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    Blocco auto 2026: i modelli interessati dallo stop alla circolazione

    Dal 2026 nuove regole circolazione auto: modelli coinvolti, restrizioni nazionali e locali, deroghe, sanzioni e consigli utili per muoversi

    Blocco auto

    Dal 2026 cambieranno le regole per la mobilità nei maggiori centri urbani italiani. Una nuova fase di limitazioni riguarderà la circolazione delle auto, con un impatto diretto soprattutto sui proprietari di veicoli diesel di categoria Euro 5. Queste restrizioni, dettate da esigenze ambientali e dalla necessità di adeguamento alle direttive europee sulla qualità dell’aria, interesseranno in particolar modo le città con oltre 100.000 abitanti. Gli effetti si manifesteranno in modo differenziato su scala nazionale, regionale e locale, portando con sé novità per cittadini e imprese coinvolti nella mobilità quotidiana e nelle scelte di sostituzione del proprio parco auto.

    Il quadro normativo del blocco auto 2026: criteri, motivazioni e differenze nazionali

    Le nuove restrizioni per il traffico veicolare nascono da una serie di provvedimenti normativi emanati per rispondere alle sanzioni europee dovute al superamento dei limiti di NO2 e PM10, soprattutto nelle aree del bacino padano. Il provvedimento principale, il decreto-legge 121/2023 e successive modifiche, stabilisce che dal 1° ottobre 2026 sarà vietata la circolazione delle autovetture diesel Euro 5 nei comuni con oltre 100.000 abitanti delle regioni del Nord più esposte all’inquinamento atmosferico. Rispetto alle disposizioni precedenti, non saranno più coinvolti i comuni con più di 30.000 residenti, riducendo così l’impatto del provvedimento.

    Questa misura si configura come risposta alle esigenze ambientali, ma tiene anche conto della sostenibilità sociale ed economica, concedendo alle regioni margini di autonomia per introdurre o posticipare eventuali deroghe o restrizioni aggiuntive. Sono infatti previste flessibilità locali, come l’introduzione di misure alternative (aumento del verde urbano, efficienza energetica degli edifici, incentivi per la mobilità sostenibile), a condizione che consentano di raggiungere i livelli di qualità dell’aria richiesti dagli standard europei.

    Regioni del Nord: specifiche limitazioni in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna

    L’impatto delle nuove regole sarà particolarmente rilevante nelle regioni settentrionali che rientrano nel cosiddetto «bacino padano»: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Queste aree sono state coinvolte in procedure d’infrazione europea, spingendo a una regolamentazione più severa rispetto ad altre regioni italiane. Vediamo le specificità delle limitazioni previste:

    • Lombardia: dal 1° ottobre 2026 scatterà il divieto permanente di circolazione per le auto diesel Euro 5 (immatricolate tra il 2011 e il 2015) nei comuni con oltre 100.000 abitanti, oltre che nelle aree B e C di Milano dove tali restrizioni sono già attive nei giorni feriali.
    • Piemonte: il blocco sarà stagionale con validità nei giorni feriali (8:30–18:30) tra 1 ottobre e metà aprile. Le aree coinvolte sono i grandi centri urbani, mentre nei centri più piccoli si adotteranno misure stagionali o temporanee a seconda degli indici di inquinamento.
    • Emilia-Romagna: stop permanente dalla stessa data, attivo nei giorni feriali (8:30–18:30) per le città principali e, in particolare, nell’agglomerato di Bologna. Saranno possibili deroghe per chi dispone di basso reddito (ISEE inferiore a 14.000 euro).
    • Veneto: limitazioni attive nei comuni sopra i 100.000 abitanti; per le città tra 30.000 e 100.000 l’applicazione delle misure potrà avvenire solo in caso di allerta smog. La regione offre la possibilità di aderire al programma MoVe-In per una deroga chilometrica annuale monitorata tramite black box.

