Brutte notizie in arrivo per gli automobilisti: sono previsti aumenti al costo della benzina a partire dal 2017. Dal 2011 ad oggi sono stati ben 8 gli aumenti delle accise sui carburanti.

Aumenti benzina 2017: l’annuncio della Cgia

L’aumento dell’Iva che avrebbe dovuto essere introdotto a partire dal nuovo anno è stato scongiurato. Ma non mancano le notizie poco positive per i consumatori. Dal 1° gennaio 2017 è infatti previsto un rincaro della benzina e del gasolio per autotrazione. L’incremento dovrebbe aggirarsi attorno ai 0,005 euro al litro (mezzo centesimo di euro). Ad annunciarlo è stata la Cgia di Mestre.

L’ente ha precisato che si tratta di una decisione già presa qualche tempo fa: “la legge di Stabilità del 2014 varata dal Governo Letta ha previsto per il biennio 2017-2018 un aumento delle accise sui carburanti in modo tale da reperire risorse aggiuntive rispettivamente di 220 e 199 milioni di euro”.

Resta però ancora da stabilire con esattezza quali saranno le conseguenze per i cittadini: “Sarà un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a stabilirne l’entità, ovvero l’importo che andrà ad aumentare la tassazione sui carburanti” .Per la Cgia il rincaro dei carburanti per la benzina e il gasolio per autotrazione dovrebbe aggirarsi attorno ai 0,005 euro al litro (mezzo centesimo di euro).

Si spera in un dietrofront

Paolo Zabeo del centro studi della Cgia si augura però che l’aumento venga annullato in extremis.”Speriamo che con la Legge di Bilancio 2017 l’esecutivo sterilizzi questo rincaro. Sebbene il prezzo del petrolio sia molto contenuto, il costo del carburante alla pompa rimane troppo elevato. Questo avviene soprattutto a causa del livello di tassazione che, su un pieno di benzina, incide del 69% e in quello del gasolio del 67%. Un livello che in entrambi i casi è al top in Ue”.
La Cgia ricorda inoltre un dato tutt’altro che positivo: dal 2011 a oggi sono stati ben otto gli aumenti delle accise sui carburanti. Questo ha provocato un incremento di quelle sulla benzina del 29.1%. Nel caso del gasolio si sale addirittura al 46%.
Zabeo sottolinea inoltre che l’aumento non penalizzerebbe solo gli automobilisti.  Conseguenze negative ci sarebbero anche per le categorie che utilizzano quotidianamente un’auto o un camion per ragioni professionali. Ne sono un esempio i taxisti, gli agenti di commercio, gli autonoleggiatori, gli autotrasportatori e i piccoli padroncini.

La protesta del Codacons

Non appena si è diffusa la notizia anche il Codacons non ha voluto stare a guardare. L’associazione che tutela i consumatori ritiene questa decisione inaccettabile: “Ancora una volta gli italiani saranno utilizzati come uno sportello bancomat. Solo per ottenere risorse economiche. L’Italia è ai vertici della classifica europea per il caro-carburanti proprio a causa della tassazione eccessiva su benzina e gasolio, che arriva a pesare fino al 70% sul prezzo di ogni litro di carburante acquistato dai consumatori. In Italia i gioverni di ogni colore politico hanno sempre fatto ricorso alle accise sulla benzina per ottenere soldi facili. Il governo Renzi deve intervenire con urgenza l’ennesimo ritocco sulle accise. Questo avrebbe effetti diretti per le tasche delle famiglie e per i prezzi al dettaglio. Uno scenario con ricadute sui consumi già stagnanti”.

 

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