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Manutenzione auto: quali sono le migliori app per ricordare le scadenze

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Ci pensa la tecnologia ad andare in soccorso degli automobilisti più smemorati o comunque meno attenti. Alla manutenzione dell’auto dovremmo prestare sempre la massima attenzione. Ma può capitare di dimenticare le date del tagliando o del cambio gomme. Fortunatamente ci pensano le applicazioni a monitorare il tutto nel modo più semplice possibile.

MyAuto e Veicoli – Gestione auto e moto

MyAuto permette di inserire i dati dell’auto e le date di quando è stato fatto un intervento di manutenzione. L’applicazione assicura una lunga lista di funzionalità, tra cui protezione tramite codice, gestione di tutte le tue spese, recupero automatico delle informazioni del veicolo inserendo la targa , tracciamento di tutti gli interventi effettuati sul veicolo, gestione di tutte le scadenze.

Come la precedente, anche Veicoli – Gestione auto e moto dopo aver caricato rapido date e interventi, aiuta il proprietario dell’auto nella manutenzione ricordando volta per volta gli interventi da effettuare. Ma anche nella gestione multe, tagliando con reminder, tagliando eseguito e scadenze personali.

MySermetra e iPatente

Anche per questa difficile situazione il mondo tecnologico ci viene in aiuto con alcune valide app per non sforare le scadenza. MySermetra consente di gestire, tramite una schermata semplice e chiara tutte le scadenze: assicurazione, bollo, patent. Oltre a questo servizio invia notifiche push di aggiornamento sulle normative nel settore automobilistico.

In sintesi, basta effettuare il login e accedere a servizi personalizzati come gestione delle scadenze della revisione, ricerca dell’agenzia più vicina in base alla distanza di percorrenza stradale, gestione delle scadenze del bollo, possibilità di associare la propria anagrafica all’agenzia di fiducia, servizio di push notification per news e scadenze, gestione delle scadenze dell’assicurazione.

iPatente è di vitale importanza nell’aiutare a gestire tutto ciò che ha a che fare con la patente: dalla scadenza. Oltre al saldo aggiornato dei punti sulla patente di guida, permette di verificare la scadenza di validità e le variazioni di punteggio.

Consente anche di verificare lo stato di avanzamento del processo di lavorazione delle pratiche in corso presso la Motorizzazione, in caso di rinnovo patente, variazione di residenza o di richiesta duplicato a seguito di smarrimento o furto della patente o della carta di circolazione. Tra le facilitazioni c’è la possibilità di trovare l’indirizzo e localizzare sulla mappa gli ufficio della Motorizzazione su tutto il territorio nazionale.

Incentivi auto diesel 2020: nuovi modelli in sconto con e senza rottamazione

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Continua a esserci spazio per gli incentivi auto e, anzi, il governo che ha deciso di rafforzarli fino al 31 dicembre 2020. A tal punto che anche le auto alimentate a gasolio sono state incluse tra quelle da comprare con una riduzione. Non tutte, ma il passaggio è di certo importante per smuovere il mercato. Sebbene le maglie siano diventate più larghe, a fare la differenza continuano a essere le basse emissioni. Il problema è in realtà un altro: le risorse per le auto a diesel Euro 6 sono andate esaurite in poco più di una settimana. Ma con una indispensabile precisazione.

I fondi sono terminati poiché prenotati dai concessionari che ne hanno fatto richiesta. Di conseguenza chi è interessato può comunque andare a caccia del modello preferito, chiedendo però se è acquistabile con il bonus in vigore. Tuttavia essendo il decreto che ha previsto gli incentivi in fase di conversione in parlamento, non sono escluse novità per accogliere le richieste degli operatori del settore.

