Il nuovo Codice della Strada introduce un giro di vite su alcune delle violazioni più comuni alla guida, con l’obiettivo di ridurre il numero di incidenti e migliorare la sicurezza stradale. Ma il Codacons ha sollevato dubbi sull’effettiva efficacia delle nuove normative e ha sottolineato come senza un vero aumento dei controlli queste misure rischino di trasformarsi in un aggravio economico per pochi, piuttosto che in un reale deterrente per tutti.
Incremento delle sanzioni con il nuovo Codice della Strada
Le nuove regole del Codice della Strada prevedono sanzioni più severe per alcune violazioni come l’uso del cellulare alla guida, il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e il superamento dei limiti di velocità. Tra le novità più discusse ci sono la sospensione breve della patente, applicabile a chi ha meno di 20 punti, e il ritiro immediato per infrazioni gravi come guida in stato di ebbrezza o velocità eccessiva.
Il Codacons ha evidenziato che l’efficacia di queste misure dipende strettamente dal livello di controlli effettuati sulle strade. I dati relativi al 2023 mostrano che in molte aree del Paese, soprattutto al di fuori delle grandi città, i controlli sono insufficienti per garantire il rispetto delle norme. Secondo l’associazione, l’introduzione di sanzioni più severe senza un potenziamento del numero di pattuglie rischia di penalizzare solo una piccola parte di automobilisti, lasciando gran parte delle infrazioni impunite.
La mancanza di una pianificazione per il monitoraggio dei comportamenti alla guida ridurrebbe il potenziale deterrente delle sanzioni. In questo contesto, il Codacons ha richiesto al governo di destinare parte dei proventi delle multe al potenziamento delle forze dell’ordine e all’installazione di dispositivi di controllo più efficienti.
L’Osservatorio sulle multe, un punto critico per il Codacons
Un altro punto critico sollevato dal Codacons è il mancato avvio dell’Osservatorio sulle multe stradali, previsto dal decreto legge PA bis del 2023. Questo organismo, che avrebbe dovuto entrare in funzione entro novembre 2023, è stato progettato per monitorare l’uso dei proventi derivanti dalle sanzioni e garantire trasparenza nell’applicazione delle regole.
Secondo il Codacons, la mancata istituzione dell’Osservatorio compromette la credibilità del nuovo Codice della Strada. Senza un sistema di supervisione, diventerebbe difficile assicurarsi che le multe non siano utilizzate solo per fare cassa, ma piuttosto reinvestite in iniziative volte a migliorare la sicurezza stradale, come campagne di sensibilizzazione, manutenzione delle infrastrutture e potenziamento della segnaletica.
Questa lacuna si aggiunge alle preoccupazioni generali sull’applicazione delle normative, evidenziando come l’assenza di una supervisione strutturata possa minare la fiducia degli automobilisti verso il sistema sanzionatorio.
Il Codacons ha inoltre sottolineato come l’imminente aggiornamento degli importi delle multe, previsto per gennaio 2025, sia un altro peso economico per i cittadini italiani. Secondo le stime dell’associazione, l’aumento medio sarà del 6% che porta il costo di alcune sanzioni a livelli onerosi, soprattutto in un contesto di difficoltà economica generale.
Nel corso del 2024, gli enti locali hanno già incassato circa 1,6 miliardi di euro grazie alle multe, una cifra che, secondo il Codacons, rischia di aumentare ulteriormente senza produrre un reale miglioramento della sicurezza stradale. L’associazione critica inoltre la mancanza di un piano strutturato per destinare questi fondi a progetti di prevenzione o miglioramento della viabilità, lasciando così l’impressione che le sanzioni siano utilizzate principalmente per coprire i buchi di bilancio degli enti pubblici.






