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    BMW X5, le novità attese della nuova versione Erev

    Non è un semplice restyling, ma una svolta concettuale che potrebbe portare il marchio tedesco a riaffermare il suo ruolo di leader

    BMW X5 versione Erev

    Quando si guarda al futuro della mobilità premium, il nome BMW X5 EREV inizia a comparire con crescente insistenza nelle analisi di settore. Si tratta di una sigla che unisce la tradizione dei grandi SUV bavaresi con la prospettiva di una tecnologia extended-range electric vehicle, cioè un sistema che promette di superare i limiti dell’autonomia delle auto a batteria grazie a un piccolo motore a combustione che funziona da generatore. Non è un semplice restyling, ma una svolta concettuale che potrebbe portare il marchio tedesco a riaffermare il suo ruolo di leader nell’innovazione automobilistica, soprattutto nei mercati dove la diffidenza verso i BEV puri è ancora forte.

    Cos’è un EREV e perché è diverso da un PHEV

    La differenza fra un EREV e un PHEV sta nel fatto che nel primo caso le ruote sono mosse soltanto da un motore elettrico, mentre il propulsore a benzina non ha alcun collegamento diretto con la trazione.

    Il motore termico, nel sistema EREV, agisce come range extender, ossia un generatore che entra in funzione soltanto per ricaricare la batteria durante il viaggio. Questo permette di mantenere intatta la natura elettrica della vettura, aggiungendo però la sicurezza di poter affrontare anche lunghi spostamenti senza dover pianificare soste frequenti alle colonnine.

    BMW conosce bene questo approccio, avendolo già sperimentato sulla i3 REx, ed è pronta a rilanciarlo in grande scala con un SUV come la nuova X5, puntando a offrire una soluzione ibrida di lungo raggio che sappia attrarre sia i clienti più tecnologici sia chi ancora non si fida della sola batteria.

    Architettura tecnica e soluzioni ingegneristiche

    Le indiscrezioni parlano di una stretta cooperazione con il gruppo ZF, che ha sviluppato sistemi modulari per i veicoli elettrici con range extender, denominati eRE ed eRE+. Queste architetture integrano inverter e ingranaggi planetari, e nelle versioni più evolute includono una frizione e un differenziale per funzioni di supporto alla trazione.

    Al centro del progetto troverebbe posto la nuova famiglia di celle cilindriche Gen6 di BMW, caratterizzate da maggiore densità energetica, ricarica più rapida e gestione termica ottimizzata. Si tratterebbe di pacchi compatibili con architettura 800 volt, un salto tecnologico che promette tempi di rifornimento decisamente inferiori rispetto agli standard attuali.

    Il possibile utilizzo di una batteria meno capiente rispetto ai modelli BEV consentirebbe di contenere i pesi, lasciando al range extender il compito di garantire l’autonomia necessaria per superare la soglia simbolica dei 1.000 chilometri complessivi. Questa soluzione equilibra prestazioni e efficienza senza sacrificare il comfort tipico della X5.

    Prestazioni attese e autonomia dichiarata

    Le anticipazioni più ottimistiche parlano di un’autonomia di circa 621 miglia, pari a oltre 1.000 chilometri, risultato ottenibile combinando la carica completa della batteria e il pieno di carburante del serbatoio destinato al generatore.

    Un valore del genere significherebbe ridurre l’ansia da ricarica, soprattutto in Paesi dove le infrastrutture di rifornimento rapido non sono ancora capillari. La X5 EREV diventerebbe così il SUV premium capace di unire la silenziosità e l’accelerazione tipiche di un elettrico con la prevedibilità dei viaggi a lunga percorrenza.

    Resta da definire la potenza del sistema, ma l’uso della piattaforma elettrica e delle competenze maturate con la iX lascia immaginare che le versioni più performanti possano collocarsi ben oltre i 300 kW.

    Il mercato della Cina sta premiando le architetture EREV, con marchi locali come Li Auto che hanno registrato un successo esplosivo. BMW intende intercettare questa tendenza proponendo un modello che sappia rispondere alle esigenze di chi vuole autonomia reale senza rinunciare al prestigio del brand tedesco.

    Nei mercati occidentali l’EREV può rappresentare una soluzione ponte tra i PHEV e i BEV, rivolgendosi a clienti ancora scettici verso l’elettrico puro. L’inserimento di una X5 EREV in gamma completerebbe la strategia multitecnologica di BMW, che già oggi include diesel, benzina, ibridi plug-in, elettrici e persino prototipi a idrogeno.

    Un SUV di questa categoria, con un’autonomia totale paragonabile a quella di un diesel tradizionale, sarebbe in grado di conquistare flotte, manager e famiglie abbienti che vogliono una soluzione di transizione senza sentirsi vincolati dalle limitazioni delle infrastrutture.

    La prossima generazione di X5, prevista attorno al 2026, nascerà da un’evoluzione della piattaforma CLAR, già compatibile con più varianti meccaniche. Ciò consente a BMW di contenere i costi e di offrire al cliente una scelta senza precedenti tra benzina, diesel, PHEV, BEV ed EREV.

    Le linee produttive di Spartanburg negli Stati Uniti e quelle in Cina sarebbero i principali poli di costruzione del nuovo modello, con una ripartizione pensata per servire i due mercati di riferimento: quello americano, storicamente legato ai grandi SUV, e quello cinese, dove la tecnologia EREV si sta imponendo come trend dominante.

    Secondo le fonti più attendibili, la presentazione ufficiale potrebbe avvenire fra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, con la commercializzazione avviata nei mercati chiave nel corso dello stesso anno. In Europa l’arrivo potrebbe essere leggermente posticipato, in base agli sviluppi delle normative sugli incentivi e sulle omologazioni.

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