Renault Initiale: la berlina inaspettata

Il concept rispondeva all'esigenza di un profondo cambiamento

Un solo uomo può cambiare il destino. A corto di idee, Renault era in cerca di ispirazione intorno al nuovo millennio. Che suggerì il nuovo, lungimirante, designer Patrick Le Quément con la Initiale, berlina della svolta, per le future produzioni.

Modello di rottura

In quell’epoca il brand transalpino era troppo ancorato a uno stile conservatorio. Ecco, la Renault Initiale tagliò i ponti col passato. Alla sua presentazione, nel 1995, mostrò soluzioni innovative, come il tetto ad arco, i fari anteriori verticali e le grandi superfici vetrate. Le fiancate tese, delicatamente sagomate, erano proporzionate a dovere, espressione di prestanza e bellezza. Il concept, lungo 4,88 metri, sfoggiava l’ampio parabrezza, e il montante posteriore, che saranno poi utilizzate per modelli di grande successo commerciale, dalla Vel Satis fino alla Megane. Il motore era anteriore, mentre la trazione integrale.

Si innalza la qualità interna

Inedito fu l’abitacolo: si apriva con un movimento automatico di traslazione, al di sopra del padiglione, secondo una complessa cinematica, attuabile grazie a un meccanismo brevettato, andando a coprire il lunotto e facilitando l’accesso al vano bagagli. Il passo, lungo 3,02, permise ai tecnici di renderlo molto spazioso e accogliente, come volle Le Quément, che lavorò alacremente, per innalzare le qualità costruttiva. È destinato a quattro persone, due poltrone, divise da un tunnel in legno, sostituirono il divanetto. E al centro figurava un tavolino.

Motore da Formula 1

Di alto profilo, la configurazione interna abbinava qualità interna a eccellenti materiali costruttivi. I sedili, ampi e profilati, erano incredibilmente comodi. La strumentazione particolarmente moderna, forse anche avanti rispetto ai suoi anni. Nella plancia campeggiava uno schermo, soluzione che, se oggi appare scontata, non lo era affatto in quel periodo. Al salottino si aggiungeva una meccanica studiata nei minimi particolari. Sotto al cofano un motore V10, ispirato a quelli di Formula 1, in cui la Renault forniva i motori alla scuderia Benetton – e accreditato di circa 400 CV. Il cambio è un manuale a 6 rapporti.

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