Coca-Cola, auto, post-it: con i dazi di Trump è aumento prezzi

Si tratta di una decisione impopolare ma che, secondo le stringenti logiche aziendali, viene considerata inevitabile.

C’è poco da stare sereni perché provvedimenti che possono sembrare così lontani dalla vita di tutti i giorni hanno invece un impatto diretto. Succede con l’inasprimento dei dazi su alluminio e acciaio da parte del governo. Quel +10% si riverserà tutto sulle tasche dei consumatori. E non si tratta solo di pagare di più moto e auto (la casa tedesca Bmw è stata costretta ad aumentare i prezzi delle sue auto prodotte negli Stati Uniti ed esportate nel mercato asiatico), ma anche delle più comuni e a buon mercato Coca-Cola e Fanta in alluminio. Il concetto è chiaro: l’alluminio in cui sono contenute le bevande costa di più e la maggior spesa viene dirottata sui consumatori così da mantenere costante il profitto per le grandi aziende.

Per dirla con le parole dell’amministratore delegato James Quincey, si tratta di una decisione impopolare ma che, secondo le stringenti logiche aziendali, è inevitabile. Per il manager, sebbene possano essere comprensibili le pressioni sui costi delle merci per l’impatto delle tariffe sul sistema di imbottigliamento e su altri prodotti finiti tipo di discussioni sono difficili.

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