Nuovi modelli auto a diesel da comprare con incentivi auto

Anche le auto alimentate a diesel rientrano a pieno titolo tra quelle da comprare gli incentivi. Purché il propulsore sia un Euro 6, il livello di emissioni di anidride carbonica sia più basso di 110 grammi per chilometro e il prezzo d’acquisto inferiore a 40.000 euro, Iva esclusa. Il mercato offre anche queste 6 opportunità:

Bmw X2 sDrive: 1.496 cc da 116 CV, emissioni di CO2 pari a 106 grammi per chilometro, 34.400 euro (prezzo di listino), 32.650 euro (prezzo senza rottamazione), 30.900 euro (prezzo con rottamazione)

Honda Civic 5 porte allestimento Comfort: 1.597 cc da 120 CV, emissioni di CO2 pari a 90 grammi per chilometro, 25.100 euro (prezzo di listino), 23.100 euro (prezzo senza rottamazione), 21.350 euro (prezzo con rottamazione)

Mercedes Classe A 4 porte allestimento Executive: 1.461 cc da 95 CV, emissioni di CO2 pari a 105 grammi per chilometro, 28.630 euro (prezzo di listino), 26.880 euro (prezzo senza rottamazione), 25.130 euro (prezzo con rottamazione)

Opel Corsa Edition: 1.499 cc da 102 CV, emissioni di CO2 pari a 85 grammi per chilometro, 18.050 euro (prezzo di listino), 16.050 euro (prezzo senza rottamazione), 14.300 euro (prezzo con rottamazione)

Renault Captur Blue dCi 8V Edc allestimento Business: 1.461 cc da 116 CV, emissioni di CO2 pari a 108 grammi per chilometro, 26.350 euro (prezzo di listino), 24.600 euro (prezzo senza rottamazione), 22.850 euro (prezzo con rottamazione)

Skoda Superb Scr Dsg allestimento Executive: 1.968 cc da 122 CV, emissioni di CO2 pari a 90 grammi per chilometro, 37.300 euro (prezzo di listino), 35.300 euro (prezzo senza rottamazione), 33.550 euro (prezzo con rottamazione)

Audi Q5 Sportback 2020-2021: motori, interni e design del nuovo suv coupé

Questo è il periodo dei suv coupé e la nuova Audi Q5 Sportback ne è uno degli esempi più chiari. Disponibile con le stesse caratteristiche e prestazioni del modello base, si tratta di un nuova variante della gamma del costruttore tedesco. A parte la forma del tetto e della poppa, Audi Q5 Sportback non differisce infatti molto dal Q5. Le novità vanno infatti cercate nel design dei cerchi in lega leggera, nella griglia del radiatore ridisegnata e nelle prese d’aria leggermente ritoccate nel paraurti.

Anche il paraurti posteriore è progettato in modo diverso. La lunghezza del corpo è aumentata di 7 mm fino a 4.689 mm, ma la larghezza e l’altezza sono ancora rispettivamente pari a 1.893 e 1.662 mm. Tra l’altro il coefficiente di resistenza del crossover coupé Audi Q5 Sportback è lo stesso di quello dell’auto originale.

Interni e design Audi Q5 Sportback 2020-2021

La nuova configurazione con tetto ribassato di Audi Q5 Sportback rendono gli spazi un po’ più angusti con lo spazio sopra le loro teste che è ridotto di un paio di centimetri. Anche il volume del bagagliaio diminuisce tra 550 litri a 510 litri, ma può essere aumentato spostando il divano posteriore regolabile in lunghezza e inclinazione dello schienale in avanti.

All’interno trovano spazio il pannello anteriore già familiare dalla Audi Q5 aggiornata e il sistema multimediale MMI con touchscreen da 10,1 pollici. Il sistema offre una schermata iniziale personalizzabile e tocchi moderni, inclusi aggiornamenti over-the-air per modifiche al software o correzioni di bug. Il design interno è rivestito con materiali di fascia alta nel segno dell’eleganza e della raffinatezza.

Audi Q5 Sportback 2020-2021: motori e prestazioni

Anche sotto al cofano non ci sono grandi sorprese. Audi Q5 Sportback 40 TDI è equipaggiata con un turbodiesel da 2.0 litri che produce 204 CV e 400 Nm. La casa automobilistica tedesca ha già annunciato un motore TDI a 4 cilindri, di un V6 TDI MHEV 48V e di due propulsori 2.0 TFSI MHEV 12V. Il suv sarà quindi proposto con un powertrain ibrido plug-in TFSI, offerto con due livelli di potenza e nella variante sportiva SQ5.

Audi Q5 Sportback arriverà nelle concessionarie nel primo semestre del 2021. L’elettrificazione ha interessato l’intera gamma di motori: i quattro cilindri sono dotati di sovrastrutture ibride da 12 volt mentre i motori V6 hanno generatori di avviamento da 48 volt. Il prezzo di Audi Q5 Sportback 2020-2021 nelle sua varie configurazioni non è stato annunciato ma ci aspettiamo un aumento di circa 4-5.000 euro rispetto alla versione base adesso in vendita.

