Rinasce l’Elefantino Rosso, e con lui un’idea di sportività italiana che si credeva perduta. La nuova Lancia Ypsilon HF, presentata come l’anello di congiunzione tra il passato leggendario del marchio e il futuro dell’elettrificazione, è molto più di una versione potenziata: è la dichiarazione d’intenti di un marchio che ha deciso di tornare a competere sul terreno delle emozioni. Sotto la carrozzeria elegante e muscolosa, c’è un’anima rabbiosa da 280 CV, capace di scattare da 0 a 100 km/h in 5,6 secondi e di tenere la corda come una vera hot hatch. È una Ypsilon che non sorride più timidamente: ringhia, e lo fa con classe.
Il ritorno dell’Elefantino Rosso
Il marchio HF è inciso nella memoria collettiva di chiunque ami le corse. Significa “High Fidelity”, ma per generazioni di appassionati ha voluto dire Fulvia Coupé, 037, Delta Integrale, vittorie mondiali, polvere, applausi. Riutilizzarlo oggi, in un’epoca di silenzi elettrici, era una sfida rischiosa: bastava un passo falso per profanare un mito. Ma Lancia ha deciso di non farne un gadget nostalgico. La Ypsilon HF è stata sviluppata in pista, testata a Balocco e pensata come un’auto con un comportamento dinamico da vera sportiva, non un semplice esercizio di marketing.
Il design racconta tutto: linee tese, passaruota larghi, paraurti scolpiti e un posteriore che comunica forza senza esibizionismo. Il nuovo logo HF, con l’elefantino rosso in corsa, è un omaggio dichiarato ma reinterpretato con un linguaggio contemporaneo. Non è un revival: è un segnale di continuità. Perché Lancia ha scelto di non rinnegare le sue radici, ma di trasportarle nel presente. E lo ha fatto con un progetto 100% elettrico, consapevole che il futuro non si nega, ma si può dominare con lo spirito del passato.
La Ypsilon HF non cerca la brutalità delle sportive termiche né l’esuberanza dei SUV da 400 cavalli. Il suo obiettivo è diverso: essere equilibrata, leggera, precisa, coerente. Un’elettrica che restituisce al conducente la sensazione di controllare il telaio, non solo l’erogazione della coppia. È un modo diverso di intendere le prestazioni: meno scenografico, più raffinato.
Meccanica e dinamica
La base tecnica è quella della piattaforma CMP del gruppo Stellantis, la stessa che sostiene modelli come Peugeot 208 e Opel Corsa-e, ma qui è rivoluzionata. Il motore anteriore, da 280 CV e 345 Nm, è accompagnato da un differenziale Torsen meccanico che lavora in modo chirurgico per trasferire la coppia alle ruote con la massima efficacia. L’assetto ribassato di 20 millimetri e le carreggiate allargate di 30 regalano alla vettura un’impronta a terra da auto di un segmento superiore. Il risultato è un comportamento piantato, stabile, comunicativo, che in uscita di curva sorprende per trazione e compostezza.
La batteria, da 54 kWh, collocata sotto il pianale, abbassa il baricentro e conferisce un’inerzia positiva nei cambi di direzione. Le sospensioni irrigidite (+67% all’anteriore e +153% al posteriore) non trasformano la Ypsilon HF in un’auto scomoda: l’assorbimento rimane preciso, le sconnessioni vengono filtrate, e il risultato è una guida piena di tatto, dove ogni movimento del volante si traduce in una reazione immediata del telaio. È come se la piccola Lancia avesse imparato a respirare insieme al pilota.
L’impianto frenante firmato Alcon, con pinze a quattro pistoncini e dischi da 355 mm, è un biglietto da visita da auto da track-day. La potenza frenante è vigorosa ma modulabile, il pedale offre progressività, e l’azione rigenerativa non interferisce con la sensibilità meccanica. Lo sterzo è diretto, preciso, con un ritorno che comunica il giusto: non filtrato come su molte elettriche, ma vivo, sincero. È in questo equilibrio che la Ypsilon HF rivela la sua personalità: non vuole imitare le termiche del passato, vuole superarle in armonia e fluidità.
Prestazioni e autonomia
Quando si parla di auto elettriche, il numero dei cavalli è spesso ingannevole: la potenza è immediata, ma la gestione della coppia può essere caotica. Non qui. L’erogazione della Ypsilon HF è progressiva, non brutale: la spinta arriva piena ma gestita, con una linearità che trasmette controllo, non sorpresa. Lo 0-100 km/h in 5,6 secondi non è un record assoluto, ma la coerenza con cui l’auto mantiene la spinta fino ai 150 km/h la rende più convincente di molte EV più potenti. Il suono sintetico, calibrato come un battito basso, accompagna la corsa senza disturbare, aggiungendo un filo di teatralità.
La batteria LFP da 54 kWh, con ricarica rapida fino a 100 km in 10 minuti, è un elemento chiave. Non serve solo a garantire autonomia, ma anche a gestire il bilanciamento e la rigidità strutturale. La distribuzione dei pesi 50:50 (una rarità nel segmento B) consente alla vettura di mantenere un comportamento neutro, anche nelle fasi di transizione più delicate. L’autonomia dichiarata si attesta a circa 370 km, ma in uso sportivo, tra curve e accelerazioni ripetute, scende intorno ai 250-280 km reali, più che sufficienti per un weekend fuori città o una sessione di guida intensa.
Il sistema di raffreddamento attivo della batteria e la gestione termica intelligente permettono alla Ypsilon HF di mantenere prestazioni costanti, anche dopo diverse accelerazioni consecutive. Non ci sono cali di potenza, non c’è derating termico anticipato. È un comportamento che poche compatte elettriche possono vantare, segno che Lancia non ha semplicemente adattato una piattaforma, ma l’ha trasformata per la performance.
Stile, interni e sensazioni a bordo
L’estetica della Ypsilon HF è una lezione di equilibrio. La carrozzeria è più larga e bassa, con paraurti dedicati, prese d’aria funzionali e cerchi da 18 pollici a razze doppie. Le tinte – Nero Ardesia, Bianco Quarzo e Arancione Lava – dialogano con dettagli in nero lucido e inserzioni rosse, evocando la tradizione sportiva senza forzature. È un’auto che comunica potenza anche da ferma, ma con quella sobrietà tipica delle sportive italiane.
Dentro, la Ypsilon HF accoglie in un ambiente di lusso contenuto, dove la tecnologia non annulla l’identità. I sedili sportivi in Alcantara e tessuto Econyl avvolgono senza comprimere, il volante tagliato ospita il logo HF e le cuciture rosse segnano il punto di convergenza tra passato e futuro. L’interfaccia S.A.L.A., con doppio schermo da 10,25 pollici, è personalizzabile e fluida, mentre il sistema audio offre un’attenzione maniacale alla pulizia sonora. È un abitacolo che non vuole stupire, ma accogliere e motivare.
A dispetto della potenza e dell’assetto ribassato, la Ypsilon HF non rinuncia alla vivibilità. La taratura delle sospensioni è rigida, sì, ma mai secca. In città assorbe con dignità le asperità, mentre l’isolamento acustico resta eccellente. Nei lunghi viaggi, l’assistente di corsia e il cruise control adattivo lavorano in modo fluido, rendendola una compagna di viaggio civile.






