“Il lupo perde il pelo, ma non il vizio”, così la burocrazia italiana, ancora una zavorra per i cittadini. Un punto invece a favore per le assicurazioni, salvaguardati da una moltitudine di cavilli.  Cerchiamo di far valere le nostre ragioni.

FALSI MITI

Il principio fondamentale è contenuto nell’articolo 144 del Codice delle assicurazioni private. Prevede il diritto di rivalsa anche per guida senza patente o con patente scaduta, revocata o sospesa. Vale sia se al momento del sinistro eravate voi al volante, sia se c’era un’altra persona cui avete prestato la macchina. Affidate dunque solo in buoni mani il vostro mezzo. Se causate un incidente, e in auto c’erano troppo passeggeri rispetto a quanto indicato nella carta di circolazione (il libretto), la compagnia risarcisce tutti i danni. Poi ha diritto a farsi indennizzare da voi. Occhio alle bufale online: non è vero che si può viaggiare in 7 con 2 bimbi in braccio in un’auto per 5 persone.

DANNI AI TERZI

La rivalsa in caso di incidente scatta anche se: fornite informazioni false o incomplete alla stipula del contratto; o alterate il veicolo senza l’ok della Motorizzazione. Ininfluente che, a vostro giudizio, il rischio di sinistro si abbassi perchè perché circolate in una zona meno trafficata rispetto al dichiarato e perché l’auto ora è più sicura: incide solo il mancato rispetto della polizza Rca. Nella maggioranza dei casi le polizze parlano di diritto di rivalsa parziale (una percentuale variabile) o totale per i danni pagati ai terzi. Una clausola (da pagare) può impegnare la compagnia a non esercitare l’azione di rivalsa. Non verrebbero recuperate all’assicurato le somme versate per il risarcimento del danno. Situazione più comune quella riguardante la guida in stato d’ebbrezza. Sono in gioco milioni euro però nelle situazioni di rivalsa totale per lesioni fisiche gravi o morte.

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