Quando Ford ha cessato la produzione della Fiesta in Europa nel 2023, lo ha fatto con una certa solennità: il nome che per decenni fu pilastro del segmento B è stato ritirato dal listino, lasciando un vuoto sentimentale e strategico. Il sito di Colonia, dove la Fiesta era prodotta, è stato convertito in un centro per veicoli elettrici, con l’obiettivo di sostenere le ambizioni EV del marchio.
Nel frattempo, Ford ha sviluppato partnership e piattaforme condivise: in Europa la gamma EV già esistente – come Explorer EV e Capri EV – poggia sulla architettura MEB del Gruppo Volkswagen.
Rumor, indizi e segnali nel mercato
Non esiste ancora un annuncio ufficiale che confermi una Fiesta EV nel 2026. Tuttavia, vari indizi incrementano la plausibilità dell’operazione.
Un elemento chiave è una comunicazione rivolta alla rete di concessionari tedeschi, in cui il responsabile Ford Germania ha dichiarato che il marchio investirà in più veicoli a propulsione ibrida e completamente elettrica. In quella comunicazione non è stato nominato direttamente il nome Fiesta, ma la frase è sufficiente per alimentare le speculazioni su un suo possibile ritorno.
Secondo le ricostruzioni del sito Electrek, la riproposizione della Fiesta in versione EV potrebbe essere favorita dalla partnership tra Ford e Volkswagen, tramite l’uso del MEB Entry (la porzione small della piattaforma MEB) su cui nasceranno i futuri modelli compatti del gruppo VW, come ID.2 / ID.Polo. La Ford Fiesta elettrica potrebbe condividere quell’ossatura modulare, alleggerendo i costi di sviluppo.
AutoExpress aggiunge dettagli sul potenziale pacco batterie e prestazioni: si vocifera che la Fiesta EV potrebbe offrire autonomia nell’ordine di circa 450 km WLTP e capacità di ricarica DC fino a 125 kW, speculare a quanto previsto per la VW ID.2. Il frontale potrebbe essere molto pulito, con luci LED con firma luminosa a barra e superfici schermate. Il modello probabilmente sarà a cinque porte, senza versioni tre porte.
Ciononostante, alcuni analisti hanno etichettato molte delle indiscrezioni più estreme (date con cifre molto aggressive o lanci 2026 certi) come fake news o riempitive generate da intelligenza artificiale. In altre parole, non tutto ciò che circola va preso come probabile.
Infine, un ulteriore segnale utile arriva dal calendario: Ford avrebbe indicato che nuovi modelli passeggeri potrebbero essere introdotti in Europa nel 2027, suggerendo che eventuali novità compatte potrebbero avere un ritardo rispetto al 2026.
Come potrebbe essere la Fiesta EV 2026
Partiamo dall’architettura: una Fiesta elettrica dovrebbe adattarsi a una piattaforma compatta e a basso costo, probabilmente derivata o condivisa con MEB Entry, per contenere prezzo, peso e complessità. La trazione potrebbe essere anteriore (FWD) o, in una configurazione sportiva, la soluzione potrebbe includere motore posteriore per versioni più prestanti. Le batterie ipotizzate variano da ~ 38-56 kWh per le versioni base fino a ~ 56-60+ kWh per il range esteso, con autonomia WLTP compresa tra 350 e 450 km o più. Le prestazioni attese nell’uso quotidiano dovrebbero garantire uno 0-100 km/h tra 7 e 9 secondi per la versione standard.
Per quanto riguarda la ricarica rapida, è ragionevole attendersi valori DC fino a 100-125 kW, permettendo la carica da 10 a 80% in tempo accettabile (20-30 minuti circa). Design e stile esterno dovranno fondere l’identità Ford con novità elettriche: luci a firma continua, superfici chiuse, cerchi aerodinamici, elementi distintivi ST-Line in versioni sportive. Gli interni probabilmente adotteranno uno schermo centrale generoso, comandi digitali ma con pulsanti fisici per le funzioni critiche, materiali sostenibili (fibre riciclate, bioplastiche) e layout razionale per l’abitabilità nel segmento B. L’ergonomia e la qualità percepita saranno nodi per differenziarsi dai tanti EV compatti.
Sul fronte prezzi, se Ford riuscisse a centrare un costo entry EV accettabile, la Fiesta EV dovrebbe competere con modelli del calibro di ID.2, Renault 5 EV, Peugeot e-208 etc. Il prezzo target plausibile potrebbe oscillare attorno ai 25.000-30.000 € (prima degli incentivi), ma questo dipenderà fortemente da costi di piattaforma, incentivi europei e scala produttiva.






