Fabian Tomasi è morto: glifosato, pesticidi e Monsanto, la sua storia

il decesso per una polineuropatia andrebbe ricondotto proprio al suo lavoro nel settore nell'agrochimica

La speranza è che la sua morte non porti alla conclusione degli sforzi per la ricerca della verità, ma che rappresenti piuttosto una spinta ulteriore per vederci chiaro e assegnare responsabilità a un fenomeno diffuso. Perché Fabian Tomasi è passato alla storia per la sua lotta contro la multinazionale Monsanto e l’utilizzo di pesticidi dannosi per la salute, primo fra tutto il glifosato. Le ultime foto lo ritraggono magrissimo e visibilmente malato. In realtà, lo stato di salute di Tomasi è precipitato molto rapidamente da quando a 23 anni aveva iniziato a lavorare per una fattoria nella regione argentina centro orientale di Entre Rios con il compito di riempire i serbatoi degli aerei di sostanze come 24-D, adiuvanti, cipermetrina, clorpirifos, endosulfan, fungicidi, glifosato, Gramoxone, metamidofos, propanil, Tordon. E il decesso per una polineuropatia andrebbe ricondotto proprio al suo lavoro nel settore nell’agrochimica.

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