Truffe a migliaia italiani tra frode diamanti e tassi interessi. Accusate banche per due nuove casi

Continuano le frodi sui diamanti e sembra davvero allargarsi in tutta Italia colpendo migliaia di risparmiatori

Diamanti, raggiri. Storia imprenditorei

C’è realmente poco da stare sereni considerando la ripetitività con cui gli istituti di credito finiscono al centro dell’attenzione per presunti casi di raggiro o comunque di poca chiarezza nei confronti di clienti. Saranno naturalmente i giudici a dire l’ultima parola, ma da casi isolati quelli sotto esame sono diventati quasti la prassi.

Il caso forse più importante è quello di un imprenditore, 50enne, residente a Castelnuovo Garfagnana che aveva investito ben 350mila in diamanti, 8 pietre preziose che dovevano essere di alto valore ma che in realtà non lo erano. Il valore dei diamanti è dato dai carati, dal colore, dalla purezza, dal taglio e dalla certificazione e il loro costo non dipende dal peso, ma dalla combinazione di tutti questi parametri.

L’uomo ha denunciato il direttore della filiale e i due funzionari che lo avevano consigliato e la stessa banca. Nei diversi casi di truffa relativi all’acquisto di diamanti, alcuni istituti di credito avrebbero accettato di rimborsare i risparmiatori mentre altri hanno deciso di andare avanti con l’iter giudiziario.

Ma la questione dei diamanti non si tratta dell’unico caso controverso su cui sono puntati i riflettori delle cronache. E non sempre è la magistratura a occuparsi delle vicende riguardanti le banche perché anche altre autorità seguono da vicino quanto accade. L’Antitrust ha infatti multato tre istituti di credito per anatocismo ovvero per avr applicati interessi sugli interessi a debito. Le tre banche oggetto della sanzione complessiva di 11 milioni di euro sono Unicredit, Banca nazionale del Lavoro e Intesa SanPaolo.

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