Auto elettriche e assicurazione, come risparmiare sulla Rc auto

E se decidessimo di acquistare un’auto elettrica, una di quelle che non inquina, costa poco e su cui l’Italia sta finalmente decidendo di investire, come dobbiamo comportarci con l’assicurazione? Nessun panico e nessuna stranezza. L’unica differenza rispetto alle auto tradizionali (a benzina e diesel, ma anche gas e metano) è nel prezzo: assicurare un’auto elettrica può costare tendenzialmente di meno.

Punto in comune sono i documenti necessari per sottoscrivere un contratto ovvero carta di identità e codice fiscale personali, carta di identità e codice fiscale del familiare da cui si vuole ereditare la classe di merito, contratto di assicurazione del familiare, attestato di rischio di entrambi i guidatori, libretto del veicolo assicurato e di quello da assicurare, stato di famiglia certificante l’appartenenza allo stesso nucleo familiare.

Come risparmiare Rc auto elettriche

Già, ma quanto assicurare un’auto elettrica può costare di meno? Nel calcolo della polizza, le compagnie prendono in considerazione due elementi: quelli soggettivi e quelli oggettivi. Nei primi rientrano il genere, l’età, lo scopo per cui si utilizza il mezzo, la classe bonus-malus, l’anzianità della patente, i componenti della famiglia. Fra gli elementi oggettivi ci sono invece il peso maggiore va attribuito alla provincia d’immatricolazione dell’auto e alla residenza del guidatore, alla cilindrata, alla presenza dell’Abs e, appunto, all’alimentazione dell’auto.

Calcolatrice alla mano, le auto elettriche, in termini assicurativi, sono quelle più convenienti; i veicoli diesel, all’opposto, i più svantaggiati. A ogni modo, appare necessario confrontare i prezzi delle compagnie assicurative. Chiaramente, nonostante la liberalizzazione del mercato assicurativo è in vigore una certa regolamentazione assicurata da autorità indipendenti. L’Ivass ad esempio, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, garantisce la trasparenza dei prodotti, nell’interesse degli assicurati e dei cittadini italiani.

Niente panico dunque, ma cercare di risparmiare sul costo di acquisto, il primo utile suggerimento è di confrontare i preventivi proposti dalle numerose piattaforme create ad hoc per il mondo dell’assicurazione auto. In linea di massima, le polizze sottoscritte via web sono più economiche rispetto a quelle delle società fisiche di assicurazione.

Diverse modalità di Rc auto

Anche nel caso delle auto elettriche è quindi possibile personalizzare la polizza tra guida libera in cui il veicolo può essere guidato da chiunque, guida esperta in cui il veicolo può essere guidato solo da conducenti con età uguale o superiore rispetto a un limite predefinito (generalmente tra 25 e 26 anni), guida esclusiva in cui il veicolo può essere guidato solo dal contraente che sia anche proprietario.

Suzuki Vitara Hybrid, nuovo suv 2020 dai bassi consumi

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Il dna è sempre lo stesso, ma adesso il nuovo Suzuki Vitara Hybrid è alimentato da un motore 1.4 Turbo Boosterjet abbinato alle tecnologie ibirde 4×4 AllGrip. Il risultato è un suv performante su fondi stradali difficili e condizioni meteo sfavorevoli, ma anche in grado di contenere le emissioni e garantire risparmio di spesa di carburante. La tecnologia hybrid da 48V, i dispositivi di guida autonoma di livello 2 di serie e il sistema Suzuki AllGrip Select rappresentano la combinazione tra sicurezza, prestazioni ed efficienza.

Il nuovo Vitara Hybrid presenta uno stile deciso e interni ricercati: il frontale con accenti cromati nella mascherina a cinque feritoie, i gruppi ottici posteriori LED con disegno 3D e i nuovi proiettori Full LED dal design rinnovato, con inserti orizzontali azzurri, assicurano un look moderno e una firma luminosa di personalità.

