Sono in arrivo notizie positive per gli automobilisti che non hanno pagato finora il bollo auto. L’odiata tassa, infatti, viene sottoposta a sanatoria. Vediamo insieme chi ne ha diritto.

Sanatoria bollo auto: in cosa consiste

Il recente decreto fiscale ha introdotto una sanatoria per il bollo auto. Questa soluzione consentirà a chi ha ricevuto una cartella da Equitalia di non pagare la tassa. Si tratta di una decisione simile a quanto fatto recentemente anche per le multe.

Ma quali automobilisti possono avere questo vantaggio? A spiegarlo è il portale laleggepertutti.it. E’ importante precisare comunque che la possibilità di sanare le pendenze vale su tutto il territorio nazionale. Un aspetto da non sottovalutare visto che il bollo auto è di per sé un’imposta regionale. La Corte Costituzionale, però, ha più volte precisato che il bollo auto, anche se pagato alle regioni, ha natura erariale.

Questa possibilità è disponibile anche per i residenti del Piemonte, che per alcuni anni ha effettuato la riscossione dell’imposta tramite ingiunzione fiscale e non tramite ruoli. Rispetto al testo di partenza è infatti stato tolto il riferimento ai ruoli.

Cosa accade per gli arretrati

Tra gli arretrati del bollo auto che si possono sanare rientrano tutte le somme dovute dagli automobilisti per bollo auto affidate all’Agente della riscossione fino alla fine del 2016. Per i debiti non ancora notificati da Equitalia con cartelle di pagamento (ma già affidati dall’ente titolare del credito), quest’ultima dovrà inviare al debitore un’informativa per posta ordinaria entro la fine di febbraio 2017. In questa lettera sarà indicata la possibilità di aderire alla rottamazione.

Rientrano nel provvedimento anche le pretese riscosse tramite ingiunzioni di pagamento da parte degli enti territoriali (soprattutto Comuni) che hanno deciso di non avvalersi della società pubblica di riscossione. Chi aderisce alla sanatoria ottiene lo stralcio di sanzioni e interessi di mora. L’utente deve comunque saldare l’importo previsto per la sorte capitale, gli interessi affidati all’agente della riscossione, l’aggio sulle somme da versare e il costo di notifica della cartella di pagamento.

Sanatoria bollo auto: come presentare la richiesta

Ma come è possibile aderire alla sanatoria? E’ necessario presentare specifica domanda su modello reso disponibile sul sito di Equitalia. Il termine ultimo è il 31 marzo 2017. Se con la stessa cartella di pagamento Equitalia ha richiesto di saldare più importi a titolo diverso (ad esempio Irpef, bollo auto e multe stradali) è possibile sanare solo alcune di queste partite. E’ stata infatti ammessa la rottamazione anche di singole partite contenute nello stesso atto.

E’ possibile eventualmente anche richiedere di pagare in più di una soluzione. Il numero massimo di rate è pari a cinque. Le scadenze sono fissate a luglio, settembre e novembre 2017, aprile e settembre 2018. E’ necessario comunque avere pagato almeno il 70% dell’importo entro il 2017. Una volta presentata la domanda, Equitalia invia al debitore una comunicazione contenente l’ammontare da pagare nelle singole rate. In caso di ritardo nel pagamento, anche di un solo giorno, la sanatoria però decade. In questo caso Equitalia può tornare a pignorare i beni del contribuente per l’intero importo del debito originario e le somme residue non sono più dilazionabili.

Solo nel caso in cui, al momento della presentazione della domanda, non siano decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella o dell’accertamento esecutivo o dell’avviso di addebito, è ancora possibile rateizzare il debito, nonostante la decadenza dalla sanatoria, poiché il debitore non ha mai avuto prima tale facoltà.

Aderire alla sanatoria è fondamentale non solo per evitare di pagare il bollo auto. Chi non ne approfitta, infatti, avrà più possibilità di subire un pignoramento rispetto al passato, L’Agente della riscossione, che ha sostituito Equitalia, ha infatti più possibilità di effettuare indagini sui beni dell’intestatario da pignorare.

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