Permessi Legge 104, decurtazione tredicesima e quattordicesima è legittimità? Dubbi

La pronuncia della Cassazione va nella scia di pareri recenti del Consiglio di Stato e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Non si tratta della prima volta che la questione della decurtazione della tredicesima e della quattordicesima nell’ambito della legge 104 è oggetto di discussione. Lo è anche questa volta per via di una recente pronuncia della Corte di Cassazione che, in realtò, non fa altro che confermaro quanto è stato sancito in passato.

La questione è di nuovo tornata al centro dell’attenzione per via di una recentissima sentenza dei giudici della Corte di Cassazione, chiamati a esprimersi sul ricorso presentato da un datore di lavoro contro la sentenza sfavorevole in secondo grado. Ebbene, per i togati nessun dubbio: la decurtazione non è consentita, quasi a confermare l’inamovibilità di un impianto normativo che, al netto di modifiche nel tempo, resiste da da 26 anni. Di più: la pronuncia va nella scia di pareri recenti del Consiglio di Stato e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Occorre poi prestare molta attenzione perché il taglio per effetto dell’incidenza negativa dei permessi retribuiti in base alla legge, è inammissibile e potrebbe perfino configurare una discriminazione. Per i giudici della Corte di Cassazione, la non computabilità dei permessi ai fini della tredicesima mensilità opera solo nel caso in cui si cumulino con i congedi parentali. Che non è appunto il caso del datore di lavoro scontento.

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