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    Renault Symbioz E-Tech Full Hybrid, il nuovo C-suv multiuso dai consumi contenuti

    Nel modello Full Hybrid, Renault utilizza un motore 1,8 litri a ciclo aspirato in abbinamento con due motori elettrici

    renault symbioz

    Renault Symbioz è nata come risposta al bisogno di un suv compatto ma versatile che andasse oltre i limiti imposti dalla Captur, proponendo maggiore spazio e modularità senza salire troppo in dimensioni. È realizzata su piattaforma CMF-B HS, la stessa base di Clio e Captur, ma con una lunghezza incrementata rispetto a quest’ultima: circa 4,41 metri in totale, che la posizionano nel segmento C dei crossover.

    Rispetto alla Captur, la Symbioz offre 19 centimetri in più di passo o di sbalzo posteriore (a seconda dell’interpretazione), finalizzati ad aumentare lo spazio utile per i passeggeri e la capacità del bagagliaio.

    Il nome richiama il concetto di simbiotico, ossia “vivere insieme”, e allude a un veicolo pensato per integrarsi nella vita quotidiana dell’utente, tra esigenze urbane, viaggi e gestioni familiari.

    A livello internazionale, la versione Full Hybrid si affianca a quella Mild Hybrid (in certi mercati), ma in Italia è prevista solo la variante ibrida completa E-Tech da 145 CV (in alcune versioni aggiornata a 160 CV) come motorizzazione principale della gamma.

    Renault prevede che la Symbioz possa percorrere fino a 1.110 km con carburante ed energia ibrida (dato convertito da 690 miglia dichiarate) nelle condizioni ideali, mettendo in luce un’eccellente densità d’uso per chi cerca un crossover efficiente.

    Propulsore, efficienza e comportamento su strada

    Nel modello Full Hybrid, Renault utilizza un motore 1,8 litri a ciclo aspirato in abbinamento con due motori elettrici, alimentati da una batteria agli ioni di litio da 1,4 kWh. Il gruppo è gestito da una trasmissione Multi-Mode che offre combinazioni multiple fra motore termico ed elettrico.
    La versione precedente utilizzava un motore 1,6 litri con batteria da ~1,26 kWh, configurazione che ha poi lasciato spazio all’upgrade verso la motorizzazione maggiorata con l’obiettivo di migliorare potenza, fluidità e consumi.
    Con il sistema aggiornato, Renault dichiara un abbattimento dei consumi intorno al 5 %, insieme a una riduzione delle emissioni di CO₂ fino a 97 g/km nella versione più recente.
    La trasmissione Multi-Mode integra quattro rapporti per il motore termico e due per l’elettrico (o versioni analoghe), permettendo combinazioni che permettono un avvicinamento avanzato alla “modularità” tra le fonti di propulsione, in cui l’auto sceglie la modalità più efficiente sulla base delle condizioni di guida e del carico energetico.

    Nel corso di un test a lungo termine, è stato osservato che il cambio può scendere marcia improvvisamente in situazioni di velocità costante, generando un regime del motore più elevato del necessario per qualche istante, con un rumore avvertibile all’interno dell’abitacolo. Questo fenomeno non è un caso isolato, ma sembra inerente al funzionamento del powertrain secondo alcune fonti.
    In condizioni urbane e a ritmi moderati il sistema ibrido riesce a operare per lunghi tratti in modalità elettrica, garantendo una marcia silenciosa e fluida. Quando si chiede spinta, il motore termico entra, l’elettrico interviene secondo le combinazioni ottimali e la sinergia tra le unità diventa evidente.
    Sulle autostrade la Symbioz restituisce una guida composta, con il motore termico in funzione più prevalente e una certa rumorosità nei sorpassi o in salita. Il comfort generale è discreto, ma non eccellente: a basse velocità urbane la taratura delle sospensioni può risultare un po’ rigida su asperità marcate.
    In termini di prestazioni, la versione ibrida completa accelera da 0 a 100 km/h in circa 9,1 secondi, con una velocità massima dichiarata nell’ordine dei 170 km/h. Queste cifre pongono la Symbioz in una fascia equilibrata rispetto ai rivali del segmento.
    Secondo le prove effettuate nel Regno Unito, il consumo medio reale durante il test è stato pari a ~51,9 mpg (miglia per gallone), ossia ben al di sotto delle promesse WLTP, ma comunque in un ambito considerato soddisfacente per un suv ibrido nel contesto reale.

    Spazio, praticità e finiture

    Una delle peculiarità più interessanti della Symbioz è la panca posteriore scorrevole, che può muoversi di 16 cm per privilegiare spazio per le gambe o capacità bagaglio. In configurazione “tutto indietro”, il volume utile è di 492 litri, spostando la panca in avanti diventa 624 litri, mentre abbattendo gli schienali si raggiungono 1.582 litri.
    Il tetto panoramico Solarbay è un altro elemento distintivo: il vetro è dotato di un film elettrocromico che può variare la trasparenza su quattro livelli, regolabile elettricamente o anche via comando vocale. In alcune varianti, quando l’abitacolo è vuoto, il vetro torna in modalità scura per ridurre il calore interno.
    L’abitacolo adotta il sistema OpenR Link con Google integrato, dotato di schermo centrale da 10,4” e cruscotto digitale da 10,25”: l’interfaccia è moderna, ricca di app e aggiornamenti online. In alcune versioni superiori, l’impianto audio Harman Kardon a 9 altoparlanti migliora la resa sonora.
    La qualità dei materiali è coerente con il posizionamento medio-alto del veicolo: rivestimenti morbidi, plastiche ben rifinite e dettagli estetici in alcune versioni Esprit Alpine creano un ambiente gradevole e non “cheap”.
    Tuttavia, alcune valutazioni criticano la qualità dell’immagine della telecamera posteriore, definendola non elevata, e segnalano che la cintura del sedile passeggero anteriore non scorre con la stessa fluidità di quella del guidatore. Queste piccole imperfezioni fanno parte del bilancio quotidiano.

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