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    MiMo e Monterey Car Week, dove le auto sono icone di bellezza

    Due mondi, due continenti, ma un unico linguaggio: quello della cultura automobilistica elevata ad arte pubblica

    MiMo e Monterey Car Week

    Da una parte c’è l’energia del Milano Monza Motor Show, sintesi italiana di design e passione meccanica. Dall’altra, l’eleganza della Monterey Car Week, teatro americano di una liturgia estetica che celebra il passato, il presente e il futuro dell’automobile come oggetto del desiderio e della memoria. Due mondi, due continenti, ma un unico linguaggio: quello della cultura automobilistica elevata ad arte pubblica.

    Lo spirito aperto del MiMo

    Nel cuore dell’Italia, tra i viali alberati di Milano e le curve leggendarie del circuito di Monza, il MiMo 2025 ha ribadito la sua natura fluida, partecipativa e spettacolare. A differenza delle tradizionali esposizioni statiche, qui le vetture non si limitano a farsi ammirare: si muovono, sfilano, si esibiscono. L’edizione di quest’anno ha coinvolto oltre cinquanta brand, tra cui Ferrari, Lamborghini, Pagani, Aston Martin, Lotus e McLaren, in una sorta di sinfonia meccanica su strada. Ma il MiMo non è soltanto passerella per supercar: è anche laboratorio urbano di innovazione, dove l’elettrico conquista la scena con prove dinamiche, test drive cittadini e performance su pista all’interno dell’Autodromo di Monza.

    A rendere il tutto ancora più intenso, la presenza della zona Electric Performance, sponsorizzata da Plenitude, ha trasformato l’approccio alla mobilità sostenibile in un’esperienza concreta, emozionale, vivace. Il pubblico ha potuto non solo osservare, ma provare sulla propria pelle le sensazioni offerte da modelli a zero emissioni capaci di accelerare come una sportiva termica. Le tribune gremite durante i drift show e le sfilate BMW hanno aggiunto pathos a un evento che non rinuncia mai allo spettacolo live come cifra distintiva.

    Monterey, il tempio dell’eleganza su ruote

    A migliaia di chilometri di distanza, in California, la Monterey Car Week 2025 ha rinnovato il suo status di riferimento assoluto per chi vive l’auto come oggetto collezionabile, culturale e artistico. Per oltre una settimana, tutta la penisola di Monterey si trasforma in un caleidoscopio di eventi esclusivi, raduni informali, anteprime di modelli, aste milionarie e competizioni storiche. Il clou resta l’appuntamento del Pebble Beach Concours d’Elegance, dove i capolavori del design automobilistico vengono giudicati per l’armonia delle linee, l’autenticità del restauro, l’equilibrio delle proporzioni.

    Il circuito di Laguna Seca, con la sua celebre curva del Cavatappi, ospita invece la Monterey Motorsports Reunion, dove le vetture d’epoca tornano a correre con grinta e orgoglio, tra odore di benzina e rombo di motori vintage. Non meno affascinanti sono le serate glamour, come il Jet Center Party o il Motorlux, in cui supercar moderne e jet privati condividono lo stesso spazio scenografico, dando vita a un immaginario in cui lusso e velocità si fondono in modo quasi cinematografico. Anche quest’anno, la presenza di brand europei e asiatici ha sottolineato come la Monterey Car Week non sia più solo americana, ma una vetrina globale della cultura automobilistica più raffinata.

    Due eventi, una sola filosofia di bellezza

    In entrambi gli appuntamenti emerge è un’idea profonda dell’automobile come estensione del pensiero creativo umano. Che si tratti del MiMo, con la sua voglia di spettacolarizzare il futuro elettrico senza rinunciare alla sensualità delle forme italiane, o della Monterey Car Week, custode della memoria meccanica e del gusto artigianale, il filo conduttore resta uno: la valorizzazione del design come linguaggio universale. A Milano le curve scolpite delle supercar incrociano l’architettura urbana, creando dialoghi visivi tra il passato neoclassico e il futuro ipertecnologico. A Pebble Beach i capolavori di carrozzeria diventano reliquie moderne, restaurate con maniacale precisione e caricate di storie familiari, industriali, sociali.

    Ma la bellezza non è solo nel passato. Entrambe le manifestazioni pongono attenzione anche al domani: le concept car, i prototipi full electric, le interpretazioni sostenibili del lusso testimoniano che la creatività automobilistica non si è mai fermata, ma evolve in sintonia con la società. E allora, l’elettrico diventa non più un obbligo normativo, ma una nuova grammatica espressiva, capace di generare emozione anche senza il rombo. Il pubblico, da parte sua, dimostra di non cercare più solo prestazioni, ma un’esperienza visiva e sensoriale completa, in cui ogni curva della carrozzeria, ogni materiale dell’abitacolo, ogni luce diurna racconta una filosofia, una promessa, un’identità.

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