Quando nel 1996 fece il suo debutto, la Porsche Boxster conquistò il cuore degli appassionati grazie alla sua guida coinvolgente, al motore centrale e al design puro da roadster. Oggi, quasi trent’anni dopo, la casa di Zuffenhausen si prepara a scrivere un nuovo capitolo per questo modello iconico con una versione elettrica che sarà costruita sulla piattaforma PPE (Premium Platform Electric) sviluppata da Porsche e Audi.
La transizione non è solo tecnica, ma culturale. Porsche ha sempre costruito la reputazione della Boxster attorno al piacere di guida analogico, al suono inconfondibile del motore boxer e a un telaio bilanciato in modo magistrale. Con la nuova 718 elettrica, il brand punta a trasferire queste sensazioni nel mondo della mobilità a zero emissioni, senza perdere l’anima sportiva che ha reso celebre questo modello. Le immagini camuffate dei prototipi già in fase di test confermano un’impostazione da vera sportiva, con un design snello, basso e proporzionato, pur con un aggiornamento stilistico per integrarsi con la nuova famiglia elettrica di Porsche.
La piattaforma PPE per la Porsche 718 Boxster
Il cuore tecnologico della nuova 718 Boxster sarà appunto la piattaforma PPE, la stessa base su cui poggia anche la futura Macan elettrica. Significa architettura a 800 volt, compatibilità con ricarica ultra-rapida fino a 270 kW e soprattutto la possibilità di offrire prestazioni elevate unite a un baricentro basso, grazie al posizionamento delle batterie nel pianale. Porsche ha dichiarato che l’obiettivo è replicare la dinamica di guida tipica del motore centrale con una gestione elettronica della trazione e una ripartizione dei pesi ottimizzata per l’uso sportivo.
Le prime versioni della nuova 718 dovrebbero adottare una configurazione con motore posteriore singolo, per restare fedeli all’essenza da trazione posteriore pura. Sono previste anche varianti più spinte con doppio motore e trazione integrale, pensate per chi cerca il massimo delle prestazioni e dell’accelerazione. In termini di potenza, non è escluso che si superi abbondantemente la soglia dei 400 CV sulle versioni GTS o Turbo, raggiungendo livelli di prestazioni riservati alle 911 più potenti.
Un’altra novità è l’approccio modulare della piattaforma, che permetterà a Porsche di giocare con la capacità delle batterie a seconda delle versioni e dei mercati, mantenendo un’autonomia adeguata per l’uso quotidiano ma anche per viaggi più lunghi. I dati non sono ancora ufficiali, ma si parla di oltre 500 chilometri di autonomia WLTP sulle versioni più efficienti.
Cosa aspettarsi dal ritorno della Boxster
Il lancio della nuova generazione della 718 non è privo di incognite. Una delle principali riguarda i fornitori di batterie: Porsche, come molte altre case automobilistiche, ha dovuto affrontare difficoltà legate all’approvvigionamento e alla produzione su larga scala. Il fallimento del partner Northvolt per la linea specifica destinata alla sportiva ha causato qualche incertezza. Fonti interne indicano che Porsche sarebbe già al lavoro per sostituire il fornitore e rispettare la finestra temporale del 2025 per la presentazione ufficiale e il debutto commerciale della nuova Boxster.
La 718 è stata a lungo l’entry-level della gamma sportiva, molto amata per il rapporto prezzo ed emozioni. Portarla nel mondo elettrico significherà anche ripensare il posizionamento economico, perché la tecnologia delle batterie e delle piattaforme richiede costi di produzione più elevati. Nonostante ciò, il marchio conta sull’affezione dei clienti e sul crescente interesse verso veicoli elettrici dalle prestazioni autentiche.
Porsche ha il vantaggio competitivo di essere riuscita, con la Taycan, a dimostrare che l’elettrico non significa necessariamente freddezza o distacco emotivo dalla guida. L’esperienza accumulata con quella berlina sportiva sarà ora trasferita su un progetto più compatto, leggero e vicino alla filosofia delle auto sportive pure.






