Lesioni personali stradali: quando e come ottenere il risarcimento

Doppia chiave di lettura.

Lesioni personali stradali

Poco conta quanto il legislatore tracci un quadro normativo dettaglio. Comunque vada, rimarranno zone grigie. Dove il parere soggettivo del giudice assumerà ruolo preponderante. Si pensi alle lesioni personali stradali. Ovvero causa di un’invalidità temporanea inferiore ai 9 punti percentuali. In talune occasioni sorgono imprevisti per la riscossione del risarcimento. Danni quali la commozione cerebrale senza gravi emorragie o fratture, lesioni di terminazioni nervose o, ancora, ferite e abrasioni che portano alla formazione del tessuto cicatriziale. Il macchinario può non rilevarli immediatamente. Atteniamoci alle leggi e agli orientamenti giuridici.

Lesioni personali stradali: assicuratori e assicurati sui lati opposti della barricata

Compagnie e assicuratori rivendicano le rispettive ragioni appellandosi alla sentenza 235/2014 della Corte Costituzionale. Che sottolinea la necessità della diagnostica strumentale. Perché “l’interesse risarcitorio particolare del danneggiato deve comunque misurarsi con quello, generale e sociale, degli assicurati ad avere un livello accettabile e sostenibile dei premi assicurativi”. Dal canto loro i danneggiati replicano: “Il rigore che il legislatore ha dimostrato di esigere non può essere inteso nel senso che la prova della lesione debba essere fornita esclusivamente con l’accertamento clinico strumentale. È sempre e soltanto l’accertamento medico legale svolto in conformità alle ‘leges artis’ a stabilire se la lesione sussista”.

Lesioni personali stradali: escluso il risarcimento per danno biologico permanente

L’art. 19 della Legge Concorrenza 2017 inserisce al secondo capoverso del comma 2: “In ogni caso, le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, ovvero visivo, con riferimento alle lesioni, quali le cicatrici, oggettivamente riscontrabili senza l’ausilio di strumentazioni, non possono dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente. Una presa di posizione è stata presa dalla Corte di Cassazione. Pronta a sottolineare come “il rigore che il legislatore ha dimostrato di esigere non può essere inteso, però, come pure alcuni hanno sostenuto, nel senso che la prova della lesione debba essere fornita esclusivamente con l’accertamento clinico strumentale. In conclusione, proclama il principio fondamentale: “È l’accertamento medico legale a stabilire se la lesione sussista e quale percentuale sia a essa ricollegabile”.

 

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