Touchscreen o tasti fisici: quale comando distrae meno alla guida?
Non è la tecnologia in sé a determinare il rischio: conta quanto tempo e attenzione richiede ogni operazione. Per usare un touchscreen, il conducente deve guardare la superficie, localizzare l’icona corretta e premere un’area che può cambiare posizione tra schermate. Se la funzione è nascosta in un menu, si aggiungono passaggi e possibilità di errore. Un pulsante dedicato, al contrario, resta nello stesso punto e offre un riscontro tattile che aiuta a individuarlo senza fissarlo.
Questa differenza pesa soprattutto per le azioni frequenti o urgenti, come regolare il tergicristallo quando inizia a piovere o attivare le quattro frecce. La memoria muscolare consente di imparare posizione e corsa di un comando fisico; non elimina ogni distrazione, ma può ridurre la ricerca visiva. Anche il feedback è diverso: una manopola comunica attraverso resistenza e scatti, mentre una superficie liscia può non chiarire subito se il tocco è stato recepito.
Un test pubblicato dalla rivista svedese Vi Bilägare ha confrontato operazioni comuni su vetture con interfacce diverse. A 110 km/h, le attività svolte con comandi tradizionali richiedevano circa dieci secondi, mentre su alcuni modelli con funzioni concentrate nello schermo si arrivava a decine di secondi. I risultati descrivono quelle specifiche prove e non costituiscono una misura universale per tutte le auto; mostrano però perché anche pochi secondi di sguardo distolto meritino attenzione.
La semplicità d’uso è una variabile di sicurezza, insieme alla posizione del comando, alla leggibilità e alla possibilità di correggere un errore. Un display ben progettato può essere chiaro e utile, ma per le funzioni da azionare in movimento il controllo tattile dedicato tende a ridurre la necessità di cercare visivamente.
Euro NCAP 2026: le funzioni che dovranno avere controlli fisici
Dal 2026 i protocolli Euro NCAP attribuiscono maggiore rilievo alla disponibilità di controlli fisici per alcune operazioni essenziali. Il programma riguarda la valutazione delle nuove auto: non è una legge che vieta in assoluto i touchscreen né impone di eliminare gli schermi. È però un criterio rilevante per i costruttori, perché il punteggio Euro NCAP viene considerato da consumatori e flotte nelle decisioni d’acquisto.
Le funzioni indicate nei protocolli sono cinque:
- indicatori di direzione, per segnalare le manovre;
- luci di emergenza, da attivare rapidamente in caso di pericolo o arresto;
- clacson, per avvertire gli altri utenti della strada;
- tergicristalli, da regolare quando cambiano le condizioni meteo;
- chiamata di emergenza, o eCall, per richiedere assistenza.
La distinzione pratica è tra un comando stabile e raggiungibile e una funzione che richiede di attraversare pagine digitali. Se una delle operazioni considerate dipende esclusivamente da un menu touch, la vettura può non ottenere il massimo riconoscimento previsto dalla valutazione. È quindi più preciso parlare di possibile penalizzazione nel punteggio e nella valutazione complessiva, non di un divieto generale di vendita.
Euro NCAP è un programma indipendente di valutazione della sicurezza dei veicoli, distinto dalle procedure di omologazione stabilite dalle autorità. I suoi protocolli vengono aggiornati periodicamente e definiscono come sono condotte le prove e assegnati i risultati. Perciò, quando si confrontano notizie sui requisiti, è importante separare criteri di valutazione e obblighi di legge: la presenza dei tasti può incidere sulle stelle Euro NCAP senza equivalere, da sola, a una norma europea che impone a ogni auto uno specifico layout.
La conseguenza per chi progetta è concreta: collocare i controlli in modo coerente, identificarli chiaramente e renderli utilizzabili senza passaggi superflui. La valutazione premia un’interazione prevedibile, non il semplice aumento del numero di pulsanti.
Il ritorno di pulsanti e manopole: le scelte di Volkswagen e degli altri costruttori
Il ripensamento è già visibile nei piani di diversi marchi. Volkswagen ha riconosciuto le critiche rivolte ai comandi touch e aptici di alcuni modelli, in particolare per volume e climatizzazione. Sulle nuove proposte il gruppo dichiara di voler ripristinare pulsanti e controlli più immediati per le funzioni usate spesso. La ID. Polo, per esempio, è stata presentata con comandi fisici dedicati a volume, riscaldamento, ventilazione e luci di emergenza; aggiornamenti di altri modelli riportano inoltre pulsanti al volante e regolazioni meno dipendenti dagli slider.
Il cambiamento non dipende soltanto dai test. I riscontri dei clienti hanno evidenziato che un’interfaccia dall’aspetto pulito può diventare frustrante se una regolazione quotidiana richiede di aprire un menu. Volkswagen ha spiegato il passaggio come una correzione di rotta rispetto a un approccio che privilegiava l’estetica digitale: l’auto elettrica, secondo questa impostazione, non deve sembrare un dispositivo elettronico a ogni costo.
