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    Sorpassometro, l’occhio elettronico che non misura la velocità: multe fino a 1.300 euro e 10 punti in meno sulla patente

    Negli ultimi anni le strade italiane hanno visto l’introduzione di un nuovo sistema di controllo elettronico capace di individuare manovre di sorpasso irregolari nei tratti più pericolosi. Il sorpassometro è un dispositivo che, attraverso una tecnologia evoluta, consente alle autorità di intervenire anche in assenza fisica della pattuglia, contribuendo al monitoraggio del rispetto delle regole di circolazione. La sua funzione principale non è la misurazione della velocità, ma la rilevazione di comportamenti rischiosi che possono mettere in pericolo la sicurezza di tutti gli utenti della strada. In questo contesto, la diffusione del sorpassometro risponde all’esigenza di prevenire incidenti in aree già note per l’elevato tasso di sinistrosità e di rafforzare il rispetto delle norme dettate dal Codice della Strada.

    Come funziona il sorpassometro e le differenze con l’autovelox

    La tecnologia alla base del sorpassometro si distingue nettamente da quella tradizionalmente associata ai sistemi di rilevamento della velocità. Lo strumento utilizza una combinazione di telecamere ad alta definizione e sensori integrati nell’asfalto o nei pali di supporto per monitorare costantemente la carreggiata. Nel momento in cui un veicolo esegue una manovra di sorpasso in un tratto vietato o considerato pericoloso, viene registrata una sequenza video della durata di circa 15 secondi. La particolarità del processo risiede nella successiva analisi umana delle immagini raccolte: nessuna sanzione viene automatizzata. Gli agenti di polizia visionano le riprese, valutano il comportamento del conducente e, solo in presenza di infrazione, viene redatto il verbale.

    Rispetto all’autovelox, che si limita a misurare la velocità e a produrre multe in tempo reale ogni volta che viene superato un limite, il sorpassometro documenta la manovra di sorpasso e consente verifiche più approfondite. Questa differenza sostanziale garantisce un livello superiore di attendibilità e trasparenza, in quanto ogni sanzione è accompagnata da una prova video, elemento determinante anche nei successivi eventuali ricorsi.

    L’evoluzione tecnologica degli ultimi modelli – come l’SV3 approvato dal Ministero delle Infrastrutture nel 2024 – ha portato all’introduzione di algoritmi di analisi delle immagini ancora più sofisticati, capaci di distinguere con precisione tra semplici cambi di corsia e reali sorpassi pericolosi. Il dispositivo viene inoltre attivato solo nei tratti stradali dove la segnaletica indica chiaramente il divieto di sorpasso, e il controllo avviene 24 ore su 24, anche in condizioni di visibilità ridotta.

    Dove sono installati i sorpassometri in Italia

    La collocazione delle postazioni di sorpassometro non è casuale. L’installazione è soggetta ad autorizzazione prefettizia, sulla base di dati che certificano un elevato rischio di incidenti nel tratto prescelto. Sono particolarmente presenti lungo le strade extraurbane principali, in prossimità di curve pericolose, dossi e rettilinei con visibilità limitata. Esempi emblematici sono il tratto della SS18 in Calabria, nei pressi di Acquappesa, e alcuni segmenti autostradali come la A4 Venezia-Trieste, spesso interessati da traffico intenso di mezzi pesanti.

    Una delle principali finalità è presidiare punti noti per la frequenza di incidenti gravi, dove la sola presenza della segnaletica non riesce a prevenire manovre imprudenti. Secondo le ultime rilevazioni, in Italia si contano alcune decine di sorpassometri, con una copertura destinata ad ampliarsi via via che la tecnologia SV3 viene adottata in nuove aree. Le autorizzazioni e le localizzazioni dei dispositivi sono pubbliche e possono essere consultate da chiunque, garantendo trasparenza nel processo di controllo.

    Le regole sul sorpasso secondo il Codice della Strada

    Le norme che regolano il sorpasso sono dettagliate e si concentrano soprattutto sulla tutela dei comportamenti sicuri. L’articolo 148 del Codice della Strada stabilisce che il conducente prima di iniziare la manovra debba assicurarsi che la visibilità sia sufficiente, che non vi siano veicoli davanti già impegnati nello stesso passaggio e che vi sia spazio a sufficienza per completare la manovra senza creare pericolo o intralcio ad altri utenti.

