Negli ultimi mesi il Veneto è al centro di un acceso confronto sulla gestione e il controllo degli strumenti per il rilevamento elettronico della velocità. L’attenzione pubblica è scaturita dalla recente richiesta di spegnimento totale degli autovelox ai prefetti regionali, alla luce del precedente campano che ha visto la completa disattivazione dei dispositivi a Napoli. Il fenomeno, alimentato da una crescente incertezza normativa e da numerose sentenze giuridiche, coinvolge enti locali, associazioni di automobilisti e istituzioni. In Veneto il dibattito non si limita all’aspetto meramente tecnico o sanzionatorio, ma si estende alla fiducia degli utenti della strada verso l’efficacia e la trasparenza degli strumenti installati. Le recenti decisioni delle prefetture locali confermano che la questione non si esaurisce in ambito provinciale, ma assume un rilievo nazionale che spinge verso una profonda riflessione sulle strategie di tutela della sicurezza e sulla necessità di regole chiare e condivise.
La normativa e le sentenze sull’uso degli autovelox: approvazione, omologazione e validità delle sanzioni
Il quadro normativo attualmente vigente in Italia fissa precisi requisiti per l’utilizzo degli autovelox sulle strade pubbliche. Una netta distinzione si evidenzia tra approvazione e omologazione: la prima riguarda la conformità alle specifiche tecniche indicate dalla normativa, la seconda la verifica delle caratteristiche costruttive e funzionali ai sensi del Codice della Strada. Secondo la sentenza della Corte di Cassazione (ordinanza n. 12924/2025), solo gli strumenti omologati possono legittimamente accertare infrazioni e generare sanzioni valide, incluse le decurtazioni dei punti patente.
La Corte ha ribadito che la semplice approvazione è condizione necessaria ma non sufficiente: la mancanza di omologazione rappresenta un vizio insanabile che comporta la nullità della sanzione. Le verifiche di taratura periodica, sebbene obbligatorie, non possono sopperire alla necessità di documenti specifici che attestino la regolare omologazione dell’apparecchio. Ciò ha portato enti pubblici e ministero dell’Interno ad avviare nuove procedure di ricontrollo di tutti gli impianti attualmente operativi.
Le pronunce giudiziarie hanno favorito una maggiore attenzione sui diritti degli automobilisti e sulla necessità di agire in regime di assoluta trasparenza amministrativa. Questo contesto ha indotto le amministrazioni comunali venete a promuovere una revisione puntuale della documentazione e ad avviare, ove necessario, la sospensione dei dispositivi non conformi. Il rafforzamento dei diritti dei cittadini e l’obbligo di garantire l’adeguatezza tecnica e documentale dei rilevatori si riflettono in una diminuzione dei ricorsi contestabili in sede legale, aumentando la percezione di affidabilità e legalità del sistema sanzionatorio.
Il decreto sulle omologazioni e le nuove regole per gli autovelox in Veneto
I recenti sviluppi normativi hanno introdotto modifiche rilevanti per la gestione e la conformità degli autovelox. Un decreto governativo ha stabilito che possono essere considerati validi ai fini dell’accertamento delle violazioni solo i dispositivi omologati successivamente al 13 giugno 2017. Questa linea di demarcazione ha comportato la necessità di una ricognizione su larga scala delle apparecchiature esistenti nelle province venete. Un significativo numero di dispositivi risultava antecedente a tale data, sollevando la possibilità di ampie sostituzioni o adeguamenti tecnici e amministrativi.
Le nuove regole, frutto di un accordo tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Anci e comuni, prevedono peraltro
- un censimento obbligatorio dei dispositivi attivi
- la pubblicazione periodica dell’elenco ufficiale delle postazioni autorizzate
- il divieto di utilizzo per i dispositivi privi dei requisiti
Tali provvedimenti, volti a creare chiarezza e ridurre il contenzioso, hanno anche imposto ai comuni uno sforzo organizzativo, comportando valutazioni sui costi, tempi di adeguamento e impatti sulle casse pubbliche.
