Come 10 anni di crisi si sono mangiati la mia generazione. Riflessioni e racconto

C'è una generazione per cui questa crisi non solo è trascorsa lentamente, ma continua ancora oggi a far pagare i suoi effetti

Sono passati in un lampo i 10 anni dall’avvio della crisi economica che ha travolto gli Stati Uniti e l’Europa con una sorta di effetto domino. Ma non per tutti perché c’è una generazione per cui questa crisi non solo è trascorsa lentamente, ma continua ancora oggi a far pagare i suoi effetti. Si tratta dei nati nella prima metà degli anni 80, quella cioè – come fa notare Anna Momigliano su RivistaStudio – troppo giovane per essersi costruita un posto nel mondo, ma troppo vecchia per ricominciare da zero. E poco importa che i ventenni di oggi trovano meno lavoro di quelli che avevano vent’anni quando Lehman Brother è crollata perché per loro le prospettive sono migliori.

In buona sostanza, riflette l’autrice, quando questa crisi sarà tramontata, gli under 25 di oggi saranno ancora molto giovani ovvero nel pieno delle forze e delle energie per ripartire. Per gli under 40 di oggi non sarà così o almeno non per tutti. E il prezzo della crisi rischiano quindi di pagarlo per l’eternità. Il rischio reale, parafrasando una frase di Barack Obama, ex presidente degli States, è che questa diventi la prima generazione in cui i figli stanno peggio dei padri.

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