Suzuki Vitara Hybrid, caratteristiche tecniche

La gamma dei colori della carrozzeria permette un’ampia possibilità di scelta tra diverse tinte bicolore: lo sportivo e vivace Giallo Tibet metallizzato, il sofisticato Grigio Glasgow metallizzato e altri colori da abbinare al tetto nero metallizzato. I materiali di qualità e l’eleganza delle linee rendono l’abitacolo moderno grazie all’adozione di inserti soft touch e la presenza di dettagli argento su plancia, porte e console centrale. La strumentazione ha un disegno in linea con il carattere di un suv.

Il sistema di infotainment si riassume in un display touchscreen da 7 pollici, che consente l’utilizzo di funzionalità multimediali tra cui audio, telefono vivavoce, sistema di navigazione e integrazione dello smartphone.

Tecnologie di sicurezza innovative a bordo

Di grande aiuto per il guidatore è il pacchetto Adas che riduce stress e rischi. Suzuki Vitara Hybrid porta con sé evoluti sistemi di sicurezza attiva che offrono una maggiore tranquillità alla guida. Il suv è dotato dei dispositivi di guida autonoma di livello 2 basati sul Dual Sensor Brake Support (DSBS) che comprendono i sistemi: attentofrena (frenata automatica d’emergenza), guidadritto (mantenimento corsia), restasveglio (monitoraggio colpi di sonno), occhioallimite (riconoscimento segnali stradali), guardaspalle (monitoraggio angoli ciechi), vaipure (controllo angoli ciechi in retromarcia) e Adaptive Cruise Control.

Di serie su tutti gli allestimenti del suv giapponese trovano spazio, il nuovo sistema My Drive, con LCD a colori da 4,2 pollici, che permette di apprezzare le animazioni delle modalità di trazione integrale AllGrip Select, l’accelerazione laterale, la potenza, la coppia erogata, l’utilizzo dell’acceleratore, dei freni e il funzionamento della tecnologia Suzuki Hybrid.

BMW Serie 1 2020-21: trazione anteriore, abitabilità e tanta tecnologia

La terza generazione della BMW Serie 1 è stata accompagnata da un cambio di prospettiva per la casa automobilista tedesca, a iniziare dall’adozione di un sistema di trazione anteriore per poi passare a importanti miglioramenti nella sezione tecnologica fino ad arrivare all’aumento degli spazi per i passeggeri. La Serie 1 è il risultato del nuovo linguaggio di design del marchio tedesco che le dona una griglia più grande.

Cosa c’è di nuovo nella BMW Serie 1 2020

BMW Serie 1 2020, venduta solo nella versione a cinque porte, è lunga 4,32 metri, larga 1,8 metri e alta 1,43 metri con passo di 2,67 metri. Se c’è qualcosa che si percepisce non appena si entra nell’abitacolo della nuova BMW Serie 1 2020 è lo spazio extra a disposizione. Lo spazio per le gambe cresce di 33 millimetri, mentre la testa può fruire di 19 millimetri in più nel caso di avere un tetto panoramico, disponibile per la prima volta sul modello, con apertura esterna.

Nella parte posteriore ci sono anche 13 millimetri in più di larghezza tra i gomiti, mentre in quella anteriore aumenta di 42 millimetri. Anche il bagagliaio fa segnare un punto a favore in termini di capienza rispetto alla precedente Serie 1. In particolare si tratta di 380 litri ovvero 20 in più, cifra che può arrivare fino a 1.200 in caso di ribaltamento dei sedili posteriori.

Il tetto panoramico favorisce l’ingresso della luce all’interno dell’auto e dona un maggior senso di spaziosità. Da segnalare alcune nuove modanature a strisce retroilluminate che sono opzionali e offrono tre diversi design. Sul versante tecnologico ecco l’equipaggiamento la presenza del sistema operativo 7.0 del marchio tedesco che può incorporare la funzione di controllo dei gesti. La richiesta viene effettuata tramite uno schermo di 10,25 pollici disposto al centro del cruscotto. Sotto il display si trovano i comandi fisici del climatizzatore mentre nella console centrale troviamo la rotellina di controllo del sistema di infotainment e un’altra serie di pulsanti, tra cui lo starter. Inoltre sono presenti il BMW Live Cockpit Professional ovvero il cruscotto digitale e l’Head-Up Display come optional.

