Inaugurato a Torino il Centro di Restauro del Museo dell’Automobile. Primo polo specializzato rimetterà a nuovo il vasto patrimonio di veicoli custoditi nell’Open Garage all’interno del Mauto.

CARROZZA DI BORDINO

Prima ad essere oggetto di una “rémise en forme” la cosiddetta “Carrozza di Bordino”, una delle prime auto della storia. Andranno seguiti, come per dipinti e scultore, i protocolli riconosciuti dal Mibact. “Con l’apertura del Centro di restauro dell’automobile — spiega il presidente del Mauto Benedetto Camerana — avviamo un percorso formativo che risponde al quadro attuale, generato dalla crescita del valore dell’automobile d’epoca come testimonianza storica fondamentale per la conoscenza della cultura del Novecento”.

SFIDE DELICATE

Responsabili del museo andati in questi due anni a scuola al Centro di Venaria. Con cui si è firmata una convenzione e che ora collabora al progetto. E hanno monitorato tutti i mezzi conservati nel Garage, creando una banca dati e stabilendo le priorità degli interventi. Dopo la Carrozza di Bordino, toccherà alla Monterosa 1400 Fiat, la più disastrata. Si passerà poi alla Georges Richard Modello 3 ½ Hp del 1900, a un solo cilindro, e quindi alla Peugeot Modello Agi e alla Fiat 16/20 Hp, entrambe del 1903.

DA TORINO ALL’EUROPA

“Al centro del Garage abbiamo creato un box per gli interventi sui motori e sulle pelli e i tessuti dei sedili, altri lavori verranno eseguiti all’esterno, secondo una rete di relazioni create dal museo” dice il direttore Rodolfo Gaffino Rossi. Per la riverniciatura si utilizzerà la “cabina” e l’assistenza del Centro Stile Pininfarina. Per la carrozzeria sarà invece all’opera l’Atelier Toppino di Piobesi d’Alba. “Per avviare il Centro abbiamo avuto un primo finanziamento di Fca, per il resto c’è una rete di aziende che lavora con noi — continua Gaffino — Del progetto si è interessato in particolare il presidente dell’Aci Torino Piergiorgio Re, che ha coinvolto l’associazione a livello nazionale, siamo in contatto anche con importanti realtà francesi. Vogliamo crescere e diventare un punto di riferimento europeo, per diffondere le regole del restauro nel settore”.

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