Anche Renault ha difeso la presenza di pulsanti tradizionali per operazioni come volume e climatizzazione, mentre Mercedes ha ridotto alcuni controlli a sfioramento sui volanti. Audi e altri costruttori stanno valutando soluzioni che riportano comandi dedicati nelle aree più utilizzate. Le scelte cambiano da modello a modello: non si tratta di un ritorno integrale alle plance del passato, ma di una selezione delle funzioni per cui accesso rapido e riscontro fisico risultano più adatti.
In parallelo, i progettisti stanno rivedendo la forma dei controlli: manopole con scatti per la temperatura, pulsanti separati per il volume e interruttori facilmente distinguibili sono esempi di interfacce che aiutano a riconoscere un’azione al tatto. La tendenza è verso un abitacolo ibrido, nel quale il display resta centrale per molte attività, ma non deve diventare l’unica porta d’accesso a ogni comando.
Il segnale del mercato è chiaro: la modernità non si misura dalla quantità di superfici touch. Conta che la tecnologia risolva un problema senza rendere più laboriosa un’azione semplice.
Comandi fisici e schermi: come progettare un abitacolo più sicuro e intuitivo
Un abitacolo ben progettato assegna ogni funzione all’interfaccia più adatta. Le operazioni frequenti, urgenti o da compiere in movimento dovrebbero avere comandi riconoscibili, raggiungibili e coerenti tra modelli. Le impostazioni usate raramente, come la personalizzazione di profili o alcune preferenze del sistema multimediale, possono invece essere affidate ai menu, da configurare preferibilmente quando il veicolo è fermo.
Per valutare la qualità di una plancia non basta contare pulsanti o misurare lo schermo. Occorre considerare almeno questi aspetti:
- posizione prevedibile: i controlli importanti devono restare nello stesso punto e non confondersi con quelli vicini;
- feedback comprensibile: scatto, resistenza o conferma visiva devono far capire che il comando è stato recepito;
- leggibilità: simboli, contrasto e illuminazione devono funzionare in diverse condizioni di luce;
- gerarchia delle funzioni: le azioni essenziali non devono essere sepolte in sottomenù o schermate successive;
- coerenza: un controllo dovrebbe mantenere comportamento e significato nel tempo, limitando sorprese.
La disposizione conta quanto il tipo di comando. Un pulsante poco visibile o collocato lontano dal volante non diventa automaticamente sicuro solo perché è fisico. Allo stesso modo, uno schermo può essere efficace per consultare mappe e telecamere, purché le informazioni siano concise e non richiedano interazioni prolungate durante la marcia.
Anche la prova su strada è essenziale nello sviluppo: i progettisti possono verificare se il conducente individua un comando senza cercarlo a lungo, se lo raggiunge senza alterare la postura e se riesce a completare l’azione senza distogliere troppo lo sguardo. Queste verifiche di usabilità aiutano a individuare criticità che un disegno statico non rivela.
La soluzione più equilibrata mette al centro attenzione, ergonomia e prevedibilità. I comandi fisici non sono una garanzia assoluta di sicurezza, ma una scelta sensata quando riducono i passaggi e rendono possibile l’uso al tatto.
La svolta non è un rifiuto della tecnologia: il ruolo degli schermi e delle regole internazionali
Ridurre la dipendenza dai touchscreen non significa rinunciare all’innovazione. Gli schermi restano utili per navigazione, telecamere, intrattenimento e impostazioni che richiedono molte opzioni. Possono inoltre aggiornarsi nel tempo e riunire informazioni che, in passato, avrebbero occupato più superfici. Il punto è evitare che questa versatilità trasformi ogni gesto in una ricerca visiva mentre l’auto è in movimento.
La direzione più ragionevole distingue tra attività da svolgere durante la guida e configurazioni da impostare da fermi. Pulsanti e leve possono gestire le prime; i display possono organizzare le seconde. In futuro, sistemi head-up display e interfacce vocali potranno mostrare o fornire alcune informazioni senza richiedere lo sguardo sul pannello centrale, ma devono essere valutati per chiarezza, affidabilità e possibili distrazioni, non soltanto per l’effetto tecnologico.
Anche fuori dall’Europa il tema è oggetto di interventi. In Cina sono state introdotte regole per la presenza di controlli fisici dedicati a determinate funzioni, con requisiti rivolti all’accessibilità e all’uso senza distogliere gli occhi dalla strada. I dettagli e il campo di applicazione dipendono dalla normativa locale e non coincidono automaticamente con i protocolli Euro NCAP. Il quadro internazionale mostra tuttavia una preoccupazione condivisa: le funzioni rilevanti devono restare utilizzabili anche quando l’interfaccia digitale è complessa o non disponibile.
Schermi e pulsanti non sono alternative assolute. Un progetto maturo impiega ciascuno dove offre un vantaggio concreto, mantenendo accessibili i comandi che richiedono una risposta immediata. La sicurezza nasce dall’integrazione tra ergonomia, valutazioni indipendenti e regole applicabili, con l’obiettivo di adattare l’interfaccia alle esigenze di chi guida, non il contrario.






