Un nuovo scenario normativo prende forma nella mobilità urbana italiana. Dal 16 maggio 2026, per chi si sposta con mezzi a propulsione prevalentemente elettrica cambiano regole, responsabilità e modalità di identificazione. L’introduzione della targa identificativa digitale, insieme all’obbligo assicurativo, segna la fine di un lungo periodo di utilizzo “anonimo” dei dispositivi di micromobilità, rispondendo a una necessità diffusa di maggiore sicurezza e tracciabilità. Il nuovo impianto normativo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, coinvolge migliaia di utenti che utilizzano questi veicoli per lavoro, studio e spostamenti quotidiani, richiedendo ora il rispetto di procedure chiare, costi trasparenti e controlli più severi.
Obbligo di targa digitale: cosa prevede il decreto e a chi si applica
L’impianto normativo introdotto attraverso il decreto MIT del 6 marzo 2026 stabilisce l’obbligo di dotare ogni monopattino elettrico di un contrassegno digitale identificativo. Questa modifica è rivolta a tutti i veicoli a due ruote dotati di motore elettrico, manubrio e privi di selle (in base ai riferimenti della legge n. 160/2019 e successivi aggiornamenti). Il contrassegno, comunemente definito “targhino”, è strettamente associato al proprietario e non al singolo mezzo. Perciò, anche in caso di vendita o cessione a terzi, la responsabilità civica e legale rimane collegata alla persona fisica o giuridica che ha richiesto la targa.
Il decreto chiarisce importanti aspetti:
- La targa non è trasferibile da un proprietario all’altro in caso di vendita.
- L’obbligo interessa esclusivamente i veicoli a propulsione prevalentemente elettrica utilizzati su strada.
- Tutti i proprietari, anche minorenni dai 14 anni in su tramite genitori o tutori, devono regolarizzarsi.
L’adozione del contrassegno personale mira a risolvere criticità storiche quali l’anonimato dei mezzi, favorendo l’identificazione rapida in caso di infrazione o sinistro, la tracciabilità e una maggiore tutela della collettività. Questo sistema rappresenta una risposta efficace alle richieste di sicurezza provenienti da amministratori locali, forze dell’ordine e associazioni di consumatori.
Procedure digitali: come richiedere la targa, requisiti e tempistiche
Tutto si svolge tramite il Portale dell’Automobilista, piattaforma digitale istituita presso il Centro Elaborazione Dati della Direzione Generale per la Motorizzazione. Le istanze per la richiesta del contrassegno possono essere inoltrate solo attraverso questo canale ufficiale e sicuro.
- L’accesso è consentito con SPID di secondo livello o Carta d’Identità Elettronica (CIE) per cittadini e imprese.
- Per i minorenni dai 14 anni, la richiesta viene effettuata da chi esercita la responsabilità genitoriale con dichiarazione digitale.
Il processo comprende la compilazione dei dati anagrafici, la selezione della sede per il ritiro e il pagamento tramite sistema PagoPA. Non sono previste procedure alternative o accessi manuali, così da garantire tracciabilità, sicurezza delle informazioni e riduzione dei rischi di frode.
Oltre alla richiesta del targhino, la piattaforma offre servizi aggiuntivi come la comunicazione di furto, smarrimento o deterioramento del contrassegno e l’eventuale cancellazione dallo schedario digitale. Per le aziende, l’invio della domanda è semplificato grazie all’associazione automatica di dati tramite InfoCamere.
Dalla pubblicazione del decreto operativo, i proprietari hanno a disposizione 60 giorni per mettersi in regola e richiedere la targa, pena l’applicazione delle sanzioni previste dalla normativa. Tale periodo transitorio consente di allinearsi senza rischiare multe immediate.
Quanto costa adeguarsi: spese per targa, procedure e agenzie
La spesa per ottenere la regolarizzazione del mezzo si compone di costi fissi e variabili:
| Voce di spesa | Importo (euro) |
| Costo produzione contrassegno | 8,66 |
| Diritti Motorizzazione | 10,20 |
| Imposta di bollo | 16,00 |
| Commissione PagoPA | 1-2 |
| Totale stimato | circa 38 |
Per chi si avvale dell’assistenza di uno studio di consulenza automobilistica, vanno conteggiati anche eventuali onorari aggiuntivi, variabili in base al servizio richiesto.