BMW Serie 1 2020-21 con motori diesel o benzina

La gamma meccanica della nuova BMW Serie 1 2020 è composta da due motori benzina e tre diesel, ai quali si aggiungerà una nuova opzione benzina alla fine del 2020. I primi sono il 118i, tre cilindri e 140 CV e l’ M135i xDrive, il quattro cilindri più potente nella storia del marchio con 306 CV. Quest’ultimo è in grado di accelerare da 0 a 100 chilometri orari in 4,8 secondi, cifra che migliora di un decimo nel caso di equipaggiamento del pacchetto M Performance. La velocità massima è di 250 chilometri orari.

Le unità diesel si compongono della 116d con tre cilindri e 116 CV, seguito da altri due, il 118d da 150 CV e il 120d da 190 CV. Come optional, il cambio a sette marce con doppia frizione Steptronic può essere installato sulle versioni 116d e 118i. Lo stesso accade con la trasmissione Steptronic a otto velocità nel caso della 118d, che è la stessa offerta dalla 120d di serie. Da parte sua, l’M135i xDrive offre di serie la trasmissione Steptronic Sport a otto rapporti. A novembre 2020 sarà in vendita la versione 128ti di BMW Serie 1 con motore a benzina e assetto sportivo.

Attestato di rischio 2020, regolamento e come ottenerlo

L’attestato di rischio è il documento che attesta la posizione dell’assicurato ovvero indicati la tariffazione del rischio, i sinistri pagati con responsabilità esclusiva o paritaria e la classe di merito. Le compagnie assicurative sono obbligate a trasmettere alla banca dati dell’Ivass le informazioni di ogni singolo attestato di rischio almeno 30 giorni prima della scadenza del contratto Rc auto. Spetta poi all’Istituto per la vigilanza sulle assicurazione sanzionare quelle inadempienti.

L’obiettivo della smaterializzazione dell’attestato di rischio è combattere le truffe. Basta spostare lo sguardo al passato per scoprire che c’era chi alterava il documento simulando una classe di merito più bassa per avere una tariffa inferiore. Oggi l’archivio informatico impedisce questo tipo di frodi.

Come funziona l’attestato di rischio

La compagnia assicurativa comunica con una lettera a casa di avere creato nel suo sito web un’area riservata alle posizioni assicurative e fornisce username e password per l’accesso. Qui è possibile consulterete l’attestato. In alternativa l’assicurato può farsi inviare l’attestato di rischio via posta elettronica o consultarlo tramite un’app per smartphone o per tablet. Nonostante se ne parli da tempo, non è possibile consultare l’attestato di rischio attraverso Facebook e Twitter.

L’Ivass può verificare, per ciascuna impresa, quanti attestati sono stati comunicati alla banca dati; sono stati comunicati in ritardo, cioè con un anticipo inferiore a 30 giorni rispetto alle singole scadenze contrattuali; sono stati riclassificati, cioè hanno subito modifiche alla classe di merito di assegnazione, al pagellino sinistri, al dettaglio dei sinistri paritari.

Attestato di rischio per chi cambia compagnia

Il nuovo regolamento sull’attestato di rischio si basa su tre principi: semplificazione mediante ricorso all’innovazione tecnologica in luogo della produzione cartacea; snellimento del processo del ramo Rc auto; creazione di uno strumento di deterrenza alle frodi collegate con la falsificazione degli attestati di rischio cartacei. Chi vuole cambiare compagnia non dove più presentare l’attestato di rischio alla nuova assicurazione. Sono le stesse imprese e i loro agenti assicurativi a occuparsi di questi aspetti burocratici: basta un clic, e consultano un documento sicuro ovvero impossibile da alterare.

Il servizio messo a disposizione dalle assicurazioni deve essere gratuito: così dice la legge. In caso contrario occorre inoltrare immediata segnalazione all’Ivass. Qualunque sia il mezzo per leggere l’attestato, la compagnia deve garantire la possibilità di stampare il documento in modo facile. Fa fede il documento presente nella banca dati Ivass.

Dischi freno per auto, quando devono essere sostituiti

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La sostituzione del disco freno per auto è un’importante azione di manutenzione che non deve essere trascurata. In termini pratici significa eliminare i vecchi rotori dei freni e installare quelli nuovi. Guidare un’auto con i dischi dei freni usurati è un rischio da non correre perché l’efficienza del sistema frenante viene messa in discussione con possibili conseguenze disastrose per tutti: per chi guida, per i passeggeri e per tutti gli altri attori sulla strada, dagli automobilisti ai pedoni.