Il percorso di armonizzazione e trasparenza normativa si inserisce nel più ampio quadro nazionale, con la finalità di uniformare le prassi operative su tutto il territorio e rafforzare la confidenza della collettività verso la legittimità delle sanzioni.
Spegnimento e riaccensione degli autovelox: i casi di Napoli, Camposampierese e Poncia
L’esperienza napoletana rappresenta il punto di partenza per un’analisi comparativa dei modelli di gestione della transizione normativa. Nel capoluogo campano, la sospensione generale degli strumenti difformi, accompagnata da una profonda revisione documentale, ha consentito una riduzione sensibile del contenzioso amministrativo, fornendo un modello osservato con attenzione anche dal Veneto.
Nel territorio veneto, la federazione dei comuni del Camposampierese ha scelto di interrompere temporaneamente l’attività di rilevamento dopo le incertezze nate dalle sentenze di Cassazione. Lo spegnimento, avvenuto nel marzo 2025, è durato sei mesi ed è poi stato seguito da specifiche campagne di comunicazione e da un’attenta verifica di conformità tecnica degli impianti. Gli autovelox, ritenuti conformi alle nuove regole e confermati dai decreti prefettizi, sono stati nuovamente attivati dal settembre successivo, a valle di dati statistici che segnalavano un aumento esponenziale delle infrazioni in loro assenza.
Il caso di Poncia nel comune di Curtarolo conferma l’efficacia preventiva della presenza di strumenti di controllo. La sindaca ha sottolineato come, durante il periodo di spegnimento, il numero di automobilisti che superavano i limiti fosse notevolmente aumentato, suggerendo che l’occhio elettronico continua a rappresentare un deterrente efficace per la sicurezza. La riattivazione degli impianti, laddove avallata dalle prefetture, non viene pertanto letta come una misura punitiva, ma come strumento indispensabile di tutela collettiva.
Mappatura, autorizzazioni e futuro degli autovelox nelle province venete
La mappatura regionale degli autovelox e la pubblicazione degli elenchi ufficiali dei dispositivi autorizzati hanno generato effetti diversi nelle principali province venete. Verona, ad esempio, prevede la disattivazione solo per due apparecchi su quattordici, a fronte di percentuali decisamente più alte nelle province di Venezia, Belluno e Rovigo, dove la maggior parte degli strumenti è risultata non conforme alle nuove disposizioni.
Le nuove linee guida stabiliscono che:
- sulle strade urbane gli autovelox possono essere installati solo in casi specifici e motivati
- sulle extraurbane il limite imposto dai dispositivi non può essere inferiore di oltre 20 km/h rispetto a quello ordinario
La tabella sottostante riassume percentuali e condizioni regionali:
| Provincia | N. Dispositivi | Percentuale disattivazioni |
| Verona | 14 | 14% |
| Venezia | 26 | ~61% |
| Belluno, Rovigo | N/A | Alte |
| Padova | 102 | N.D. |
Comuni e prefetture sono ora responsabili dell’adeguamento degli strumenti e della regolare comunicazione dei dati ai fini del censimento nazionale. Il processo di adeguamento risulta in corso e si prevede che porterà all’installazione di nuovi dispositivi conformi e, in alcuni casi, alla definitiva dismissione di quelli obsoleti.
Impatto sulla sicurezza stradale e sulla percezione pubblica
L’evoluzione della normativa e la gestione alternata di spegnimento e riattivazione degli autovelox ha avuto effetti tangibili sul comportamento degli automobilisti e sulla sicurezza. Nel periodo in cui diversi dispositivi sono rimasti inattivi, numerosi amministratori hanno riscontrato un aumento degli eccessi di velocità e un ritorno a condizioni di traffico più rischiose, specialmente nei tratti tradizionalmente critici.
La percezione collettiva si lega quindi non solo all’efficacia sanzionatoria degli strumenti, ma anche alla loro funzione deterrente e alla trasparenza dell’azione pubblica. L’affidabilità e la corretta omologazione dei rilevatori costituiscono un presupposto irrinunciabile per rafforzare il senso di legalità e la fiducia nelle istituzioni, mentre la loro assenza genera dubbi, ricorsi e una minore aderenza alle regole su strada.