    Le regioni avranno anche facoltà di adottare misure alternative – come promozione di auto elettriche, ibridi, risparmio energetico negli edifici pubblici – in alternativa alla restrizione su tutti i veicoli Euro 5 diesel nelle suddette aree urbane.

    Casi particolari e situazioni locali: Roma, Firenze e altre città italiane

    Oltre alle grandi città del Nord, alcune amministrazioni locali hanno introdotto regolamentazioni aggiuntive o anticipate rispetto agli indirizzi nazionali. Roma, ad esempio, implementerà un divieto permanente per i diesel Euro 5 già dal 1° novembre 2025 all’interno della Fascia Verde (ZTL ambientale), salvo l’adozione di misure equivalenti alternative. Questo provvedimento anticipa di quasi un anno il blocco nazionale per tutelare la qualità dell’aria nei mesi invernali.

    Firenze ha adottato il cosiddetto “Scudo Verde” che, dal giugno 2025, prevede un controllo elettronico degli accessi e il divieto di circolazione alle auto non in regola nella zona centrale e dopo il 2026 in aree urbane più estese.
    Altri centri urbani potranno attivare misure specifiche in base a particolari esigenze ambientali o alla presenza di sistemi efficienti di trasporto pubblico, secondo i margini di autonomia riconosciuti dalle norme statali.

    Veicoli interessati, deroghe e sanzioni previsti

    I principali veicoli interessati dalle limitazioni sono le autovetture private con motorizzazione diesel Euro 5, ovvero quelle immatricolate tra il 2011 e il 2015. Dal 2026, i divieti si allargheranno progressivamente ai veicoli commerciali delle stesse categorie e, successivamente, ai mezzi pesanti (N3, M2, M3) dal 2027.

    Sono previste numerose deroghe:

    • Veicoli utilizzati per il trasporto disabili e mezzi di soccorso;
    • Lavoratori turnisti e soggetti con basso reddito (ISEE inferiore a 14.000 euro);
    • Possibilità di adesione a programmi MoVe-In, che garantiscono un tetto massimo annuale di km da percorrere, monitorati tramite black box;
    • Altre esenzioni locali stabilite dai comuni per esigenze particolari.

    Chi non rispetterà le nuove regole rischia sanzioni amministrative da 163 a 679 euro, con possibilità di sospensione della patente fino a 30 giorni in caso di reiterazione della violazione. Il monitoraggio avverrà tramite sistemi elettronici di controllo degli accessi e segnalazioni tramite telecamere nei principali varchi urbani.

    Alternative, consigli pratici e cosa fare prima del blocco

    Per chi possiede veicoli coinvolti dalle nuove limitazioni sono disponibili diverse opzioni. In primo luogo, è consigliato verificare la propria classe ambientale attraverso il libretto di circolazione o i portali regionali. Fra le alternative possibili:

    • Partecipazione a MoVe-In, per chi utilizza l’auto sporadicamente e può rispettare i limiti chilometrici fissati dal monitoraggio elettronico;
    • Valutare la sostituzione del veicolo con modelli Euro 6, ibridi o elettrici, beneficiando anche di incentivi regionali o offerte dei concessionari;
    • Considerare soluzioni di noleggio a lungo termine per mantenere la mobilità senza investire in un nuovo veicolo;
    • Monitorare i siti web delle Regioni e dei propri comuni per aggiornamenti sulle tempistiche e le deroghe ottenibili;
    • Controllare la possibilità di deroghe legate a particolari esigenze lavorative (lavoratori turnisti, imprese) o sociali (famiglie con ISEE particolarmente basso).

    Lasciano alcune regioni e città libertà di scegliere strategie operative complementari per raggiungere i risultati imposti dall’Unione Europea in termini di emissioni. La programmazione concreta richiede di informarsi costantemente e agire per tempo, così da evitare sanzioni e assicurare la propria mobilità futura secondo le nuove direttive.

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