La cifra da versare tramite PagoPA copre il rilascio e la generazione del contrassegno, i diritti amministrativi e la fiscalità. Il ritiro fisico avviene presso la Motorizzazione civile indicata in fase di domanda o presso agenzie specializzate. Grazie alla digitalizzazione, la procedura si prospetta snella e rapida, ma il pagamento dei diritti resta condizione imprescindibile.
Per chi possiede più monopattini, ogni mezzo dovrà essere corredato dal proprio contrassegno personalizzato, con l’unica semplificazione di poter effettuare la domanda in una soluzione unica per tutti i veicoli intestati al medesimo proprietario.
Dove applicare la targa e le caratteristiche tecniche del contrassegno
Il nuovo identificativo consiste in un adesivo plastificato di dimensioni 5×6 cm, prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, progettato per essere difficilmente rimovibile e resistente agli agenti atmosferici. Ogni targa riporta sei caratteri alfanumerici su due righe, generati da software certificato e non sequenziale.
L’installazione deve rispettare precise modalità indicate dal decreto:
- Parafango posteriore, al centro e in posizione perpendicolare al piano del mezzo;
- In alternativa, piantone dello sterzo, frontalmente all’altezza compresa tra 20 cm e 1,20 m dal suolo.
Queste posizioni assicurano massima leggibilità in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine. Il contrassegno, una volta applicato, non può essere trasferito su altro mezzo e, in caso di rottamazione, deve essere distrutto.
Assicurazione obbligatoria: come funziona, costi e controlli
L’obbligo della targa rende effettiva anche la sottoscrizione di una polizza di responsabilità civile (RC) specificamente dedicata ai monopattini a propulsione elettrica. Il nuovo assetto mira a rendere tracciabile ogni veicolo e assicurare un’adeguata copertura dei danni a terzi (persone o cose) derivanti dalla circolazione.
- La stipula della polizza RC richiede il numero identificativo del contrassegno.
- Le compagnie offrono prodotti dedicati, con prezzi variabili da 25 a 150 euro l’anno in base a garanzie e condizioni accessorie.
Un elemento di particolare rilievo è l’interoperabilità tra la piattaforma ministeriale e i sistemi assicurativi ANIA. Ogni polizza viene automaticamente associata al proprietario e al rispettivo monopattino, semplificando sia le verifiche sia la risoluzione di eventuali sinistri.
Le forze di polizia possono, tramite consultazione della banca dati digitale, accertare in tempo reale la regolarità del veicolo e dell’assicurazione. Questo sistema, oltre a rafforzare la prevenzione dei rischi, riduce sensibilmente la possibilità di circolazione illecita o priva di tutela, rendendo più sicure le strade urbane e rispondendo alle richieste delle associazioni di categoria sul fronte della sicurezza.
Sanzioni e controlli: cosa rischia chi non si adegua
Il nuovo impianto normativo stabilisce sanzioni significative per garantire la conformità:
- Chi circola senza targa digitale o senza assicurazione è soggetto a una sanzione amministrativa da 100 a 400 euro.
- L’importo può variare in base alla gravità della violazione e alle circostanze (assenza simultanea di entrambi gli obblighi, recidiva, incidenti).
Oltre alla multa pecuniaria, la normativa contempla il fermo amministrativo del mezzo nei casi più gravi o la distruzione del contrassegno in caso di cessione non autorizzata.
Le autorità incaricate del controllo, dalla Polizia Locale alle altre forze dell’ordine, verificano tramite piattaforma digitale l’associazione tra contrassegno, proprietà e copertura assicurativa, assicurando così una tracciabilità effettiva del parco circolante.
La nuova disciplina intende incoraggiare una condotta più responsabile e sicura da parte degli utenti di monopattini elettrici, in un’ottica di maggiore integrazione nel tessuto urbano e di rispetto delle regole condivise.






