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    Targa polacca in Italia, fenomeno sempre più diffuso: come ottenerla

    Per chi cerca una targa polacca in Italia, il processo è relativamente semplice ma occorre fare attenzione a molti aspetti

    Negli ultimi anni, il fenomeno delle targhe polacche in Italia è diventato sempre più diffuso, tanto da notare una presenza crescente di veicoli con immatricolazione estera, in particolare polacca, anche sulle strade delle città italiane. Questo fenomeno non riguarda solo i cittadini polacchi o stranieri residenti in Italia, ma anche molti italiani che scelgono questa soluzione per motivi economici.

    In città come Napoli, la presenza di veicoli con targa estera è elevata: si stima che ci siano circa 35.000 veicoli con targhe estere solo in questo capoluogo, su un totale nazionale di 53.000 veicoli. La ragione di questa tendenza è legata ai costi assicurativi, che in alcune regioni italiane, come la Campania, possono essere più alti rispetto ad altre zone del Paese. Per un automobilista napoletano, ad esempio, assicurare un’auto con copertura RC auto può costare oltre 2.200 euro all’anno, contro i 400 euro che si pagherebbero in altre regioni. Questo divario di costi ha spinto molti a cercare alternative più economiche, tra cui l’immatricolazione del proprio veicolo in Polonia o Bulgaria.

    La normativa italiana sulle targhe estere

    Il crescente utilizzo di veicoli con targhe estere ha portato il governo italiano a modificare la normativa vigente, introducendo nuove regole per disciplinare la circolazione di questi veicoli sul territorio nazionale. La Legge 238/2021, che ha modificato l’articolo 93 bis del Codice della Strada, impone che i veicoli immatricolati all’estero e utilizzati da residenti in Italia debbano essere immatricolati in Italia entro tre mesi dalla data di acquisizione della residenza del proprietario del veicolo. Inoltre, se il veicolo con targa estera viene utilizzato da una persona diversa dall’intestatario, il conducente deve avere a bordo un documento che indichi il titolo di utilizzo del veicolo e la durata dell’uso. Tale documento deve essere sempre disponibile per eventuali controlli stradali.

    In particolare, per coloro che utilizzano un veicolo con targa estera per un periodo superiore a 30 giorni nell’arco di un anno (anche non consecutivi), è obbligatorio registrare il veicolo nel REVE (Registro dei Veicoli Esteri), gestito dall’ACI. La registrazione deve avvenire entro 60 giorni e riguarda tutti i veicoli immatricolati all’estero concessi in uso a cittadini italiani o stranieri residenti in Italia per un periodo prolungato. La mancata registrazione del veicolo può comportare multe salate e sanzioni amministrative. Questa norma si applica anche ai lavoratori che utilizzano un veicolo estero per lavoro, a meno che non si tratti di veicoli utilizzati per l’attività professionale e concessi dall’azienda.

    Come ottenere una targa polacca in Italia

    Il processo per ottenere una targa polacca su un veicolo italiano richiede alcuni passaggi, che spesso vengono gestiti da agenzie specializzate in pratiche auto. Una delle soluzioni più comuni consiste nel re-immatricolare il veicolo in Polonia o in Bulgaria, Paesi noti per i costi di gestione e assicurativi più bassi.

    Questo processo inizia con la radiazione del veicolo per esportazione dall’Italia, che permette di cancellare l’immatricolazione italiana e preparare il veicolo per la nuova registrazione all’estero. Il veicolo viene poi immatricolato in Polonia tramite una società di noleggio o leasing locale, che diventa la nuova proprietaria del mezzo. In questo modo, il proprietario italiano perde la proprietà legale del veicolo, ma mantiene la possibilità di utilizzarlo attraverso un contratto di noleggio con la società estera.

    Il vantaggio di questa operazione risiede nei costi di gestione, che risultano molto più bassi rispetto all’Italia. Ad esempio, il costo iniziale per ottenere una targa polacca si aggira intorno agli 800 euro per il primo anno, mentre per gli anni successivi il costo può ridursi a circa 300-350 euro. Questo importo include anche l’assicurazione del veicolo, che rimane a prezzi molto più competitivi rispetto al mercato italiano.

    Per essere in regola con la normativa italiana, il veicolo deve essere registrato al REVE, il Registro dei Veicoli Esteri, entro i termini previsti, evitando così il rischio di multe e sanzioni. Inoltre, è possibile stipulare una procura notarile che consenta al proprietario italiano di rientrare in possesso del veicolo in qualsiasi momento, garantendo maggiore flessibilità e sicurezza.

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