La futura Volvo EX60, in arrivo nel 2026, rappresenta uno snodo fondamentale nella strategia del marchio svedese. Non solo perché raccoglie l’eredità della XC60, modello storico e best seller mondiale, ma soprattutto perché sarà la prima vettura ad adottare la nuova piattaforma modulare SPA3, concepita per dare base a un’intera generazione di auto elettriche premium. L’EX60 diventa così il manifesto del cambiamento industriale e tecnologico di Volvo: un SUV medio, elegante e sicuro, pensato per affermarsi come alternativa credibile alle proposte tedesche e alle offensive cinesi, con un mix di autonomia record, software avanzato e produzione innovativa.
Un appuntamento fissato a gennaio 2026
Volvo ha scelto di fissare con largo anticipo il lancio ufficiale del modello: il 21 gennaio 2026 è la data del reveal, a cui seguirà la produzione nello stabilimento di Torslanda, nei pressi di Göteborg. Non è una scelta casuale: Torslanda è stato aggiornato con investimenti mirati al megacasting, la tecnologia che consente di realizzare grandi parti in alluminio con meno giunzioni e più precisione. Questo dettaglio dimostra quanto l’EX60 non sia un modello qualunque, ma un tassello chiave nella catena produttiva futura.
Il SUV si colloca esattamente nel segmento occupato dalla XC60, collocandosi a metà strada tra la compatta EX30 e la maestosa EX90. È un posizionamento delicato, perché questo segmento rappresenta la vera fascia “mainstream” del mercato premium: un equilibrio tra dimensioni, prezzo e funzionalità che attrae il maggior numero di clienti. L’EX60 dovrà quindi combinare il fascino e la qualità percepita dei modelli più grandi con la praticità e l’accessibilità richieste dalla clientela europea.
I primi dati ufficiosi indicano che l’EX60 sarà capace di superare i 700 km di autonomia WLTP nelle versioni più performanti, un salto di qualità che permetterà a Volvo di confrontarsi ad armi pari con concorrenti come Tesla e BYD. Al tempo stesso, la nuova interfaccia uomo-macchina promette un’esperienza più semplice e intuitiva, frutto delle lezioni imparate con EX90 ed EX30, due modelli che hanno sofferto in parte di gioventù software.
La piattaforma SPA3
Con l’EX60 debutta ufficialmente la SPA3, evoluzione della storica architettura modulare di Volvo. Dopo la SPA originaria, nata nel 2014 per i modelli ibridi e termici, e dopo la SPA2 utilizzata per la berlina ES90 e il SUV EX90, arriva ora una piattaforma interamente ripensata per l’elettrico. L’obiettivo è chiaro: offrire una base unica e flessibile, capace di ospitare più modelli di taglie diverse, garantendo al contempo efficienza produttiva e standard di sicurezza elevatissimi.
Oltre all’aspetto meccanico, SPA3 introduce un vero salto sul fronte digitale. Volvo ha sviluppato il cosiddetto Superset, un pacchetto software centralizzato che costituisce l’ossatura di ogni nuova vettura. In pratica, significa che funzioni di infotainment, guida assistita, gestione energetica e aggiornamenti OTA vengono scritti una sola volta e poi declinati su ciascun modello. Questo riduce la complessità, aumenta l’affidabilità e consente di aggiornare nel tempo le funzioni di sicurezza e comfort.
La nuova piattaforma non è solo sinonimo di prestazioni: grazie al megacasting e a processi di produzione semplificati, Volvo riduce costi e variabilità, aumentando la qualità percepita e diminuendo le emissioni derivanti dalla catena produttiva. L’EX60 diventa così il primo modello a incarnare la visione industriale di Volvo per il prossimo decennio, dove sostenibilità e innovazione non sono concetti separati, ma due facce della stessa strategia.
Prestazioni e innovazioni di sicurezza
Le indiscrezioni parlano di una batteria in grado di garantire oltre 700 km WLTP, un risultato reso possibile dall’aerodinamica ottimizzata e dall’adozione della tecnologia 800 Volt, già introdotta sulla berlina ES90. Ciò significa non solo maggiore autonomia, ma anche tempi di ricarica drasticamente ridotti, con la possibilità di recuperare centinaia di chilometri in pochi minuti.
La tradizione Volvo impone che la sicurezza sia l’elemento più distintivo. Per l’EX60 è previsto il debutto di un nuovo sistema di cintura adattiva, in grado di modulare il pretensionamento in base alla corporatura e alla postura del passeggero. Una tecnologia che, grazie agli aggiornamenti software, potrà evolversi nel tempo e diventare più precisa con l’uso di dati reali. A questo si aggiungeranno sistemi di guida assistita di livello superiore, con sensori migliorati e algoritmi più maturi rispetto a quelli installati su EX90.
Uno dei punti critici dei modelli precedenti era la lentezza del sistema operativo e la complessità dell’interfaccia. Con l’EX60, Volvo promette una UX più pulita, tempi di avvio ridotti e una grafica più coerente. Lo schermo centrale verticale resterà il fulcro della plancia, ma la logica di navigazione sarà semplificata, con un’integrazione più efficace degli assistenti vocali e dei servizi cloud.
Design e sfide di mercato
Le immagini teaser mostrano un profilo che richiama l’EX90, ma con linee più compatte e sportive. I fari “Thor’s Hammer” rimangono una firma inconfondibile, mentre la coda dovrebbe adottare gruppi ottici sdoppiati per migliorare l’aerodinamica. L’obiettivo è mantenere la family feeling senza cadere nella trappola della fotocopia in scala ridotta.
Con dimensioni paragonabili a quelle dell’attuale XC60, il nuovo SUV dovrà garantire spazio per una famiglia, un bagagliaio capiente e, se possibile, un frunk anteriore per ospitare cavi e piccoli oggetti. Sono dettagli che fanno la differenza nell’uso urbano e che incidono sulla percezione di praticità.
Il debutto dell’EX60 avverrà in un mercato densamente popolato: tra le rivali dirette figurano la nuova BMW iX3, l’aggiornata Audi Q4 e-tron, la futura generazione della Mercedes EQC e una lunga serie di proposte cinesi come BYD Tang, NIO ES6 e Zeekr X. In questo scenario, la vera arma di Volvo sarà la combinazione di autonomia superiore, qualità costruttiva svedese e una reputazione inossidabile nel campo della sicurezza.