Non solo, ma dal punto di vista strettamente economico, i dischi freno usurati fanno aumentare i costi di manutenzione dell’auto perché le altre componenti che circondano i rotori dei freni e ne assicurano il funzionamento possono danneggiarsi.

Come accorgersi quando cambiare le pastiglie o i dischi

La questione della sostituzione dei dischi freno per auto non è di immediata risoluzione. Non è infatti così semplice capire quando è necessario rimpiazzare i dischi freno oppure se è sufficiente cambiare le pastiglie dei freni. Un occhio e un orecchio esperti individuano subito la risposta, ma sebbene dischi e pastiglie possano inviare segnali simili, con un po’ di attenzione anche i neofiti riescono a distinguere le differenze.

Il modo più semplice è girare completamente il volante dell’auto fino a far puntare le ruote all’estrema destra o all’estrema sinistra. Con questa angolazione si ha una migliore visuale dell’impianto frenante ed è possibile vedere con chiarezza lo spessore dei freni rimanenti. Il segnale d’allarme dei dischi freno per auto è invece la presenza di una scanalatura sul rotore. Si tratta del classico segno di usura che suggerisce la sostituzione. Un buon disco dovrebbe essere liscio con una superficie lineare senza zone ruvide o scanalature.

Quando sostituire i dischi freno per auto

Non ci sono solo i segnali visivi a fornire preziose indicazioni. Dal punto di vista acustico, il suono stridente del sistema frenante dell’auto indica che le pastiglie dei freni sono usurate e occorre procedere alla sostituzione in tempi stretti. Cigolii e stridii sono invece i tipici segnali dell’usura del rotore del freno. Il passaggio successivo non può che essere la sostituzione.

Di positivo c’è che le nuove tecnologie a bordo delle auto di recente costruzione forniscono un aiuto prezioso. Le troviamo sempre più di frequente non solo su suv e crossover, berline e sportive. Anche un numero crescente di utilitarie e di city car sono equipaggiate con sistemi avanzati per la sicurezza di guidatore e passeggeri.

Pensiamo ad esempio all’ABS (Antilock Braking System) che notifica al conducente il momento in cui sostituire le pastiglie dei freni. I sensori trasmettono le informazioni al cruscotto dell’auto e il gioco è fatto. Anche se non esiste una indicazione predefinita, la durata media dei dischi dei freni per auto è di circa 80.000 chilometri. Tuttavia sono numerosi i fattori che incidono sulla longevità, come il tipo di veicolo e lo stile di guida.

In ogni caso, la sostituzione dei dischi dei freni non è un’operazione complicata da fare anche se è sempre preferibile chiedere aiuto agli esperti.

Suv elettrico Lucid, le anticipazioni di Project Gravity

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Ci sarà anche un suv elettrico a firma Lucid Motors. La casa automobilistica ha scelto il giorno della presentazione della berlina Air per rivelare l’anticipazione. Intendiamoci, le informazioni rivelate sono pressoché nulle poiché ci sono solo l’annuncio e una immagine diffusa attraverso i social che mostra solo un angolo del suv e della berlina Air sullo sfondo.

Peter Rawlinson, CEO e CTO di Lucid Motors, ha confermato che la piattaforma di Air supporterà il suv con Lucid che prevede che la produzione del suv inizierà all’inizio del 2023. La carrozzeria è ricca di curve con ampi passaruota e un notevole spazio per la testa insieme a una finitura bicolore con il tetto e il montante D in un tono più chiaro. Non mancheranno anche dettagli di stule come le maniglie nascoste delle porte e lo stesso formato di sottili luci a Led orizzontali che percorrono la parte anteriore e quella posteriore quasi da un angolo all’altro.

Project Gravity, suv elettrico di Lucid

Proprio dall’immagine diffusa possiamo notare la presenza di toni metallici bicolore nel suv Lucid con i montanti e il tetto di un colore più chiaro rispetto alla maggior parte del corpo. Le maniglie delle porte sono a filo con la carrozzeria e i fari sottili imitano gli occhi dell’Air. Questo prototipo sfoggia anche un box da tetto che sembra riflettere la finitura bicolore del veicolo.