    Le condizioni di divieto comprendono:

    • Curve o dossi con visibilità insufficiente
    • Intersezioni stradali senza rotatorie
    • Passaggi a livello senza barriere
    • Sorpasso di veicoli che rallentano o si fermano per lasciare passare i pedoni

    Il sorpasso a destra è generalmente vietato, a meno che non si tratti di specifiche eccezioni previste dalla legge. Anche il semplice superamento della linea continua della segnaletica orizzontale può configurare una violazione, diversa rispetto al sorpasso vero e proprio, ma comunque sanzionabile.

    Per i mezzi pesanti, ulteriori restrizioni sono previste, soprattutto nelle aree in cui la manovra può generare ostacoli o bloccare il normale flusso della circolazione.

    Sanzioni e decurtazione punti patente con il sorpassometro

    Le violazioni dovute a sorpassi irregolari registrati dal sorpassometro determinano sanzioni variabili in funzione della gravità della condotta. Per la sola invasione della linea continua senza completare il sorpasso, la sanzione amministrativa prevista è più lieve (ad esempio, una multa minore e la decurtazione di 2 punti), mentre per chi effettua la manovra vietata in zone particolarmente a rischio – come curve, dossi o incroci – le conseguenze possono essere molto pesanti.

    Violazione Importo multa (€) Punti decurtati Sospensione patente
    Sorpasso con linea continua 167 – 665 10 No
    Sorpasso in curva/dosso/incrocio 327 – 1.308 10 1-3 mesi*
    Superamento linea continua senza sorpasso sanzione minore 2 No
    Guida contromano assimilabile al sorpasso oltre 1.300 10 1-3 mesi

    *La sospensione può essere estesa da due a sei mesi per i conducenti di veicoli oltre 3,5 tonnellate e da tre a sei mesi per i neopatentati in caso di recidiva. Va segnalato che per i neopatentati la decurtazione dei punti è raddoppiata nei primi tre anni.

    Maggiorazioni delle sanzioni sono applicate se l’infrazione avviene in orario notturno, tra le 22 e le 7.

    La procedura di notifica e contestazione delle multe

    Dopo che un’infrazione è stata registrata dal sorpassometro e validata dalle autorità, la sanzione viene notificata al proprietario del veicolo, anche in assenza di contestazione immediata. La normativa prevede che la notifica del verbale avvenga entro 90 giorni dall’accertamento. Se il conducente non viene identificato al momento della registrazione dell’infrazione, il proprietario ha l’obbligo di comunicare, entro 60 giorni, i dati della persona che era alla guida. Un’omessa comunicazione comporta una multa accessoria che può raggiungere oltre 1.100 euro.

    Gli elementi essenziali del verbale devono essere controllati attentamente: luogo dell’accertamento, descrizione dettagliata della manovra, orario, targa e l’articolo del Codice della Strada contestato. Il verbale può essere notificato tramite posta all’intestatario del veicolo, proprio come avviene con le sanzioni da autovelox.

    Quando e come fare ricorso contro una multa del sorpassometro

    Il ricorso è ammesso nei termini stabiliti dalla legge e può essere presentato:

    • Entro 30 giorni dal ricevimento al Giudice di Pace
    • Entro 60 giorni al Prefetto competente

    Le motivazioni più frequenti includono l’assenza o inadeguatezza della segnaletica che indica la presenza della telecamera, difetti di omologazione del dispositivo, errori nella compilazione dei dati oppure problemi di leggibilità delle immagini prodotte. È necessario che il controllo sia stato ben segnalato da un cartello visibile e che l’impianto sia stato omologato e regolarmente autorizzato. La giurisprudenza recente sottolinea che la mancanza di uno di questi elementi può costituire motivo valido per l’annullamento del verbale. Tuttavia, è importante valutare la situazione caso per caso, allegando tutta la documentazione utile e rispettando le tempistiche procedurali, poiché ogni sanzione rappresenta un caso autonomo e non vi sono automatismi nell’annullamento delle multe elevate tramite sorpassometro.

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