rendono candidata a intercettare famiglie, professionisti e aziende che cercano una vettura utilizzabile sia negli spostamenti quotidiani sia nei viaggi. L’obiettivo dichiarato da Stellantis Italia è un mix vicino al 50% di clienti privati e 50% business: una previsione strategica, non un risultato già conseguito.
Per il canale flotte contano soprattutto elementi misurabili nel costo totale di possesso: prezzo, consumi o costo dell’energia, manutenzione, valore residuo e tempi di consegna. Autonomia, comfort e versatilità sono stati indicati come caratteristiche rilevanti per aziende e professionisti, ma la competitività nei piani auto dipenderà anche da allestimenti, garanzie, rete di assistenza e condizioni commerciali, aspetti per i quali non sono ancora disponibili tutti i dettagli.
Un modello più grande consente inoltre a Lancia di presentarsi in segmenti e procedure d’acquisto nei quali una compatta può risultare meno adatta. La versione elettrica può incontrare le esigenze di chi dispone di ricarica regolare e percorrenze prevedibili; l’ibrida può risultare più flessibile per chi copre distanze elevate senza un accesso costante alle colonnine. Il confronto va fatto sui profili d’uso reali, non soltanto sull’autonomia massima dichiarata.
L’Italia resta il mercato principale del marchio, ma l’ambizione è europea: Gamma sarà commercializzata negli altri Paesi in cui Lancia è presente. Tornare nel segmento dei SUV medi significa misurarsi con una concorrenza ampia, in un comparto indicato come il più rilevante in Europa. La sfida commerciale sarà europea, mentre l’identità di prodotto e la produzione mantengono un forte legame con l’Italia. Prezzi e rete distributiva nei singoli mercati saranno determinanti per trasformare tale ambizione in volumi.
Lancia Gamma nel percorso di rilancio industriale del marchio
Il nuovo modello amplia la gamma Lancia dopo la Ypsilon e porta il marchio in una fascia di mercato più ampia. Il progetto riunisce design torinese, sviluppo italiano e produzione a Melfi, con l’obiettivo di tradurre l’identità del brand in un prodotto adatto alle richieste contemporanee. La ricorrenza dei 120 anni offre una cornice simbolica, ma la solidità del rilancio si misurerà soprattutto nella capacità di vendere con continuità e consolidare la presenza nei mercati europei.
Per Stellantis, l’assegnazione rafforza l’attività dello stabilimento lucano e coinvolge una rete di fornitori; per Lancia, l’apertura a clienti privati e aziendali può diversificare il mix commerciale. Sono obiettivi che dipendono da fattori ancora da verificare: prezzi, qualità percepita, disponibilità, autonomia reale e servizi post-vendita.
La nuova Lancia Gamma crossover Melfi rappresenta dunque un passaggio concreto, non una garanzia automatica di ripresa. Il suo esito dirà quanto il marchio riuscirà a coniugare memoria e innovazione, e quanto la capacità produttiva italiana potrà tradursi in competitività nel mercato dell’auto elettrificata.