Come spiega il marchio, questo Gravity sarà un modello spazioso con una capacità di sette posti reali, e scommettiamo che il suo design interno sarà molto simile a quello del Lucid Air. Il costruttore fa presente che Project Gravity arriverà nelle strade nel 2023, ma già nel 2021 si prevede l’apertura del periodo di prenotazione e che in via progressiva saranno resi noti dettagli sul suv che punta a diventare l’anti Tesla Model X.

Autonomia e ricarica suv elettrico Lucid

Il suv sarà quindi costruito sulla stessa piattaforma dell’Air, la cosiddetta Lucid Electric Advanced Platform. Significa che con ogni probabilità di ereditare il propulsore con due motori elettrici per la trazione integrale e un pacco batterie da 113 kWh che dovrebbe garantire una potenza simile tra 620 e 800 CV, forse anche i 1.080 CV della Lucid Air Dream Edition, ma anche un’autonomia leggermente inferiore agli 832 chilometri di cui è capace la berlina. Quest’ultima è appunto disponibile nella Dream Edition con autonomia di 800 chilometri, 1.080 CV di potenza e la possibilità di guadagnare 482 chilometri di percorrenza in 20 minuti.

Ecco quindi la Grand Touring con autonomia di 832 chilometri e 800 CV di potenza con la stessa velocità di ricarica. In calendario per la fine del 2021 c’è anche la Air Touring con 653 chilometri di autonomia, 620 CV e stesso sistema di ricarica. Nel 2022 ci sarà anche la entry level Air, di cui Lucid Motors non ha comunicato le specifiche.

Kia Ceed, assistenti smart personali per una guida più sicura

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Cresce il livello di sicurezza a bordo delle auto Kia e la dimostrazione arriva dalla dotazione aggiornata di Kia Ceed. Le funzioni innovative con cui è stata equipaggiata sono pensate per rendere questo modello più sicuro, ma anche per facilitare la vita stradale di tutti i giorni tra ingorghi, parcheggi stretti e guida notturna.

Le facilitazioni si rivelano particolarmente gradite nella versione station wagon per via delle maggiori dimensioni e dunque per le inevitabili difficoltà supplementare a muoversi negli spazi più angusti.

Guida più sicura con Kia Ceed

Andando allora a spulciare le novità che caratterizzano Kia Ceed in termini di sicurezza, sono cinque i servizi a bordo da segnalare:

Lane Following Assist: questo sistema segna la nuova frontiera della guida semi-automatica. Il sistema LFA (guida autonomia di secondo livello) modula accelerazione, frenata e sterzo in base al veicolo che precede, gestendo gli ingorghi stradali in modo più semplice e sicuro. La telecamera e i sensori radar permettono di rispettare la distanza di sicurezza, ma monitorano anche la segnaletica orizzontale per mantenere l’auto al centro della corsia. Il sistema LFA è attivo tra 0 e i 180 chilometri orari.

Sistema di regolazione automatica abbaglianti: quando la telecamera integrata nel parabrezza rileva i fari di un veicolo incrociante di notte, il sistema High Beam Assist passa immediatamente agli anabbaglianti per evitare di confondere gli altri conducenti. Solo dopo che l’auto è transitata, gli abbaglianti si ripristinano in automatico.

Sistema di monitoraggio veicoli in avvicinamento in retromarcia: quando viene innestata la retromarcia per uscire da un parcheggio o un vialetto, il sistema radar Rear Cross Traffic Collision Warning segnala i veicoli lungo la traiettoria.

Retrocamera: offre una visuale completa dello spazio in coda al veicolo durante i parcheggi in retromarcia, tracciando una serie di linee guida dinamiche sul display di navigazione per assistere la manovra.

Sistema di monitoraggio angolo cieco: il sistema Blind-Spot Collision Warning riceve i segnali emessi dai sensori radar per monitorare gli angoli ciechi e avvisare il conducente dell’arrivo di un veicolo accendendo una spia nel retrovisore esterno. Il sistema Lane Change Assist si occupa del cambio corsia. Impostando l’indicatore prima dello spostamento, il sistema controlla l’eventuale presenza di veicoli in avvicinamento nelle corsie parallele e attiva una luce lampeggiante nel retrovisore esterno per avvisare il conducente.